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Il Serpente Prudente – Un anno di serpenti

n. 40 (18/09/2017)

“Un anno di serpenti”

Un anno fa iniziava la pubblicazione di questa rubrica, con la prima puntata intitolata Presentazioni e precisazioni. Trascorso questo lungo periodo, e giunti ormai alla quarantesima puntata, credo opportuno formulare un bilancio di questa esperienza.

Le intenzioni, che originariamente erano state poste alla base del Serpente prudente, erano quelle di cercare di riflettere in maniera autonoma e propositivamente critica su fatti dell’attualità, alla luce della fede. A quelle, nel corso delle puntate si sono aggiunti altri spunti di indagine, più concentrati sul dettato evangelico. Infatti, alcuni interventi hanno cercato di analizzare il senso vero della fede cristiana, circoscrivendone i contorni in maniera meno sfumata e superficiale.

Se la fede presuppone un “fare” e non soltanto un affidamento più o meno consapevole a Dio, c’è da capire “cosa” fare. E nelle tre puntate dedicate alle esortazioni pasquali al digiuno, all’elemosina e alla preghiera, ho cercato di delineare un percorso pratico e concreto di come vivere il proprio essere cristiani. Ma il “cosa” fare ha bisogno di un “tempo” e di una prospettiva. Il tempo è quello della vita biologica di un individuo: è l’intera vita che deve tendere verso la prospettiva di compimento della volontà divina; la prospettiva è quella non di mettere in pratica un precetto per precostituirsi la moneta di scambio per un miracolo o un intervento divino: il vivere la fede è utile per farsi un tesoro nel regno dei cieli.

Gli anniversari legati alle apparizioni della Madonna sono stati lo spunto per alcune puntate che invece hanno cercato di fare il punto su quale sia il ruolo di Maria e dei santi nella fede del cristiano.

Più recenti puntate hanno invece cercato di fare il punto sul ruolo del cristiano intellettuale, su cosa significhi essere un costruttore di pace, e, sulla scorta della risposta che Pietro da a Gesù quando questi chiede agli apostoli chi credono egli sia, sulla necessità di guardare all’essenziale delle cose.

 Quando è iniziata l’avventura di questa rubrica, chiudevo la prima uscita con l’augurio che, condividendo queste riflessioni attraverso un mezzo di diffusione praticamente illimitata come un sito internet, ci potesse essere un dialogo e una discussione con quanti approvassero o disapprovassero le idee espresse dal Serpente prudente. La qual cosa finora è stata solo occasionale e limitata a pochi amici, che mi hanno fornito preziosi spunti ed indicazioni.

Ecco: ad un anno di distanza rinnovo nuovamente quell’augurio a non lasciare che questa rubrica sia un esercizio monologante, ma di partecipare con idee e spunti anche di critica purché propositiva. La fede, infatti, non è qualcosa che si vive in solitudine, ma s’arricchisce anche attraverso il confronto dialettico con gli altri.

 

Vincenzo Ruggiero Perrino