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Pastorale Digitale 2.0

Tagliato il Traguardo dei Cinquemila Articoli

Il sito della “Pastorale digitale” taglia un traguardo importante: cinquemila articoli pubblicati dall’inizio di quest’avventura editorial-telematica ad oggi.

Quel numero non va letto solo come un dato di carattere quantitativo. Non ci sarebbe nessun vanto nell’aver pubblicato cinquemila articoli, se essi non fossero caratterizzati per la qualità degli interventi e soprattutto la qualità del fine che essi perseguono. Finalità, che è stata, fin dall’inizio dell’esperienza di “Pastorale digitale”, sintetizzata mirabilmente nelle parole del vescovo Gerardo: «Non bisogna solo “mettere in rete”, bisogna “mettere in comunione”».

I cinquemila interventi pubblicati segnano, perciò, lo sforzo – sicuramente premiato dalla fiducia e stima con cui tanti si interfacciano con il sito – di mettere in comunione emozioni, esperienze, fatti, condividendo il senso più intimo di essi, e cioè che, in fin dei conti, si è tutti parte di un unico grande progetto divino, prima che umano.

Ad maiora e ad meliora!

Vincenzo Ruggiero Perrino

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La Sacra Famiglia di Nazaret

SACRA FAMIGLIA di Vincenzo Ruggiero Perrino Episodio 3 – Mercato di Nazareth, anno 1 a. C.

SACRA FAMIGLIA

di Vincenzo Ruggiero Perrino

 

 

Episodio 3

Mercato di Nazareth, anno 1 a. C.

«Che bella giornata, oggi!», esclama Maria, mentre lei e sua cugina Elisabetta escono per andare a comprare qualcosa al mercato nella piazza del paese.

Insieme con loro ci sono anche i rispettivi figli, Gesù e Giovanni, per i quali è giorno di festa e quindi non sono andati a scuola.

«Che pacchia senza dover andare a scuola, eh?», fa notare Giovanni a Gesù.

«Già», ridacchia l’altro.

«Solo che, anziché accompagnare le nostre madri al mercato, potevamo andare a giocare con gli altri bambini in riva al lago».

«Ma no, sono sicuro che non ci annoieremo nemmeno al mercato. E poi, quando saremo più grandi, avremo tante di quelle cose da fare su quelle rive…».

«Cioè?».

«Tra una trentina d’anni ti sarà tutto più chiaro».

«Mi ripeti sempre ‘sta cosa che tra trent’anni mi sarà tutto più chiaro!».

«E allora?».

«Vorrei che mi spiegassi adesso».

«Hai fretta?».

«No, no…».

«Bene. Quando sarà il momento, capirai quello che voglio dire».

«Se lo dici tu…», e Giovanni conclude con un’alzata di spalle.

Allora, Gesù, accortosi che il cugino un po’ c’è rimasto male perché avrebbe voluto una spiegazione più esauriente, gli tira uno scapaccione dietro la testa e comincia a correre avanti.

«Se ti prendo, ti faccio vedere io!», e anche Giovanni comincia a correre dietro al cugino, per restituirgli il colpo.

«Ragazzi! Non correte che la strada è tutta polverosa!», li rimprovera bonariamente Elisabetta. La quale, poi, rivolta a Maria esclama:

«Speriamo che oggi i venditori abbiano abbassato un po’ i prezzi della loro mercanzia. Ti ricordi quanto abbiamo pagato le cose che abbiamo comprato l’altra volta?».

«Già, hai ragione. Ma qui, con chiunque di questi venditori parli, ti dicono che c’è la crisi, che i prezzi devono essere per forza alti, considerato che anche per loro procurarsi la roba da vendere è diventato più difficile e più costoso».

«Di questo passo dove andremo a finire? Noi, bene o male, riusciamo ancora a tirare avanti perché Zaccaria, con il suo ruolo di sacerdote, riesce ancora ad avere delle buone ricompense per i suoi uffici sacri».

«Anche noi ce la caviamo ancora benino. Diciamo che finché il lavoro al cantiere di Sepphoris dura, non dovremmo avere problemi».

«Avevo sentito dire che a Sepphoris i lavori si erano un po’ fermati…».

«Tu sai che Giuseppe è nella squadra che lavora alla ricostruzione del teatro. In effetti, un po’ per il cattivo tempo, un po’ perché per qualche settimana non sono arrivate le pietre per continuare il lavoro, gli operai sono stati tutti fermi».

«E come avete fatto?».

«Io avevo detto di usare un po’ dei soldi di quella piccola rendita che abbiamo, grazie all’oro che ci avevano portato in dono quei sapienti venuti da Oriente, quando nacque Gesù. Ma lui non ha voluto sentire ragioni. Ha detto che quell’oro serve per gli studi del ragazzo».

«E, dunque, come vi siete arrangiati?».

«Gli ho anche detto “chiediamo un aiuto a mamma e papà”, ma quel testone mi ha detto “non se ne parla proprio!”. E così si è inventato un secondo lavoro».

«Cioè?».

«Venditore ambulante di frittelle!».

«Mica male come idea!».

«Certo, solo che a me poi tocca lavare tutte le sere i suoi vestiti maleodoranti di frittura!».

«Dai, non lamentarti, alla fine ha saputo inventarsi un’idea redditizia».

«Figurati. Una delle ragioni per cui l’ho sposato è proprio perché è un uomo pieno di buona volontà».

«Però, in tutta questa crisi, vorrei sapere i nostri governanti, da Erode ai romani, che diamine combinano».

Nella discussione, si intromette Giovanni, che, rinunciato a rincorrere Gesù, che nel frattempo li ha preceduti ai primi banchi del mercato, dice:

«Ma’, ma che vuoi che gli importi a Erode se tu paghi qualche spicciolo in più la roba che compri? A lui tutto arriva gratis fino a tavola!».

«Giovanni! Ma chi te le insegna certe cose?».

«Ce l’ha detto il maestro a scuola! Dice che a lui gli danno una paga da fame, mentre a palazzo sguazzano nel benessere!», e corre anche lui verso i banchi del mercato.

«Beh, in fondo il ragazzo non ha mica torto», chiosa Maria.

Le donne si accostano ad alcuni venditori che offrono prodotti dei loro campi.

«Mi raccomando, ragazzi, non allontanatevi troppo. Io e Elisabetta stiamo qui per comprare qualcosa da mangiare», dice quella a Gesù e Giovanni.

«Sì, ma’, facciamo un giro più in là».

Gironzolando tra i banchi, l’attenzione dei due ragazzini viene richiamata da grida e schiamazzi. Naturalmente, la loro curiosità ha la meglio sugli avvertimenti e le raccomandazioni di Maria, e così si avvicinano di più per vedere cosa succede.

Nei pressi del banco di un pubblicano, i due ragazzi vedono un uomo a terra, mentre l’altro – l’esattore delle tasse – lo percuote con una specie di bastone, intimandogli di pagare quello che deve a Cesare.

«Devi pagare!», gli grida con rabbia.

«Ma, ti ho dato tutto quello che avevo», si giustifica l’altro, cercando di evitare i colpi che quello gli sferra con il bastone.

La gente, che intanto passa di là, non si intromette, per evitare noie con le autorità. Infatti, molti, pur disprezzando i pubblicani, che da ebrei lavorano per conto dei romani mettendosi contro i loro stessi connazionali, fanno buon viso a cattivo gioco. Nel privato li criticano, ma non hanno il coraggio di dire pubblicamente quello che pensano. Così, quando a qualcuno capita di essere in difficoltà per pagare le tasse, non trova nessuno disposto a mettersi dalla sua parte.

«Ha fatto bene l’esattore!», afferma una voce alle spalle di Gesù e Giovanni, mentre il malcapitato viene portato via da due guardie accorse per arrestarlo.

«E tu chi sei?», chiede Giovanni, voltandosi e notando che a parlare è stato un altro ragazzino, che era lì nei pressi.

«Mi chiamo Levi», si presenta.

«Come puoi dire che ha fatto bene?», chiede Gesù.

«Le tasse vanno pagate, secondo quello che prescrive la legge», dice dandosi il tono di chi la sa lunga.

«Ma quel poverino mica ha detto che non vuole pagare. Tuttavia, se ha già dato tutti i soldi che aveva in tasca, che altro deve cacciare?».

«Tutti la stessa scusa usano. Sicuramente avrà imboscato i suoi soldi da qualche parte, come fanno tutti quelli che non vogliono pagare le tasse!».

«Sbaglio, o tu sei a favore degli esattori delle tasse?».

«Certo! Da grande anche io diventerò un esattore delle tasse: sarò ricco e vivrò nel lusso e nelle comodità. Mica come quel pezzente!».

Allora Gesù fissa lo sguardo negli occhi di Levi e gli dice: «Pensi che se anche diventi l’uomo più ricco di Israele, i soldi che guadagni ti garantiranno la salute, la salvezza della tua anima, o il rispetto del tuo popolo?».

«Che c’entra?».

«A che serve fare tanti soldi? Avresti solo la preoccupazione di doverli nascondere per paura che ti entrano i ladri in casa e ti rubino tutto!».

«Metterei delle guardie».

«Sì, e poi magari sarebbero proprio loro a derubarti! Non è meglio accontentarsi del giusto e vivere dignitosamente? Penso che, se tutti si accontentassero del giusto per vivere, da Erode fino all’ultimo uomo di Israele, vivremmo tutti meglio e saremmo tutti più felici!».

«Sentitelo il saputello!».

«Non puoi certo negare che se passi la vita ad accumulare ricchezze, che vantaggio te ne verrebbe, se poi devi preoccuparti di mettere guardie a ogni porta della tua casa? E considera pure che, anche se tu avessi tutte le ricchezze del mondo, mica le potresti portare con te, una volta morto!».

Levi non riesce a replicare niente, se non un generico: «Ma guarda i poveri come vengono trattati!».

«I poveri sono sempre bistrattati, e anche tra duemila anni a Roma ci saranno governanti che sguazzeranno nel benessere e gente che tira avanti a fatica ogni giorno. Ma, comunque, non è una buona ragione per non fare qualcosa di utile per il prossimo».

«Chi è il prossimo?», la domanda viene fatta quasi all’unisono da Giovanni e Levi.

«Ve lo spiegherò tra una trentina d’anni».

«Ancora con questa storia?», dice Giovanni, e poi aggiunge rivolto a Levi: «Non ci far caso, Gesù dice a tutti ‘sta cosa che tra trent’anni capiremo e lui spiegherà!».

«Gesù?», fa Levi, quasi a chiedere conferma del nome.

«È il mio nome», risponde lui, «e questo è mio cugino Giovanni».

«Va bene. Penserò a quello che mi hai detto. Ora, però, devo andare che mi aspettano a casa». E così, mentre Levi tutto pensieroso se ne torna a casa, Gesù e Giovanni rintracciano le rispettive madri.

«Pensi che lo rivedremo mai, quello strano ragazzo?», chiede Giovanni.

«Sì, tra una trentina d’anni, penso di sì…», risponde Gesù.

«Non ti sopporto più!», quasi grida l’altro.

«Prendimi se ci riesci!», allora, Gesù gli molla un altro scapaccione dietro la testa e comincia a correre avanti.

«Se ti prendo ti faccio vedere io, e non tra trent’anni, ma subito!».

[marzo 2016]

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Accordo Pontificia Università Antonianum e Diocesi-Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo

La“buona scuola” e l’insegnamento della religione cattolica

Martedì 19 aprile 2016, dalle ore 15:30, si terrà la giornata di studio La“buona scuola” e l’insegnamento della religione cattolica, organizzata dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Pontificia Università Antonianum.

L’iniziativa ha ricevuto l’approvazione del Servizio Nazionale per l’Insegnamento della Religione Cattolica della Conferenza Episcopale Italiana come corso di aggiornamento destinato agli insegnanti di religione cattolica di ogni ordine e grado.

Programma

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LinkedIn: il Curriculum Vitae del team Pastorale Digitale

LinkedIn: il Curriculum Vitae del team Pastorale Digitale

Se nel 1862, il filosofo Feuerbach affermava che “l’uomo è ciò che mangia”, al giorno d’oggi possiamo adattare questo pensiero sostenendo che l’uomo è ciò che… condivide!

Esiste un social per ogni esigenza: condividere la propria vita, Facebook, condividere la propria immagine, Instagram, condividere pensieri, Twitter, ed interessi, Pinterest… Ma la versione 2.0 dei social è quella che permette di condividere il proprio know how unendo l’utile al dilettevole. LinkedIn, social gratuito (con opzioni a pagamento), nasce nel 2013 in California con lo scopo di far conoscere e condividere le proprie conoscenze e competenze lavorative, creando una rete di contatti professionali per migliorare la propria produttività e guadagnare successo nel mondo del lavoro.

Per iscriversi, basta registrarsi sul sito www.linkedin.com oppure tramite l’app LinkedIn disponibile per Android, iOS e Windows. C’è bisogno soltanto di un indirizzo e-mail, password, foto del profilo e, a differenza di altri social, del Curriculum Vitae. Infatti, la struttura di un profilo LinkedIn è impostata come un CV: contiene una sezione dedicata alle informazioni personali, alla propria formazione, alle proprie competenze, alle esperienze lavorative e di volontariato, alle pubblicazioni ed una sezione di riepilogo in cui riassumere la propria carriera. È possibile inserire, inoltre, dei file di testo e/o multimediali per migliorare l’esperienza di visualizzazione del CV e renderlo più interattivo e coinvolgente. Una volta registrato, il profilo sarà consultabile in tutte le lingue disponibili su LinkedIn (ben 41!) grazie alla traduzione automatica delle informazioni inserite.

Lo scopo, però, non è solo quello di introdurre il proprio CV in una banca dati, anzi LinkedIn lascia all’utente la facoltà di promuovere il proprio profilo nella modalità desiderata. In che modo? Proprio come in qualsiasi altro social network, si è in grado di creare la propria rete importando i contatti da quelli della rubrica dell’indirizzo di posta elettronica utilizzato oppure cercando “manualmente” amici e colleghi. Una rete di amicizie vasta e ben concepita è in grado di fornire più visibilità al profilo. Inoltre i contatti della rete hanno la possibilità di confermare le competenze inserite nel profilo, facendo guadagnare credibilità alla professionalità dell’utente.

Altra funzionalità aggiuntiva è quella di poter visualizzare gli iscritti a LinkedIn che hanno visitato il proprio profilo. Ad esempio, chi cerca lavoro o clienti, può usare la lista delle persone che hanno visitato il suo profilo, per mandare richieste di connessione, domande o offerte di lavoro. Ma quello che per alcuni è un vantaggio per altri può essere una seccatura, per cui è possibile disabilitare questa funzione nella sezione relativa alla privacy. A seconda delle competenze, del percorso di studi e delle attività lavorative, LinkedIn suggerisce anche l’iscrizione a gruppi o il “following” di pagine per essere sempre aggiornati sulle news del mondo del lavoro o del settore di interesse.

Da poche settimane, anche il team di Pastorale Digitale è approdato sul social network professionale per eccellenza. La vastità dell’universo LinkedIn, le numerose funzionalità e le potenzialità che ne derivano permettono al team, che copre i settori del giornalismo, della grafica, dell’informatica (intesa sia come sviluppo digitale che utilizzo del mezzo internet per la diretta streaming di eventi) e della fotografia, di farsi conoscere a livello nazionale come organizzazione che “opera nel web a servizio della propria diocesi” secondo il progetto definito alla nascita della Pastorale Digitale: “ogni diocesi dovrebbe perciò sviluppare un piano pastorale integrato per la comunicazione, preferibilmente con la consulenza sia dei rappresentanti delle organizzazioni cattoliche, internazionali e nazionali, che si occupano di comunicazione, sia dei professionisti dei media locali. Il tema della comunicazione dovrebbe inoltre essere tenuto presente nella formulazione e nella realizzazione di tutti gli altri piani pastorali, compresi quelli relativi al servizio sociale, alla didattica, e alla evangelizzazione”.

Se si vuole trovare un’analogia tra social e mondo del lavoro, Twitter, Facebook e lo stesso sito della Diocesi rappresentano il portfolio (elenco dei lavori svolti da un professionista, eventualmente corredato di immagini esplicative – NdA) mentre LinkedIn è il Curriculum Vitae del team Pastorale Digitale.

Tornando, quindi, alla citazione iniziale, se Feuerbach intendeva dire che per pensare meglio, bisogna mangiare meglio, LinkedIn è l’espressione che per migliorare la propria posizione lavorativa bisogna non solo mettere in rete le proprie conoscenze ma condividerle ed imparare dalle esperienze degli altri, proprio come la Pastorale Digitale fa quotidianamente nel proprio servizio alla diocesi.

Deborah Casinelli

Responsabile diocesana di LinkedIn

 

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Accordo Pontificia Università Antonianum e Diocesi-Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo

Sostieni l’Antonianum

Sul sito della Pontificia Università Antonianum è stata appena pubblicata la campagna di raccolta fondi per l’anno 2016. http://www.antonianum.eu/it/attivita/4520/Sostieni-lAntonianum

La notizia è stata pubblicata sulla nostra pagina facebook

I proventi della raccolta, su suggerimento dei donatori, potranno essere indirizzati: a) alla tutela del diritto al Sapere attraverso il finanziamento delle borse di studio; b) alla creazione di nuove cattedre e all’ampliamento dell’offerta formativa; c) al finanziamento dei progetti di ricerca e delle attività a essi collegati, come pubblicazioni o conferenze, convegni, giornate di studio e simposi; d) all’incremento o alla conservazione del patrimonio librario della nostra biblioteca.

http://www.antonianum.eu/it/attivita/4520/Sostieni-lAntonianum

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gmg roma domenica delle palme

Gmg diocesane nella Domenica delle Palme

Con lo sguardo a Cracovia

Roma, la Domenica delle Palme del 1984, precisamente il 15 aprile. Era l’Anno Santo della Redenzione e San Giovanni Paolo II chiamò in un grande raduno i giovani, che aderirono in 300000, provenienti da ogni parte del mondo. Papa Giovanni Paolo II regalò loro una croce di legno. L’anno seguente, il 1985, fu proclamato dall’Onu Anno internazionale della Gioventù e la Chiesa organizzò un nuovo incontro internazionale per la Domenica delle Palme, che vide la partecipazione di altri 350000 giovani in Piazza San Pietro. Benedetto XVI prima, ora Francesco, hanno proseguito questo viaggio e siamo giunti così alla trentunesima Giornata. Con don Antonio Scigliuzzo, responsabile del Servizio di Pastorale giovanile del Lazio, una riflessione sulla Gmg che si tiene oggi proiettandola verso il grande evento di Cracovia.

Si celebra oggi la Gmg diocesana. Sono previste manifestazioni particolari? «Nelle diocesi del Lazio sono previste alcune veglie e celebrazioni nelle piazze con l’intento di testimoniare e di vivere la giornata diocesana come un lancio per il raduno mondiale. È l’occasione per rivolgersi a chi non ha mai vissuto la GMG ma anche per stimolare i giovani delle comunità parrocchiali a non chiudersi in un cristianesimo vissuto per se stessi, ma con un atteggiamento di gioia e di apertura verso gli altri».

Ci può mettere in relazione questo momento con l’evento di Cracovia? Quali le attese, le aspettative? «Devo distinguere le voci dei giovani da quelle degli accompagnatori. Cracovia è vissuta come una meta che propone dimensioni umane forti e sollecitazioni storiche non indifferenti. Per i giovani conta molto la festa che scaturisce dall’incontro, per cui, il viaggio, la permanenza, l’incontro con gli altri giovani del mondo, l’attesa per la festa degli italiani che già si prevede essere un bel momento, sono le voci che corrono fra i giovani, i quali però, non vogliono trascurare visita ai luoghi della sofferenza e dello sterminio di Auschwitz e Birkenau, in cui ci recheremo martedì 26 luglio, prima di partecipare alla Messa di apertura. Non di meno devo dire che tra i responsabili dei Servizi diocesani per la Pastorale giovanile, accanto alle molte difficoltà organizzative, corre il desiderio di regalare ai giovani un’esperienza formativa entusiasmante, di fede autentica e gioiosa. Anche tra quelli più incerti avverto crescere un fermento e per questo a sostegno degli incaricati diocesani, invito i giovani e le loro famiglie a vincere i dubbi e le perplessità».

Avete già indicazioni sulle prenotazioni dal Lazio (o le previsioni)? «Al momento sono previsti per il Lazio tre macrogruppi; quello Regionale conta circa 800 iscritti a cui bisogna aggiungere gli iscritti della Diocesi di Roma e di altri gruppi con una previsione di circa 3500 presenze. Le iscrizioni resteranno aperte ancora per un certo tempo, ma invito i giovani ad affrettarsi contattando gli incaricati diocesani, in modo da venire incontro alle ragioni organizzative».

– Carla Cristini

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Accordo Pontificia Università Antonianum e Diocesi-Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo

Il Pentateuco (Torah) fra ebraismo e cristianesimo

La Pontificia Università Antonianum Facoltà di Scienze Bibliche e Archeologia, Studium Biblicum Franciscanum (SBF) organizza il 41° convegno nazionale sul tema: “Il Pentateuco (Torah) fra ebraismo e cristianesimo”, aperto agli insegnanti di religione cattolica di ogni ordine e grado, che si svolgerà presso la sede stessa dell’Università (Via Dolorosa) POB 19424-9119301 Jerusalem Israel dal 29 marzo al 1 aprile 2016.

6831-Pontificia Università Antonianum Gerusalemme marzo aprile 2016

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poveri

Quaresima di Carità

L’attenzione ai bisogni degli ultimi

 

La Quaresima, tempo che accompagna e prepara il cuore al trionfo della Pasqua, è costellata di momenti ed azioni che sono volte a purificare lo spirito, per renderlo capace di gustare in profondità la gioia della vittoria di Cristo sulle tenebre. Digiuno, penitenza, carità, prendono per mano il fedele e con la forza della Parola lo conducono verso l’Amore vero. Con gesti di carità, dai più piccoli ai più grandi, verso i fratelli più bisognosi, capiamo quanto sia grande ed importante privarci di qualche cosa per alleviare la sofferenza di un nostro fratello, per offrirgli un pasto caldo, un tetto sotto cui ripararsi, per trovare assistenza e conforto nella malattia.

 

È nell’attenzione amorosa al fratello che scopriamo fino in profondo la grandezza del Signore e Maestro (Gv 13,13), che si fa ultimo e servo di tutti (Mc 10,44)) che non salva se stesso ma è pronto piuttosto ad  aprire il proprio regno a chi lo invoca e domanda la clemenza del ricordo (Lc 23,42).

 

Come ogni anno, in questo tempo le iniziative di raccolta delle offerte dei fedeli in alcune delle domeniche, saranno destinate a finanziare particolari iniziative caritatevoli non solo per le necessità dei poveri. E questo in particolare per la diocesi di Anagni-Alatri sarà a favore dell’Unitalsi, per la sistemazione di alcuni locali della parrocchia di Santa Teresa a Fiuggi, da adibire a centro per i diversamente abili.

 

Nella diocesi di Gaeta, il direttore della Caritas diocesana, don Antonio De Arcangelis, ha reso noto che tutte le offerte raccolte nelle giornate sabato 5 e domenica 6 marzo saranno devolute alle proprie Caritas parrocchiali, dato che questi venti di crisi non cessano di soffiare nonostante i timidi segnali di una lenta ripresa, e spingono sempre più singoli e famiglie sotto la soglia di povertà. Le Caritas parrocchiali affrontano quindi sempre maggiori richieste, si fanno primi centri di ascolto: per questo devono essere rese spazi in cui tutti possano sperimentare la tenerezza dell’Amore di Dio.

 

A Tivoli, dove la giornata per la carità si è tenuta la scorsa domenica, 28 febbraio, tutte le offerte raccolte saranno devolute al mantenimento delle opere diocesane, alcune già in funzione da tempo, altre di più recente apertura. Tra le prime, la Mensa “San Lorenzo”, il consultorio “Familiaris Consortio”, la casa di accoglienza per ragazze madri “Santa Chiara” inaugurata lo scorso dicembre, e il dormitorio-mensa “San Lorenzo diacono” in Villanova di Guidonia, inaugurato sabato 27, realizzata grazie alle offerte raccolte durante la Quaresima 2015, grazie alla generosità del proprietario dell’Italian Hospital Group e grazie a una parte dell’8 per mille che la CEI aveva  destinato alla Diocesi.

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Arricchirsi vicendevolmente: famiglia e vita consacrata nell’unico corpo di Cristo

Giovedì 17 marzo 2016, alle ore 9:00, si terrà la giornata di studio Arricchirsi vicendevolmente: famiglia e vita consacrata nell’unico corpo di Cristo, organizzata dall’Istituto Francescano di Spiritualità della Pontificia Università Antonianum.

Nel corso della giornata, articolata in due sessioni, mattutina e pomeridiana, dopo i saluti della prof.ssa Mary Melone, Rettore Magnifico della Pontificia Università Antonianum, del prof. Luca Bianchi, Preside dell’Istituto Francescano di Spiritualità, e di Remo Di Pinto, Presidente dell’Ordine Francescano Secolare, interverranno tra gli altri il prof. Roberto Pasolini e mons. Paolo Martinelli, Vescovo ausiliare di Milano

http://www.antonianum.eu/pdf/304.pdf

http://agensir.it/quotidiano/2016/3/5/vita-consacrata-antonianum-il-17-marzo-la-giornata-di-studio-arricchirsi-vicendevolmente/