Author : Carla Cristini

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Benedizione del drappo del gonfalone di Arpino 2017

Con la benedizione del drappo si è dato inizio alla 47′ edizione del “Gonfalone di Arpino”.

Il giorno 23 Luglio 2017, nella Chiesa di San Michele (grazie al Parroco Padre Juan) , è stato presentato e benedetto il drappo del ”GONFALONE DI ARPINO 2017”, di seguito i presidenti delle Associazioni delle CONTRADE e dei QUARTIERI in gara, hanno fatto il giuramento di ”fedelta’ ” verso la propria contrada, il proprio quartiere e verso la rappresentazione del Gonfalone, di seguito uscendo in nella piazza antistante la Chiesa, c’è stata la premiazione della ”coppia più bella”.

Ogni anno il drappo viene realizzato da un’artista diverso, quest’anno lo hanno realizzato due ragazzi del ”LICEO ARTISTICO A. VALENTE” di SORA, e sono: ALESSIA PISANI, 4C sez. design moda e RICCARDO ROSSINI, 4B sez. arti figurative.

Uno dei più belli tra quelli realizzati fin ora, rappresenta a tuttotondo il Gonfalone e Arpino: Alessia ha realizzato il cielo con il frastuono delle bandiere, con dei piccoli pezzi di stoffa colorata (come le bandiere delle contrade e dei quartieri), e la ”via latina”, con i grandi massi di pietra; Riccardo ha realizzato il simbolo raffigurato sullo stemma del paese di Arpino,”la fontana dell’aquila”, e per finire le figure, rappresentate in veste ciociara nel giorno del Gonfalone.

Il drappo misura 110×70, realizzato su di un pezzo di tela antica, usati anche colori acrilici, gesso, colla e stoffe varie.

Il Gonfalone è una gara tra Contrade e Quartieri, e molto altro… Si inizia con la benedizione del drappo per continuare con le sagre, che si tengono ognuna nel proprio quartiere o contrada, poi si organizzano varie serate come gli ”angoli caratteristici e antichi mestieri”, con i quali contrade e quartieri ripropongono i vecchi mestieri e le vecchie usanze,  condito sempre con angoli dove si può degustare prelibatezze varie… il tutto culmina con le gare che si tengono di regola nel fine settimana dopo quello dell’Assunta (che poi è la festa principale ad Arpino).

Le varie sagre sono: CONTRADA VIGNEPIANE, GIORNO 29 LUGLIO, TAGLIERINI ASPARAGI E PANCETTA; CONTRADA COLLECARINO, 2 AGOSTO, PAPPARDELLE AL CINGHIALE; QUARTIERE ARCO, 6 AGOSTO, FETTUCCINE FUNGHI PORCINI E TARTUFO; CONTRADA VALLONE, 7 AGOSTO, GNOCCHI; CONTRADA VUOTTI, 9 AGOSTO, STROZZAPRETI ALLA CIOCIARA CON TANNI E SALSICCIA; QUARTIERE PONTE, 11 AGOSTO, SAGNE E FAGIOLI; QUARTIRE CIVITA FALCONARA, 12 AGOSTO, FINI FINI AL POMODORO. Tutte vengono fatte in serata.

Gli ”angoli caratteristici e antichi mestieri” sono in calendario il giorno 18 Agosto alle ore 18, e i temi sono: CIVITA FALCONARA ”LE BOTTEGHE ARTIGIANALI NEL QUARTIERE”; CONTRADA COLLECARINO ” ‘L’ARA’ LUOGO DI LAVORO E DI FESTA”; VIGNEPIANE ”L’ARTE DELLA MASCALCIA SECONDO LA TRADIZIONE ITALIANA”; ARCO ”LA BOTTEGA DEL CONTADINO”; VUOTTI ”LA CAMERA DA LETTO”; PONTE ”GLIE’ TABBACC”; VALLONE ”1850:STORIE DI UOMINI E DONNE CORAGGIOSI”. Nella stessa serata ci sarà anche il ”premio speciale BALLETTO CIOCIARO” ed il Grande concerto per il Gonfalone.

Il Giorno 19 Agosto dalle ore 18.00 ci saranno le gare ”CORSA DEGLI ASINI” E ”TIRO ALLA FUNE”; mentre nel giorno 20 agosto alle ore 16 inizierà il tutto alle ore 16.00 con il ”CORTEO STORICO” ed ”IL BALLETTO DELLA CANNATA”, e a seguire tutte le altre gare: CORSA CON LA CARIOLA; CORSA CON LA CANNATA; CORSA CON I SACCHI; CORSA DELLA STAFFETTA; a fine serata ci sarà la premiazione e l’assegnazione dell’ambito ”DRAPPO”.

Passando per le strade, anche limitrofe al paese di Arpino, è sovente incontrare gruppi di ragazzi che si allenano per le gare, e non solo durante i giorni del palio, ma sempre, partecipanti al Gonfalone si allenano durante tutto l’anno, infatti al termine della premiazione già la mente vola all’anno successivo. Naturalmente i quartieri e le contrade che partecipano quest’anno non sono gli unici presenti ad Arpino, ma per varie ragioni, non tutti partecipano sempre.

Un grazie va a tutti coloro che da ormai 47 anni fanno volare alto il paese di Arpino mantenendo vive queste bellissime tradizioni. Naturalmente Arpino non è solo ”Gonfalone”, ma ci sono eventi bellissimi durante tutto l’anno.

Gianna Reale

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Arpino, teatro all’aperto all’acropoli di Civitavecchia

Ancora una volta il corso di teatro d’arte “La valigia di Propsero”ha organizzato ad Arpino una grandissima rappresentazione teatrale.

Il giorno 20 Luglio 2017, nella bellissima scenografia naturale dell’ Acropoli di Civitavecchia in Arpino, sulla antica aia al di sotto della Torre, è stata rappresentata una commedia dell’arte in maschera ”pulcinellata”, dal titolo ”vita da polli”. Scritta dal Maestro ANTONIO FAVA e rappresentata da Paolo Diodato, Francesca Camilla D’Amico e Marcello Sacerdote,  facenti parte del ”MORE’ TEATRO” di Pescara e organizzato dal corso di teatro dell’arte ”LA VALIGIA DI PROSPERO” e dal suo direttore artistico Piergiorgio Sperduti, naturalmente il tutto organizzato  insieme alla città di Arpino (Cultura e pubblica istruzione) nella persona di Rachele Martino, e con la gentile ospitalità della FONDAZIONE UMBERTO MASTROIANNI, nella persona di Andrea Chietini.

Molti applausi e risate dal pubblico accorso e anche dai molti i bambini, molto interessati fino alla fine.

Al termine della rappresentazione la serata è finita con musica dal vivo e convivialità, grazie alla FONDAZIONE UMBERTO MASTROIANNI che ha organizzato una mostra sulla vita e le opere di Umberto Mastroianni.

La prossima rappresentazione teatrale avverrà nei suggestivi locali de ”IL CAVALIER D’ARPINO” nella serata del 28 luglio 2017.

Gianna Reale

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Serata di beneficenza al castello Boncompagni-Viscogliosi ad Isola del Liri

Aprendo il programma della serata al castello si legge “Grazie,per aver sostenuto l’Associazione Heal, e il nostro  progetto #AccorciamoLeDistanze”.

La serata si è tenuta il 22 giugno con l’evento ”LiriCa”, e grazie al prezioso sostegno di tutti i partecipanti, i fondi raccolti sono stati devoluti al progetto #AccorciamoLeDistanze.

Il progetto, ideato dal comitato scientifico ”HEAL”,  prevede la creazione di un portale che avrà la funzione di gestire in ”telemedicina”, alcuni aspetti della malattia neuro-oncologica a distanza, cioè il più vicino possibile al domicilio dei piccoli malati. Tutto ciò, permetterebbe ai piccoli pazienti del reparto oncologico del Bambin Gesù, di curarsi praticamente a casa, e spostarsi solo in caso di vera necessità, evitando viaggi così stressanti per tutta la famiglia, per non parlare del minor costo economico.

I reparti di Oncologia degli ospedali di Sora e Frosinone, con le associazioni ”NUOVA MENTE” e ”IRIS”, collaborano con l’ Ospedale Bambin Gesù, fin dalla nascita di questo progetto.

Grazie alla Famiglia Viscogliosi, il meraviglioso spettacolo si è potuto svolgere in una location a dir poco suggestiva, nel bellissimo Castello Boncompagni-Viscogliosi, nel Salone delle Rondinelle, i quali affreschi rappresentano tutti i territori posti sotto il dominio del Ducato di Sora ai tempi di Giacomo Boncompagni e Costanza Sforza.

La serata è stata presentata da Piergiorgio Sperduti e i protagonisti sono stati dei veri talenti, a partire dal Maestro Sandro Gemmiti, che ci ha deliziati con le note del suo pianoforte, e poi Maria Katzarava e Rocio Tamez, entrambe ci hanno regalato un repertorio lirico a dir poco favoloso, con assoli e duetti.

Si ringraziano per il Patrocinio la Pro Loco di Isola del Liri e l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale.

Gianna Reale

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Antonianum e Diocesisora: Archeologia, arte e fede attraverso il web e le reti tematiche

Un interessante incontro quello dello scorso 12 maggio presso la Pontificia Universitas Antonianum, in cui la nostra Diocesi, o meglio la “Pastorale digitale”, è stata chiamata a sviluppare un percorso formativo sui beni artistici e culturali attorno ad un “tavolo di esperti” in materia. Il prof. Lucio Meglio, l’arch. Carlo de Angelis, la prof.ssa Caterina Papi ed il prof. Barbagallo entrambi, docenti e responsabili dell’Istituto di scienze religiose dell’Antonianum, la società “Adm–arte” che promuove i giovani in ambito di valorizzazione e conservazione dei beni culturali, ed infine il prof. Gaetano De Angelis Curtis, docente universitario dell’Università del cassinate.

«Ci chiediamo come si può rinunciare alla grandezza artistica e spirituale del nostro Paese, quando questa è impregnata di una forte identità storia ed è un valore non solo artistico, ma anche di grande promozione didattica?». La risposta è un lavoro congiunto tra i mezzi della comunicazione (Pastorale digitale), i percorsi dell’Università e gli esperti del settore, ci aspettiamo un progetto ben organizzato e di grande impatto mediatico.

– Alessandro Rea

 

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Bibbia.j

La “Pastorale digitale” che unisce scienza e fede

Nel settore delle comunicazioni, la diocesi di Sora–Cassino– Aquino–Pontecorvo, è stata la prima a formare un team di volontari e professionisti che hanno dato vita alla Pastorale Digitale: realtà unica nel suo genere che mette, non solo in rete, ma in comunione ogni azione pastorale nel territorio diocesano.

Dopo circa due anni, si è allargata la collaborazione e per volere del vescovo Gerardo Antonazzo e del responsabile del settore sviluppo della Pontificia Università «Antonianum», il dott. Paolo Cancelli, si è stipulato un accordo significativo. Il 28 febbraio si è svolta la cerimonia dell’accordo e la sottoscrizione in cui la piattaforma web diocesana (gestita dalla pastorale digitale) sarà un trampolino di lancio e forte trasmettitore dei programmi dell’«Antonianum», a sua volta l’università metterà a disposizioni i suoi docenti per le attività diocesane.

A questo primo accordo è subentrata una successiva collaborazione tra «La Sapienza» e «Antonianum»: ed il primo accordo di questo tipo per una ricerca su “scienza e fede”. Tutela e valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici, Dottrina sociale della Chiesa ed aggiornamento degli insegnanti di religione; questi i punti cardine dell’accordo tra le università. La Pastorale digitale non si tira indietro alle nuove sfide della rivoluzione informatica globale, non era mai accaduto che una Università Pontificia e La Sapienza, l’università più grande d’Europa, arrivassero a stipulare una cooperazione per avviare un progetto di ricerca “scienza e fede”, in più una diocesi mettesse a disposizione le sue strutture mediatiche per favorire la diffusione dei temi trattati.

Nell’ambito della prima area saranno sviluppati due progetti di ricerca, sui contesti culturali immateriali (memorie, racconti, tradizioni) e materiali (architetture, paesaggi, reperti) della storia biblica e della vicenda di Francesco d’Assisi e del francescanesimo, nella diocesi sorana sono presenti la Basilica–Santuario Madonna di Canneto a Settefrati (Fr) e vari siti francescani. Nella ricerca saranno coinvolte varie discipline, oltre all’archeologia e alla storia dell’arte: critica testuale, esegesi biblica, filosofia, filologia, linguistica, patristica, teologia, sotto la supervisione dei professori Paola Carafa, Marco Guida e Caterina Papi. Ai professori Gianfranco Tonnarini e Ivan Colagé sarà invece affidata la ricerca sul tema scienza e fede, declinato in prospettiva antropologica e con una particolare attenzione al miglioramento delle condizioni materiali e spirituali, intellettuali ed etiche, culturali e sociali dell’essere umano, al fine di mettere a fuoco le sinergie tra il mondo della ricerca scientifica e la dimensione di fede, elaborata sul piano intellettuale dalla teologia. I temi affrontati dal gruppo di ricerca su scienza e fede saranno ulteriormente approfonditi nell’ambito dell’area giustizia, pace e integrità del Creato, curata dai professori Paolo Ridola e Nicola Riccardi, titolare, quest’ultimo, dell’omonima cattedra inaugurata dalla Pontificia Università Antonianum già dal 2009.

Oggi prevalgono ancora la concentrazione del potere e della ricchezza nelle mani di pochi, la violenza continua delle lotte a matrice etnica e religiosa, l’oppressione delle donne e l’abuso sui minori. A fronte di queste emergenze è necessario favorire, grazie agli apporti di una molteplicità di settori, dalle scienze giuridiche a quelle economiche, dalle discipline filosofiche a quelle teologiche, l’affermazione di un’etica e di una amministrazione dei beni comuni che garantisca equità e giustizia. I due atenei e la diocesi sono così un triplice strumento di crescita e rafforzamento delle strategie e dell’esperienze di studio e fede, senza mai dimenticare l’importanza che le nuove discipline possono sintetizzare e migliorare nell’apprendimento delle diverse materie già citate.

– Alessandro Rea

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cei

8xmille: una semplice firma per essere di aiuto a tanti

Da una semplice scelta tanti progetti realizzati nelle Diocesi del Lazio

Chiedilo a loro. Sulla scia dello slogan della campagna dell’8xmille si è celebrata domenica scorsa, 1° maggio,la 27ª Giornata nazionale di sensibilizzazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica, giornata in cui le parrocchie sono chiamate a diffondere il messaggio e a comunicare, con trasparenza, come la Chiesa usa i fondi destinati dai contribuenti italiani.

Con una semplice firma si è in grado di pensare agli altri in modo misericordioso e sostenere tante opere di misericordia sia corporali sia spirituali a favore di chi abita le ‘periferie esistenziali’, spesso ricordate da Papa Francesco. Una firma che rappresenta un gesto consapevole di partecipazione alla missione della Chiesa, fondata su valori come la solidarietà e la corresponsabilità.

Il contributo alla missione della Chiesa si riversa su vari ambiti, che vanno dal culto e la pastorale, alla costruzione di nuove chiese e conservazione del patrimonio artistico, ai progetti di carità in Italia e nel Terzo Mondo, al sostentamento dei sacerdoti. Il tutto con l’obiettivo della trasparenza: dal sito ufficiale dell’8xmille, regione per regione, diocesi per diocesi, sono segnalati gli interventi, con finalità, spese, destinatari. Ed in questo tour virtuale nelle diocesi laziale, è stato possibile avere una panoramica dei fondi che nell’ultimo anno sono stati destinati ai vari progetti, che versano soprattutto alla realizzazione di opere ed attività a sostegno dei più bisognosi. Questi sono solo alcuni dei tanti in via di realizzazione.

Ad Ariccia, il progetto “Punto oltre” mira a dare sostegno ai minori con forte disagio sociale, dovuto alla povertà culturale ed economica delle famiglie. Si punta al recupero degli adolescenti in dispersione scolastica, in disagio scolastico, che fanno uso di sostanze, alcool, e dediti al gioco d’azzardo creando un protocollo d’intesa tra la parrocchia e i servizi sociali locali e con il servizio di ascolto per adolescenti della Asl di zona.

Il progetto “Emergenza sociale” consiste nell’attivazione di un centro di accoglienza ad Anagni, presso uno stabile diocesano, per 20 persone, singoli e famiglie, impostato sui valori della condivisione. Oltre all’accoglienza sono previste attività di accompagnamento e reinserimento lavorativo.

A Nepi, nell’ambito beni culturali, restauro della chiesa di Santa Maria Assunta e Santa Anastasia, con il Consolidamento e restauro di copertura e murature portanti.

A Tarquinia, il restauro della Chiesa della Santissima Trinità, con interventi sulle murature portanti con bonifica delle murature dall’umidità.

Il progetto “Just in time” mira a potenziare le attività e dei servizi primari in quattro comuni titolari di quattro foranie (Gaeta, Formia, Fondi, Minturno), che prevedono: l’apertura di sportelli di ascolto psicologico dedicati a problematiche familiari e interventi su minori con problemi di apprendimento; la realizzazione di un servizio di distribuzione di pasti per nuclei in difficoltà; la creazione di uno sportello legale.

Il “Progetto Restart 2”, nella diocesi di Latina, rappresenta la prosecuzione delle attività progettuali del progetto Restart (n. 144/2013), ed intende promuovere iniziative volte a favorire l’inclusione sociale e la crescita occupazionale di soggetti deboli.

Il progetto “Cittadini del mondo. Uomini sotto lo stesso cielo – III anno”, a Palestrina intende favorire l’integrazione tra italiani e stranieri residenti sul territorio diocesano, con una particolare attenzione ai bambini e agli adolescenti.

Il progetto “L’ora undecima”, previsto a Ladispoli, nasce per rispondere al crescente disagio di tante persone che vivono in una situazione di precarietà occupazionale: giovani inoccupati, adulti che hanno perso il lavoro. L’obiettivo specifico è di avviare una piccola attività imprenditoriale o di lavoro autonomo.

L’Emporio della Solidarietà, a Rieti, intende diventare un supermercato solidale dove famiglie e singoli che vertono in uno stato di vulnerabilità sociale possano accedere per acquistare beni di prima necessità dietro presentazione di una tessera magnetica rilasciata dal Centro di Ascolto della Caritas Diocesana.

Il progetto “Compagni di viaggio”, ad Arpino, consiste nell’accoglienza di minori allontanati temporaneamente dalla famiglia, poiché vittime di violenza fisica e psicologica. L’obiettivo a lungo termine è di aiutare i minori a progettare il proprio futuro aiutandoli ad acquisire sicurezza, a sviluppare capacità relazionali e ad acquisire competenze (completamento del percorso scolastico), favorire l’inserimento lavorativo) attraverso percorsi educativi individualizzati con il coinvolgimento dei genitori. Si punta, tra l’altro ad evitare, che al compimento del 18° anno i ragazzi vengano abbandonati a loro stessi.

Con il progetto “Mensa San Lorenzo”, a Tivoli, la Caritas diocesana intende implementare e potenziare il servizio della già attiva Mensa San Lorenzo. In particolare si intende passare dall’apertura a pranzo, nei soli giorni festivi (erogazione di 4.680 pasti), alla garanzia di pranzo e cena per tutti i giorni dell’anno (erogazione di 16.425 pasti).

Ecco allora che l’8xmille vede protagonisti tanti volti di volontari che lavorano giorno dopo giorno per garantire la protezione e la piena dignità di tanti: Chiedilo a loro quanto sia importante quella firma, che può salvare una vita.

– Carla Cristini

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Giubileo dei ragazzi

Crescere misericordiosi come il Padre

Un significativo titolo-invito quello dell’ormai imminente Giubileo dei ragazzi, che si svolgerà a Roma il prossimo fine settimana, 23-24-25 aprile: Crescere misericordiosi come il Padre. Papa Francesco nel suo messaggio per questo evento ha lasciato a ciascuno, non solo ai ragazzi, parole che toccano davvero le per la loro semplicità e la loro forza.

«Questo tempo prezioso coinvolge anche voi, cari ragazzi e ragazze, e io mi rivolgo a voi per invitarvi a prenderne parte, a diventarne i protagonisti, scoprendovi figli di Dio (cfr 1 Gv 3,1). Vi vorrei chiamare uno a uno, vi vorrei chiamare per nome, come fa Gesù ogni giorno, perché lo sapete bene che i vostri nomi sono scritti in cielo (Lc 10,20), sono scolpiti nel cuore del Padre che è il Cuore Misericordioso da cui nasce ogni riconciliazione e ogni dolcezza. Il Giubileo è un intero anno in cui ogni momento viene detto santo affinché diventi tutta santa la nostra esistenza. È un’occasione in cui scopriremo che vivere da fratelli è una grande festa, la più bella che possiamo sognare, la festa senza fine che Gesù ci ha insegnato a cantare attraverso il suo Spirito. Il Giubileo è la festa a cui Gesù invita proprio tutti, senza distinzioni e senza escludere nessuno. Per questo ho desiderato vivere anche con voi alcune giornate di preghiera e di festa».

E saranno tanti a raccogliere l’invito del Papa. Tanti volti, tanti nomi che confluiranno a San Pietro e invaderanno Roma dei colori della loro festosa allegria. Ci aiuta a riflettere su questo importante evento per per i nostri giovanissimi, il contributo di don Antonio Scigliuzzo, Delegato regionale per la Pastorale giovanile, affinché questo variegato mondo adolescenziale ricco di risorse e preziosi talenti sia fatto fruttificare e si possano costruire uomini e donne che saranno i pilastri della Chiesa del domani.

«Il messaggio che Papa Francesco ha rivolto ai ragazzi e le ragazze per invitarli al Giubileo ci aiuta a comprendere meglio come possiamo essere un segno di speranza nella loro crescita umana e spirituale. L’Anno Santo, dice loro il Papa, è un tempo di grazia perché ogni atto che compiamo in questo anno è destinato a fare santa tutta la nostra esistenza. Crescere richiede tempo, pazienza e talvolta anche molta fatica. Per questo la Chiesa ci dona un periodo speciale in cui possiamo gradualmente accogliere quella crescita integrale dell’uomo che si sviluppa lungo un percorso. L’invito del Papa corre un doppio binario, se da un lato è un’attenzione per i ragazzi, dall’altra coinvolge i loro educatori. Essi hanno il compito di custodire la crescita graduale di questi ragazzi che si affacciano verso la vita. L’adolescenza è un periodo della vita in cui il valore del tempo non è commisurato al senso reale delle cose poiché le sfide sembrano insormontabili e talvolta così facili da raggiungere. Tutto è sproporzionato come l’entità delle emozioni che gli adolescenti vivono in se stessi. Un mare in tempesta, che sembra placarsi in un attimo e che un attimo dopo sembra già essere agitato da altri desideri e da altri progetti. Se lasciati a se stessi, i ragazzi e le ragazze non possono vivere davvero l’impegno per la crescita. Dice loro il Papa che il segreto del cammino nella fede è quello di rimanere fermi nella speranza. Ma come si può dare speranza e chi vive le difficoltà della povertà, della guerra, dell’abbandono, della violenza? Il Papa ha pensato di proporre a questi ragazzi il sottile filo della comunione generato dalla preghiera. Tutti siamo chiamati a condividere l’esperienza del nostro sacerdozio battesimale come offerta di sé per l’altro che chiede aiuto. Un segno visibile di questa comunione possibile, saranno le tende della Misericordia che ragazzi troveranno nell’itinerario loro proposto. Vivere il Giubileo non soltanto un entusiasmante gita verso San Pietro ma scoprire il senso della Misericordia, quale gesto concreto dell’essere battezzato e vivere la regalità di Cristo chini sul fratello.

La vera sfida non è quella di raggiungere Roma, ma di tornare a casa con un patrimonio spirituale da spendere nelle proprie Chiese particolari. Ciò significa che questo Giubileo non riguarda soltanto i ragazzi ma l’intera comunità cristiana: famiglie, catechisti, educatori, animatori di oratorio, parroci, insegnanti, allenatori sportivi e tutti quelli i nostri ragazzi possono incontrare in quanto adulti significativi che mostrano loro la bellezza della vita.»

– Carla Cristini

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Gmg diocesane nella Domenica delle Palme

Con lo sguardo a Cracovia

Roma, la Domenica delle Palme del 1984, precisamente il 15 aprile. Era l’Anno Santo della Redenzione e San Giovanni Paolo II chiamò in un grande raduno i giovani, che aderirono in 300000, provenienti da ogni parte del mondo. Papa Giovanni Paolo II regalò loro una croce di legno. L’anno seguente, il 1985, fu proclamato dall’Onu Anno internazionale della Gioventù e la Chiesa organizzò un nuovo incontro internazionale per la Domenica delle Palme, che vide la partecipazione di altri 350000 giovani in Piazza San Pietro. Benedetto XVI prima, ora Francesco, hanno proseguito questo viaggio e siamo giunti così alla trentunesima Giornata. Con don Antonio Scigliuzzo, responsabile del Servizio di Pastorale giovanile del Lazio, una riflessione sulla Gmg che si tiene oggi proiettandola verso il grande evento di Cracovia.

Si celebra oggi la Gmg diocesana. Sono previste manifestazioni particolari? «Nelle diocesi del Lazio sono previste alcune veglie e celebrazioni nelle piazze con l’intento di testimoniare e di vivere la giornata diocesana come un lancio per il raduno mondiale. È l’occasione per rivolgersi a chi non ha mai vissuto la GMG ma anche per stimolare i giovani delle comunità parrocchiali a non chiudersi in un cristianesimo vissuto per se stessi, ma con un atteggiamento di gioia e di apertura verso gli altri».

Ci può mettere in relazione questo momento con l’evento di Cracovia? Quali le attese, le aspettative? «Devo distinguere le voci dei giovani da quelle degli accompagnatori. Cracovia è vissuta come una meta che propone dimensioni umane forti e sollecitazioni storiche non indifferenti. Per i giovani conta molto la festa che scaturisce dall’incontro, per cui, il viaggio, la permanenza, l’incontro con gli altri giovani del mondo, l’attesa per la festa degli italiani che già si prevede essere un bel momento, sono le voci che corrono fra i giovani, i quali però, non vogliono trascurare visita ai luoghi della sofferenza e dello sterminio di Auschwitz e Birkenau, in cui ci recheremo martedì 26 luglio, prima di partecipare alla Messa di apertura. Non di meno devo dire che tra i responsabili dei Servizi diocesani per la Pastorale giovanile, accanto alle molte difficoltà organizzative, corre il desiderio di regalare ai giovani un’esperienza formativa entusiasmante, di fede autentica e gioiosa. Anche tra quelli più incerti avverto crescere un fermento e per questo a sostegno degli incaricati diocesani, invito i giovani e le loro famiglie a vincere i dubbi e le perplessità».

Avete già indicazioni sulle prenotazioni dal Lazio (o le previsioni)? «Al momento sono previsti per il Lazio tre macrogruppi; quello Regionale conta circa 800 iscritti a cui bisogna aggiungere gli iscritti della Diocesi di Roma e di altri gruppi con una previsione di circa 3500 presenze. Le iscrizioni resteranno aperte ancora per un certo tempo, ma invito i giovani ad affrettarsi contattando gli incaricati diocesani, in modo da venire incontro alle ragioni organizzative».

– Carla Cristini

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Quaresima di Carità

L’attenzione ai bisogni degli ultimi

 

La Quaresima, tempo che accompagna e prepara il cuore al trionfo della Pasqua, è costellata di momenti ed azioni che sono volte a purificare lo spirito, per renderlo capace di gustare in profondità la gioia della vittoria di Cristo sulle tenebre. Digiuno, penitenza, carità, prendono per mano il fedele e con la forza della Parola lo conducono verso l’Amore vero. Con gesti di carità, dai più piccoli ai più grandi, verso i fratelli più bisognosi, capiamo quanto sia grande ed importante privarci di qualche cosa per alleviare la sofferenza di un nostro fratello, per offrirgli un pasto caldo, un tetto sotto cui ripararsi, per trovare assistenza e conforto nella malattia.

 

È nell’attenzione amorosa al fratello che scopriamo fino in profondo la grandezza del Signore e Maestro (Gv 13,13), che si fa ultimo e servo di tutti (Mc 10,44)) che non salva se stesso ma è pronto piuttosto ad  aprire il proprio regno a chi lo invoca e domanda la clemenza del ricordo (Lc 23,42).

 

Come ogni anno, in questo tempo le iniziative di raccolta delle offerte dei fedeli in alcune delle domeniche, saranno destinate a finanziare particolari iniziative caritatevoli non solo per le necessità dei poveri. E questo in particolare per la diocesi di Anagni-Alatri sarà a favore dell’Unitalsi, per la sistemazione di alcuni locali della parrocchia di Santa Teresa a Fiuggi, da adibire a centro per i diversamente abili.

 

Nella diocesi di Gaeta, il direttore della Caritas diocesana, don Antonio De Arcangelis, ha reso noto che tutte le offerte raccolte nelle giornate sabato 5 e domenica 6 marzo saranno devolute alle proprie Caritas parrocchiali, dato che questi venti di crisi non cessano di soffiare nonostante i timidi segnali di una lenta ripresa, e spingono sempre più singoli e famiglie sotto la soglia di povertà. Le Caritas parrocchiali affrontano quindi sempre maggiori richieste, si fanno primi centri di ascolto: per questo devono essere rese spazi in cui tutti possano sperimentare la tenerezza dell’Amore di Dio.

 

A Tivoli, dove la giornata per la carità si è tenuta la scorsa domenica, 28 febbraio, tutte le offerte raccolte saranno devolute al mantenimento delle opere diocesane, alcune già in funzione da tempo, altre di più recente apertura. Tra le prime, la Mensa “San Lorenzo”, il consultorio “Familiaris Consortio”, la casa di accoglienza per ragazze madri “Santa Chiara” inaugurata lo scorso dicembre, e il dormitorio-mensa “San Lorenzo diacono” in Villanova di Guidonia, inaugurato sabato 27, realizzata grazie alle offerte raccolte durante la Quaresima 2015, grazie alla generosità del proprietario dell’Italian Hospital Group e grazie a una parte dell’8 per mille che la CEI aveva  destinato alla Diocesi.