Daily Archives : 7 ottobre 2015

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Pastorale Digitale Riforma del Matrimonio

Papa Francesco riforma i processi di nullità del matrimonio

In estrema sintesi: se la situazione di nullità è chiara ed evidente, processo breve, decide e giudica il Vescovo. Altrimenti si segue la prassi, ma resa più scorrevole e veloce e non dispendiosa.

Qualcuno ha iniziato a parlare di “divorzio cattolico” a cui il Papa avrebbe fatto una qualche apertura. Come se il fare umano, accogliente e sorridente di Papa Francesco significasse cedimento sul piano dottrinale. In realtà il Papa ha pubblicato sì un documento sul matrimonio, ma, per la precisione, sulla riforma del processo canonico per le cause di nullità del matrimonio.

Si tratta di una Lettera apostolica in forma di Motu proprio dal titolo “Mitis Iudex Dominus Iesus” – “Il Signore Gesù giudice mite” per il codice canonico (più un’altra, “Mitis et misericors Jesus“, per le Chiese orientali), pubblicata lo scorso 8 settembre.

Nel documento, prima di entrare nel merito, Francesco ribadisce che la principale preoccupazione, il “fine supremo”, è “la salvezza delle anime” e che, “seguendo le orme dei predecessori“, resta “fermo comunque il principio dell’indissolubilità del vincolo matrimoniale“; spiega poi che la riforma mira alla semplificazione e allo snellimento della procedura della dichiarazione di nullità di un matrimonio. Dunque, non divorzio, non “scioglimento” del vincolo matrimoniale, e neppure “annullamento”, ma “dichiarazione di nullità”, vale a dire riconoscere che per qualche ragione quel matrimonio celebrato è nullo, non valido. Infatti afferma che si vuol favorire “non la nullità dei matrimoni, ma la celerità dei processi, non meno che una giusta semplicità”; inoltre si vuole ridurre la distanza, fisica o morale, delle strutture giuridiche della Chiesa dai fedeli. Questo perché carità e misericordia esigono che la Chiesa “come madre si renda vicina ai figli che si considerano separati”.

Chi si prendesse la briga di andare a leggersi il documento originale, vedrebbe che si tratta di disposizioni perfettamente e semplicemente coerenti al vangelo, che è l’ispirazione di tutto l’agire, il parlare e l’operare di Papa Francesco.

Egli, prima di enumerare, con linguaggio necessariamente giuridico, gli articoli della nuova normativa, presenta e illustra i criteri che hanno guidato questa riforma, studiata con un gruppo di “persone eminenti per dottrina giuridica, prudenza pastorale ed esperienza forense”, e auspicata anche dal Sinodo dei vescovi sulla famiglia nella sessione straordinaria di ottobre 2014 (v. Relatio Synodi n. 48) come pure nella consultazione capillare confluita nell’ Instrumentum laboris su cui il Sinodo lavorerà dal 4 al 25 ottobre 2015. Criteri giusti e ineccepibili, che di seguito riassumiamo.

Per avere il giudizio definitivo basterà una sola sentenza in favore della nullità esecutiva, non più la doppia decisione: è sufficiente cioè la certezza morale raggiunta dal primo giudice a norma del diritto. Questo abbrevia di molto i tempi.

Viene costituito un giudice unico, ecclesiastico, sotto la responsabilità del Vescovo.  Lo stesso Vescovo è giudice nella sua Chiesa, tra i fedeli a lui affidati di cui è pastore e capo.

Novità: viene istituito il processo più breve (in aggiunta a quello documentale attualmente vigente), per risolvere i casi di nullità più evidente. In tale processo il giudice è lo stesso Vescovo, in forza del suo ufficio pastorale. Viene ripristinato l’appello al Vescovo Metropolita, capo della provincia ecclesiastica comprendente più diocesi.

Il Papa raccomanda alle Conferenze Episcopali di favorire e organizzare tale riforma del processo matrimoniale, per raggiungere i fedeli dispersi, con il ripristino della vicinanza tra il giudice e i fedeli. Queste, inoltre, debbono, per quanto possibile, assicurare la gratuità delle procedure, “perché la Chiesa, mostrandosi ai fedeli madre generosa, in una materia così strettamente legata alla salvezza delle anime, manifesti l’amore gratuito di Cristo dal quale tutti siamo stati salvati”.

Viene mantenuto l’appello al Tribunale ordinario della Sede Apostolica, cioè la Rota Romana (che sarà al più presto adeguata alle nuove regole), nel rispetto di un antichissimo principio giuridico, così che venga rafforzato il vincolo fra la Sede di Pietro e le Chiese particolari.

Dunque, anche stavolta l’intervento di Papa Francesco, alla luce del Vangelo di Cristo, riguarda la famiglia, tema che gli sta evidentemente molto a cuore, che ha preso in carico e di cui si sta facendo portavoce in lungo e in largo, con l’intento di avvicinare la Chiesa alla realtà concreta della gente e la gente a Cristo e ai valori eterni che la Chiesa diffonde. E si dimostra ancora una volta attento e vigile sulle situazioni umane non giuste: si è reso conto del forte disagio di tante coppie che sia per accedere al tribunale sia per aspettare la definizione del giudizio, debbono sottoporsi ad oneri non indifferenti e a tempi lunghi se non lunghissimi prima di accertare il loro stato, restando troppo a lungo nell’incertezza e nel dubbio. Allora va loro incontro, comprendendo la loro pena. Non cambia la dottrina sul matrimonio, ma decide di velocizzare le procedure e ridurre le sofferenze e le discriminazioni esistenti.

Questo è il frutto della misericordia con cui Francesco si accosta alle persone. E’ un’altra lezione di misericordia, prima ancora che il Giubileo straordinario della Misericordia abbia inizio. Grazie, Papa Francesco.

Adriana Letta

 

 

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Due portali in rete, una sola comunione

diocesisora.it  e  pastoraledigitale.org

 

La nostra Diocesi ha vissuto negli ultimi tempi una doppia rivoluzione. Prima c’è stata la “rivoluzione degli ingegneri”, chiamiamola così, perché l’idea è partita da un piccolo ma convinto gruppo di ingegneri elettronici e delle telecomunicazioni che hanno proposto di sfruttare meglio le tecniche digitali in campo pastorale, ottenendo l’approvazione e anzi la spinta del Vescovo Gerardo Antonazzo che si era da poco insediato a Sora. Poi è intervenuto un altro cambiamento, ancora più grande, anzi “epocale”, la nascita di una nuova Diocesi, quella di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, comprendente i territori e le persone di due precedenti diocesi. Una seconda rivoluzione. Questa è servita ad incrementare e a far lievitare il fenomeno che stava nascendo, il servizio di Pastorale Digitale. E il sito internet della Diocesi è “esploso”, i collaboratori sono aumentati di numero e di entusiasmo, i navigatori e fruitori del servizio online pure, le notizie hanno cominciato a volare sul web, rimbalzando da un punto all’altro non solo del territorio diocesano, ma un po’ ovunque. Il sito, nella sezione “News – La vita della Diocesi”, si è implementato a dismisura, la vita corre e viene messa in comunione (non solo “in rete”!), la cronaca sovrasta il resto. E’ vero, ci sono le rubriche, che mirano a fornire approfondimenti in vari settori, spirituale, culturale, sociale, e informazioni di servizio. Ma è parso al team di Pastorale Digitale che fosse necessario ampliare i contenuti, parlando anche di idee, di temi di attualità, di formazione ed anche di… Pastorale digitale, che di per sé richiede una riflessione continua.

Ecco perché si è pensato di aprire un nuovo portale chiamandolo, appunto, pastoraledigitale.org.

Risultano, dunque, due portali distinti che, pur richiamandosi a vicenda e segnalando l’uno i contenuti dell’altro, restano, appunto, distinti per contenuti.

Da una parte – sul sito diocesano www.diocesisora.it – fluisce la vita, con tutte le iniziative variegate che si svolgono all’interno della Diocesi e che possono riguardare tutta la grande comunità diocesana o quella più piccola ma non per questo meno vivace di una parrocchia, un gruppo, un’associazione, un movimento, del centro come della periferia. Tutti meritano la stessa attenzione ed il medesimo risalto.

Dall’altra parte – il portale di pastorale digitale – si vuol dare risalto in particolare a due rubriche: una riguardante i grandi temi e la riflessione che la Chiesa va facendo su di essi (si pensi all’attuale assemblea ordinaria del Sinodo dei vescovi che si interroga sulla famiglia), per aiutare i visitatori ad entrare meglio nelle questioni e ad essere informati sull’attualità con un’ottica cristiana e sul pensiero della Chiesa e del Magistero. L’altra rubrica riguarderà principalmente il ruolo della pastorale Digitale, le tecniche, il modo di gestire la pastorale di sempre con i mezzi di comunicazione di oggi e… di domani. Avrà, infatti, sempre uno sguardo attento agli sviluppi di tali mezzi e al futuro. Un modo di fare ricerca, insomma.

Due portali, come due colonne che reggono l’architrave di una porta che molti potranno varcare per attingere e donare linfa vitale per la costruzione di una vera comunione di anime, una Chiesa viva.

Adriana Letta