Monthly Archives : luglio 2016

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Una nuova rubrica: le recensioni tecnologiche della Pastorale Digitale

Consigli utili targati Pastorale Digitale.

Nell’ottica del condividere e mettere a disposizione di tutti le conoscenze, le capacità e le inclinazioni naturali di ognuno sfruttando un canale vasto come Internet, la Pastorale Digitale non si propone solo di mostrare uno spaccato di vita attiva delle chiese della diocesi ma anche di migliorarne lo stile di vita aggiornando e offrendo consigli sulle ultime trovate commerciali nel campo Hi-Tech.

Nel giugno 2016 nasce, infatti, sul sito pastoraledigitale.org una nuova rubrica destinata alle recensioni di materiale di supporto elettronico/informatico. Se ne occupa attivamente Francesco Evangelisti, brillante neo diplomato presso l’Istituto d’Istruzione Superiore Reggio-Nicolucci con indirizzo di studio in Informatica, membro della divisione Sviluppo Digitale all’interno della Pastorale Digitale della Diocesi di Sora Cassino Aquino Pontecorvo, già responsabile delle attività della Pastorale sul social Telegram e sviluppatore dell’app Pastorale Digitale per dispositivi basati su sistema operativo Windows.

In un mese di attività, numerose sono state le recensioni di accessori comunemente utilizzati legati al mondo della telefonia testati da Francesco: dal supporto per tablet e smartphone al cavo per alimentazione e trasferimento dati, passando per custodie, power bank e speaker Bluetooth.

Nei testi vengono messe in evidenza la funzionalità del prodotto, le caratteristiche tecniche, pregi ed eventuali difetti, il tutto corredato da immagini ed animazioni gif (NdA — le immagini in movimento che spopolano sui social) che mostrano l’utilizzo attivo dell’oggetto esaminato nella recensione.

Non mancano infine le considerazioni personali, senza risparmiare piccole critiche e miglioramenti apportabili all’articolo in questione.

Non resta che visualizzare per credere!

Deborah Casinelli

Foto di Copertina Designed by Freepik

 

 

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La Pastorale Digitale intervista S.E. Mons. Marcello Semeraro

Eccellenza buongiorno e grazie per la Sua disponibilità. Per prima cosa volevamo porgerle i migliori auguri per la nuova nomina a Membro della Segreteria per le Comunicazioni. Ci può illustrare i piani e programmi di questo nuovo ed importante organo istituito da Papa Francesco con “Motu Proprio” del 27 giugno 2015.

La riforma che il Papa ha intenzione di realizzare nella Chiesa si basa fondamentalmente su di un processo di avvicinamento alla persona, per farsi prossimo ai nostri contemporanei, specialmente a quelli più lontani, più bisognosi, “le periferie esistenziali”! Una formula che gli è cara, parla di “cultura dell’incontro”. Il processo di cui si parla richiede, dunque, una comprensione più profonda della cultura di oggi, che è il “luogo” dove questo uomo abita. Anche la costituzione di un Segreteria per la comunicazione si colloca in tale orizzonte culturale. Infatti, il Motu proprio con cui la si istituisce inizia richiamando l’attenzione su «l’attuale contesto comunicativo», cioè su questo “luogo dell’uomo contemporaneo”, e marca il centro della riforma con un obiettivo chiaro: «In tal modo il sistema comunicativo della Santa Sede risponderà sempre meglio alle esigenze della missione della Chiesa». Queste due frasi possono essere lette come un programma per il nuovo dicastero. La questione è fare sì che tutto l’assetto comunicativo della Sede Apostolica, costituito in un nuovo ente (dove convergono le nove istituzioni che fino a questo momento in qualche maniera si sono occupate di comunicazione), possa fare fronte in modo adeguato alle inedite e accresciute necessità comunicative della Chiesa, chiamata a svolgere la sua missione in un mondo culturalmente nuovo. Non si tratta, perciò, nel nostro caso di una riforma economico-organizzativa, ma di una riforma essenzialmente pastorale, dal disegno chiaramente ecclesiologico. In questo periodo iniziale si va costruendo l’architettura dell’edificio, con attenzione a non disperdere le risorse, anzi a ottimizzare quelle già esistenti: c’è dunque tutto un impegnativo lavoro organizzativo ed economico; l’essenza, però, è pastorale e il centro è la missione.

Papa Francesco nei suoi discorsi utilizza fortemente riferimenti al modo ed alla cultura digitale. I nuovi media in particolare internet ed i social possono essere un dono di Dio, come ci ha ricordato Papa Francesco nel Messaggio per la XLVIII Giornata delle Comunicazioni Sociali del 2014 ma in quanto tali spetta all’uomo farne il corretto uso. Quali a suo avviso le opportunità offerte dalla rete e quali i maggiori pericoli?

Il primo aspetto da sottolineare è la realtà culturale contemporanea della quale, lo vogliamo o non, fa parte in modo inscindibile il “mondo digitale”. Questa connessione è un dato di fatto e non dipende da una scelta della Chiesa; anzi, come diceva Benedetto XVI, è un mondo nel quale la gente ci abita da tempo. È urgente, pertanto, che la Chiesa comprenda l’esistenza di una nuova cultura, di una nuova realtà e, come ripeteva sempre il papa Benedetto nei suoi messaggi per la Giornata Mondiale della Comunicazioni Sociali, di un nuovo continente con i suoi abitanti, i nativi digitali. Tutto questo fermento culturale in atto richiede una nuova evangelizzazione proprio come nei tempi apostolici «come allora…così ora», si legge nel Messaggio 2009. L’opportunità offerta dalla rete è quella di una missione innovativa, per andare a incontrare le persone là dove sostano per lunghi periodi, mentre si scambiano affetti, pensieri; dove, paradossalmente, possono sentirsi vicini coloro stanno lontano e lontani quelli che sono vicini. Queste dinamiche relazionali attraverso la rete, in tempo reale, non sono un mero e banale “cambio tecnologico”. Toccando gli aspetti relazionali dell’uomo, esse diventano una questione fondamentalmente antropologica, e quindi centralmente ecclesiale. Si tratta, allora, di una cultura che offre una grande opportunità per portare l’Annuncio fino agli estremi confini della terra!

Le sue potenzialità possono certamente dare origine a situazioni problematiche, causate da un utilizzo scorretto dei mezzi. Non si deve, però, pensare a un pericolo legato esclusivamente al digitale, perché esso riguarda, in realtà, tutta la vita dell’uomo, coinvolgendo la responsabilità personale nell’utilizzo corretto dei doni e degli strumenti che si hanno a disposizione. Qualsiasi realtà umana, infatti, diventa pericolosa, quando non è utilizzata nel giusto contesto, secondo le modalità e fini che le sono proprie, o con un obiettivo totalmente diverso al proprio. Così è anche la rete: in sé è un dono che ci consente di raggiungere le persone ed evangelizzarle, rimanendo con loro, accompagnandole facendo loro sperimentare la tenerezza e la misericordia di Dio. Pericoli? Può succedere, ad esempio, che qualcuno, abusando di queste tecnologie, rimanga intrappolato in una “finzione” che gli impedisce di discernere la realtà, diventando succube di un mondo virtuale. È un fenomeno di cui siamo quotidianamente testimoni, che va dalla rete del terrorismo allo sdoppiamento di personalità, al cyberbullismo, ecc. La sfida, però, è proprio qui: che questi doni possano veicolare la Misericordia di Dio e servano per raggiungere con la presenza dell’amore cristiano le più estreme periferie esistenziali.

La Pastorale Digitale ha da poco ricevuto una prima definizione sulla Rivista “Orientamenti Pastorali” edita dal COP (Centro di Orientamento Pastorale): “Pastorale Digitale è quell’uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare della Chiesa nel continente digitale. È esperienza di presenza che non si riduce a condividere risorse digitali, ma che attiva «storie» di relazione autentica superando il dualismo online-offline; è riflessione, fondata teologicamente e attenta alle scienze umane, per una presenza nei new media che sa di vangelo; è promozione di criteri per un uso dei media digitali che fa crescere «l’umano»; è promozione di sviluppo di applicativi. La pastorale digitale va inquadrata nell’ambito più ampio della pastorale delle comunicazioni sociali: essa, quindi, non è una pastorale «altra» ma una declinazione della presenza e dell’impegno ecclesiale nel suo complesso.” Quali ritiene nel suo ministero di Vescovo le applicazioni della Pastorale Digitale? Progetti per i prossimi anni come Diocesi di Albano?

 

Come Vescovo di una Chiesa particolare ritengo che laddove l’uomo si trova, abita, scambia affetti, pensieri e intreccia relazioni (nella fattispecie il continente digitale), lì la Chiesa dev’essere presente, pronta ad ascoltare, a intercettare domande, problemi, paure, speranze e aspirazioni. Si tratta di un nuovo spazio per l’azione pastorale, allo stesso livello della catechesi in preparazione ai sacramenti, dell’incontro in parrocchia, della visita agli ammalati nelle loro case o in quelle di cura, della visita alle famiglie specialmente per la benedizione pasquale, della celebrazione delle nozze ecc. Si tratta, in definitiva, di cogliere dei “luoghi d’incontro”. Diversamente potrà succederci di parlare senza che il popolo di Dio ci capisca, perché ci avverte lontani, fuori dalle loro case, dalla loro vita vissuta. L’impegno per una pastorale digitale è conseguente. Al riguardo aggiungerei che la pastorale digitale non è da intendere come un territorio per specialisti, ma per tutti coloro che si occupano di evangelizzazione. Le nostre omelie, ad esempio, devono necessariamente avere presente il mutato contesto comunicativo. In questa prospettiva, diventa chiaro pure il ruolo fondamentale della Segreteria per la Comunicazione affinché la Verità di sempre, il messaggio evangelico (Gesù che è lo stesso ieri, oggi e sempre) sia annunciato all’uomo d’oggi, che ha una sua modalità culturale, un linguaggio che gli sono propri; dei criteri di comprensione, una maniera di pensare, di esprimersi molto diversi rispetto al passato anche recente. La pastorale digitale non può trascurare questi aspetti di novità che ci domandano di ripensare il modo di proporre l’omelia, la confessione, la catechesi, il dialogo con chi è ancora fuori del tempio. Se oggi noi parliamo come se ci rivolgessimo a donne e uomini dei primi secoli dell’era cristiana, o del Medioevo, non ci capirebbe nessuno.

 

 

Firenze 2015 ci ha lasciato in eredità un metodo quello della sinodalità. Un recente lavoro di tesi a cavallo tra l’ingegneria della Conoscenza e la pastorale ha evidenziato l’importanza dell’ascolto delle opinioni religiose della gente nel web che oggi più che strumento è ambiente. Cosa ne pensa?

La sinodalità della Chiesa è dimensione estremamente importante. Nello scorrere dei tempi la Chiesa l’ha vissuta in forme e intensità diversificate. Oggi, però, con papa Francesco e sentita specialmente come eredità del Vaticano II, ha assunto un’importanza che non si può più ignorare. In un importante discorso pronunciato il 17 ottobre 2015 per il 50mo anniversario di istituzione del Sinodo dei Vescovi Francesco ha spiegato che «una Chiesa sinodale è una Chiesa dell’ascolto, nella consapevolezza che ascoltare “è più che sentire”. È un ascolto reciproco in cui ciascuno ha qualcosa da imparare». È una prospettiva nella quale mi ritrovo in pieno, anche a fronte di chi intende primariamente la sinodalità come luogo di decisioni! Francesco, invece pone in primo piano l’ascolto reciproco! Ora, in ambito ecclesiale e nel linguaggio della tecnologia la rete può essere considerata il corrispettivo della sinodalità. In questo senso, possiamo affermare che gli aspetti teologici, ecclesiologici, da sempre presenti nella Chiesa, trovano nella cultura contemporanea un terreno fertile e fecondo per potersi sviluppare. Risulta altrettanto vero che la cultura contemporanea può trovare nella ricchezza della comunione, nella sinodalità della Chiesa, un luogo dove essere capita e quindi meglio evangelizzata e illuminata dal Signore. La sinodalità, perciò, è una prassi da sviluppare in tutta la sua ricchezza e poliedricità, perché a livello di evangelizzazione, nuova cultura, comunicazione, ecc. essa ci aiuta a capire che la Verità è qualcosa che si cerca e si vive insieme con gli altri. La costruzione della cultura, della vita e del cammino verso Dio è realtà nella quale ciascuno ha la propria responsabilità e tutti siamo invitati a conoscere la parte d’impegno che ci riguarda.

 

È ipotizzabile un osservatorio della Pastorale Digitale nel Lazio?

 

La domanda supera qui il mio ambito personale e impegna la responsabilità dell’intero episcopato locale e di specifiche figure pastorali regionali. Per darle una risposta potrei esprimere l’auspicio che collettivamente l’episcopato laziale voglia esplicitamente impegnarsi anche su questo fronte. Nell’ambito dei media c’è già un importante impegno nella pubblicazione domenicale di Lazio7 col quotidiano Avvenire. Personalmente ritengo che sia necessario iniziare a strutturare un osservatorio per intercettare domande e necessità in questo inedito territorio della pastorale ordinaria. Urgenti, ad esempio, pare la costituzione di spazi formativi per il Clero al fine di fare meglio conoscere il “linguaggio digitale” e questo non perché tutti debbano fare comunicazione digitale, ma perché tutti possano capire meglio l’uomo contemporaneo e perché tutti abbiamo un linguaggio e un discorso che possa meglio raggiungere l’uomo d’oggi, dal confessionale all’omelia.

Intervista a cura di Riccardo Petricca

 

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Ricevitore Bluetooth BR-C9 da Aukey – LA NOSTRA RECENSIONE

Guida senza rischi con il ricevitore Bluetooth di Aukey!

Scopri tutte le caratteristiche dello strumento che consente di chiamare e di ascoltare musica direttamente dal tuo smartphone.

Strumento utile se la radio del veicolo non supporta il Bluetooth.

Confezione e contenuto

Il ricevitore Bluetooth, nome in codice BR-C9, è contenuto in una piccola scatolina in cartone, che vanta della dicitura “go green with Aukey”, dunque il tutto è composto con materiali completamente riciclabili! All’interno della confezione troviamo, oltre al prodotto, un cavo con estremità di tipo USB Type-A e Micro-USB per la ricarica, un cavo con le estremità di tipo Jack 3.5 mm e uno strumento fisso con stesso cablaggio del cavo descritto precedente, che può sostenere in modo molto più efficiente il ricevitore Bluetooth. Sottolineo che per usufruire di questo prodotto lo speaker audio deve possedere un ingresso AUX. Mi sento di dire che i cavi sono di ottima fattura.

Non mancano inoltre il manuale di istruzioni e il cartoncino per la garanzia, molto efficiente, da parte di Aukey!

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Caratteristiche funzioni e prime impressioni

Il prodotto marchiato Aukey risulta molto leggero e vanta di una massa molto contenuta, questo fattore è molto importante dato che agevola non poco il trasporto! Le dimensioni sono 12,4 x 8,4 x 4,8 cm con un relativo peso di 59 g.

20160728_162940446_iOSSul fronte notiamo tre pulsanti: accensione/spegnimento/interazione con chiamate, volume su e volume giù. Il dispositivo si accende, dunque entra in auto-paring, premendo il tasto centrale per sette secondi e i tasti volume, premendoli a lungo, consentono di cambiare traccia audio! Sui vari lati possiamo notare l’ingresso Micro-USB e quello AUX.

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Il prodotto vanta della tecnologia Bluetooth 4.1 con supporto ai profili A2DP, ciò significa che le compatibilità è assicurata con qualsiasi device con tale tecnologia. Non ho riscontrato nessun problema nel configurare e connettere i dispositivi al ricevitore Bluetooth, si, perché esso supporta la connessione simultanea di due devices, cosa assolutamente da non sottovalutare! La connessione resta stabile entro una distanza di 8 metri, successivamente si iniziano a riscontrare perdite di qualità e in casi eccezionali anche la disconnessione; ma comunque nulla di trascendentale! Aukey promette e mantiene una durata della batteria di 9 ore, assolutamente soddisfatto sotto questo punto di vista. Aggiungo a tal proposito che nei widget di iOS, viene offerta l’opportunità di visualizzare la carica residua del BR-C9.

Qualità flusso audio

Il flusso audio avviene ottimamente ma a volte si riscontrano dei fruscii di sottofondo che comunque non pregiudicano la reale utilità del prodotto! È possibile rispondere ed effettuare telefonate grazie al microfono di cui è dotato il ricevitore Bluetooth, l’interlocutore mi sentiva egregiamente ed io non posso che confermare tale sensazione, anch’io lo sentivo molto molto bene!

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Conclusione

Consiglio l’acquisto? Assolutamente si, vediamo perché!

Offre un design minimale ed accattivante, facilità nella configurazione e un ottimo flusso audio. Utile se si vuole ammodernare il proprio impianto hi-fi rendendolo più funzionale e smart! È possibile acquistare questo “gioiellino” di Aukey su Amazon al prezzo di 15,99€ con possibilità di spedizione gratuita e in un giorno per gli abbonati Prime.


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La Pastorale Digitale come strumento formativo per i docenti

Giovedì 8 settembre, dalle ore 15:30 alle ore 18:30, si terrà l’incontro Lapastorale digitale come strumento formativo per i docenti, organizzato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Pontificia Università Antonianum in collaborazione con la Diocesi di Sora – Cassino – Aquino – Pontecorvo.

L’iniziativa, patrocinata dal Centro Orientamento Pastorale e dal Servizio Informatico della Conferenza Episcopale Italiana, ha ricevuto l’approvazione (Prot. n. 43/16/Irc) del Servizio Nazionale per l’Insegnamento della Religione Cattolica della Conferenza Episcopale Italiana come corso di aggiornamento destinato agli insegnanti di religione cattolica di ogni ordine e grado.

Visualizza il programma.

Iscrizione:

http://www.antonianum.eu/it/news/4662/La-pastorale-digitale-come-strumento-formativo-per-i-docenti

 

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Auricolari Bluetooth per sport BL01 by Lumsing – LA NOSTRA RECENSIONE

Se siete amanti della musica e dello sport, questi auricolari Bluetooth della Lumsing faranno sicuramente al caso vostro

Andiamo ad analizzarle!

Confezione e contenuto

Il prodotto ci arriva in una confezione realizzata in cartone riciclabile, al suo interno oltre agli auricolari troviamo un cavo con estremità Micro-USB per la ricarica e quattro “tappi” da inserire all’estremità della cuffia auricolare. Non manca il manuale di istruzioni, stampato in inglese.

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Design utilizzo e prime impressioni

Il design delle LS-BL01 è accattivante e moderno, non pecca assolutamente di scarsa qualità dei materiali ed offrono un ottimo confort durante l’utilizzo. Essendo pensate per un uso prevalentemente sportivo, il cavo che collega una cuffia auricolare ad un altra deve passare dietro il collo, così da evitare ingarbugliamenti vari durante la corsa! Gli auricolari restano molto stabili nel nostro orecchio, questo anche grazie ai gommini presenti in dotazione!

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Sul lato destro, oltre al tasto di accensione/spegnimento, sono presenti due pulsanti il cui scopo è quello di aumentare o diminuire il suono; nonché quello del cambio traccia premendo a lungo il determinato pulsante! Una volta avvenuta l’accensione la dicitura Lumsing pulsa in blu e rosso, ciò indica il mancato accoppiamento con un device. Il prodotto viene riconosciuto come “QY8” e l’associazione avviene grazie alla tecnologia Bluetooth V4.1; non ho riscontrato nessun problema per quanto riguarda la connessione e la stabilità della stessa, è possibile, inoltre, connettere due dispositivi contemporaneamente! Aggiungo a tal proposito che non è presente alcuna entrata AUX. La durata della batteria è assolutamente esaustiva, la sua autonomia è di circa sette ore e impiega due ore per una carica completa; una volta collegato il dispositivo possiamo notare il suo stato di carica grazie ad un led che passa dal rosso al blu quando la batteria raggiunge il 100% di autonomia.

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Qualità audio

Grazie alla tecnologia APT-X HD l’audio risulta molto buono e pulito, alzando il volume esso non distorce particolarmente ed offre un buon isolamento acustico. Gli auricolari vantano della presenza di un microfono il cui scopo principale è quello di offrire la possibilità di effettuare telefonate, affermo a tal proposito che l’interlocutore mi sentiva egregiamente; dunque mi sento di promuovere a pieni voti anche questo aspetto!

Conclusione

Vi consiglio di acquistare queste LS-BL01? Certo.

Questi auricolari offrono stabilità, ottimo design e possibilità di effettuare telefonate senza interagire con il proprio smartphone; tutto questo ad un prezzo pressoché irrisorio! Il prodotto non è attualmente disponibile per l’acquisto, ma vi lascio ad ogni caso il link!


Visiona il prodotto | NON DISPONIBILE 

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Flip-cover per iPhone 6/6s by Nakeey – LA NOSTRA RECENSIONE

Dopo aver recensito una slim cover di Spigen, oggi sotto la nostra lente c’è un altro prodotto per iPhone 6/6s, si tratta di una flip-cover realizzata da Nakeey! Andiamo a scoprirla!

Confezione e contenuto

Il prodotto non ci arriva in una confezione, bensì in una bustina in plastica con riportato solamente il tipo di prodotto contenuto all’interno; ciò sottolinea il concreto minimalismo adottato dalla casa produttrice.

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Caratteristiche e prime impressioni

La cover in questione è realizzata in eco pelle e risulta molto morbida al tatto, questo fattore implica un ottimo feedback tattile! Il prodotto viene mantenuto saldamente chiuso grazie ad una clip magnetica e si apre da destra verso sinistra! Aprendo la flip-cover troviamo degli slot, uno dei quali risulta trasparente, con un foro ovale al centro per interagire con l’eventuale tessera presente all’interno!

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La struttura dove alloggiare lo smartphone è realizzata in plastica dura e denota sicurezza nell’utilizzo. L’interazione con i tasti fisici, così come il dock in basso e la fotocamera avviene in modo ottimale senza alcun problema; altro fattore non meno importante è la presenza di un foro, nella parte sinistra, dove può essere inserito un laccetto per agevolare il trasporto del nostro dispositivo! La cover funge anche da sostegno per sorreggere il melafonino in landscape, questo avviene piegando la struttura di alloggiamento del dispositivo.

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A mio modo di vedere la cover ha un grosso neo, il mancato foro per la capsula auricolare! Il foro in questione poteva risultare comodo per effettuare telefonate mantenendo la flip-cover chiusa, data comunque la scarsa ottimizzazione per l’uso a una mano.

Conclusione

Consiglio l’acquisto? Dipende. Il prodotto offre assoluta sicurezza a discapito però del design dello smartphone di Cupertino; dunque la scelta è soggettiva. Potete acquistare la cover su Amazon al prezzo di 6,99€ con possibilità di spedizione gratuita e in un giorno per gli abbonati Prime!


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Powerbank Lumsing da 16000 mAh – LA NOSTRA RECENSIONE

State partendo per la villeggiatura e l’incubo riguarda la resistenza della batteria del vostro smartphone? Con il powerbank della Lumsing potrete rilassarvi senza problemi!
Ecco tutti i dettagli del prodotto spiegati con sintesi e chiarezza

Confezione e contenuto

Il power bank ci arriva in una confezione realizzata in cartone di ottima fattura.
Sulla scatola possiamo apprezzare l’immagine del  prodotto insieme alle varie caratteristiche dello stesso.

All’interno, oltre al manuale e ovviamente al powerbank, troviamo un cavo con estremità di tipo USB Type-A da un lato e
Micro-USB dall’altro!

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Caratteristiche funzioni e prime impressioni

Il caricatore portatile marchiato Lumsing vanta di un design molto bello ed accattivante.

Esso è realizzato in plastica con delle finiture simil-metalliche.
Nella parte superiore possiamo notare due porte USB Type-A mentre a destra, oltre al tasto d’accensione, dei led che indicano la carica residua e un ingresso Micro-USB che serve per ricaricare il powerbank.
Le dimensioni non sono esagerate, anche se il peso di 358 grammi si fa sentire!
A tal proposito sottolineo la mancata presenza di una pochette dove inserire il dispositivo per il trasporto, così da evitare eventuali danni ed attriti. La stessa pochette sarebbe stata utile anche per conservare in sicurezza ulteriori cavetti.
Nelle specifiche tecniche si afferma che la capacità della batteria è di 16000 mAh con 9 ore totali di carica. Io sono riuscito a caricare l’iPhone 6s ben 7 volte partendo da una carica residua dello smartphone nulla; Mi ritengo molto soddisfatto sotto questo punto di vista!
Il powerbank consente la ricarica in contemporanea di due dispositivi, la quale avviene davvero in tempi brevi.
La tensione in uscita è di 5V e, grazie alla tecnologia Aipower, l’apparecchio è in grado di rilevare il device collegato regolando così la potenza di erogazione. L’amperaggio, a tal proposito, varia da 1.8 a 3 A e dunque offre piena compatibilità con la maggior parte dei device mobili!

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Caratteristiche tecniche

Batteria:Batteria a litio
Capacità: 16000mAh
Temperatura di funzionamento: -10~60
Temperatura di stoccaggio: -20~60
Dimensione: 139mm*62mm*22mm±0.5mm
Peso: 295G
Tempo di ricarica: Ca. 10h.
Tensione di uscita: DC 4.7V~DC5.1V(Leer)
Tensione in ingresso: DC 4.8V~DC5.5V
Corrente di ingresso: >0-3A ,due tensione di ingresso USB, Max Output corrente:3.0A.
Corrente di ingresso:> 1.8A(tensione di batteria <3.8V, la tensione di ingresso> DC5.0V)
Vita:> 500 volte

Conclusione

Può questo prodotto essere definito come un ottimo compagno di avventure? Assolutamente si!

Il caricatore portatile offre un design moderno, e cosa degna di nota, un efficienza non trascurabile.

Potete acquistarlo su Amazon al prezzo di 31,99€ con possibilità di spedizione gratuita per gli abbonati prime; Aggiungo a tal proposito che i colori disponibili sono: bianco, nero ed oro!


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Cover protettiva per iPhone 6/6s by Spigen – LA NOSTRA RECENSIONE

È ormai noto a tutti che il design dei prodotti Apple, in particolare degli iPhone, è uno dei punti di forza dell’azienda di Cupertino!
Come proteggere il nostro smartphone senza alterarne l’estetica?
Spigen prova a darci una risposta proponendo una cover per IPhone 6/6s, andiamo a scoprirla nella nostra recensione!

Confezione e contenuto

Il prodotto ci arriva in una scatola realizzata in cartone davvero molto bella, minimale e allo stesso tempo completa. Su di essa è raffigurato il melafonino insieme alle varie caratteristiche della cover.
All’interno della confezione, oltre alla cover, troviamo un cartoncino che annuncia la veridicità del venditore.
Sul cartoncino, di colore nero, è impressa la dicitura “Spigen”.

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Caratteristiche e prime impressioni

Sono rimasto subito colpito dal prodotto, esso è realizzato in TPU e pesa solamente 9 grammi!
La cover, trasparente, aderisce molto bene al corpo del telefono senza cambiarne l’estetica. I tasti fisici del cellulare risultano coperti (al contrario dello switch laterale), ma nonostante ciò l’interazione con gli stessi avviene in modo ottimale rilasciando un ottimo feedback tattile alla pressione.
I fori in basso restano completamente liberi, senza cambiare dunque la facilità con la quale si interagisce con l’entrata jack e Lightning.

Sul lato destro a tal proposito possiamo apprezzare l’incisione con logo e brand della casa produttrice.

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Poggiando l’iPhone su una superficie non si corre il rischio di danneggiarlo dato che la cover vanta di uno spessore maggiore nella zona della fotocamera e del display proteggendo dunque il telefono da eventuali urti ed attriti!
I 4 lati del device risultano rinforzati, e dato il materiale la cover dispone di un gradevole grip.

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Conclusione

Consiglio vivamente l’acquisto di questo prodotto a tutti coloro che amano il design del proprio dispositivo ma che non vogliono rinunciare alla protezione. Dal mio punto di vista si tratta di un ottima cover, indubbiamente una delle migliori in questa fascia di prezzo!
Possiamo acquistarla su Amazon al prezzo di 6,21€ con possibilità di spedizione in un giorno per gli abbonati Prime.


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Speaker bluetooth BT023 by Aukey – LA NOSTRA RECENSIONE

Oggi sotto la nostra lente d’ingrandimento, dopo aver recensito uno stand marchiato Aukey, c’è un altro prodotto della stessa casa produttrice. Si tratta di uno speaker Bluetooth, nome in codice BT023. Andiamo a scoprirlo nella nostra recensione!

Confezione e contenuto

Il prodotto è incustodito in una confezione in cartone, molto ben realizzata e bella a vedersi. Nella parte esteriore c’è un altro strato del medesimo materiale che ci illustra tutte le caratteristiche del prodotto! Sfilando ed aprendo la parte interna dell’involucro troviamo: lo speaker, la varia manualistica e un cavo USB Type-A da un lato e Micro-USB dall’altro per la ricarica. Notiamo inoltre un cavo con entrambe le estremità di tipo jack da 3,5 mm. Entrambi sono custoditi in un sacchettino in plastica, ed essi risultano di ottima fattura! 

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Caratteristiche funzioni e prime impressioni

Lo Speaker appare davvero bello sul piano estetico, curato nei dettagli e nelle linee, con una plastica nera lucida in contrasto con quella opaca che lo rendono un prodotto elegante! Nella parte anteriore possiamo apprezzare la griglia delle due casse da 5 Watt ognuna e un pulsante centrale multifunzione. Premendo il tasto infatti possiamo rispondere ad una chiamata, richiamare l’ultimo numero e stoppare, per poi far ripartire, il brano. Mancano però i comandi per il volume!

Intorno al pulsante in alluminio troviamo una corona con un led che indica la connessione con i dispositivi! Purtroppo manca un led che specifica lo stato della batteria. A tal proposito confermo che sui dispositivi con IOS, nei widget non compare lo stato di carica dello speaker, come può avvenire per altri dispositivi connessi.

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Nella parte posteriore troviamo uno switch per l’accensione, un ingresso AUX e una Micro-USB. Altro dettaglio da rimarcare è un dispositivo verticalizzatore, chiamato Speaker Bracket, che rende il tutto più stabile nel caso in cui dovesse essere aggiunto un dispositivo al suo interno.

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Il prodotto è dotato di una fessura nella parte superiore, ricoperta da uno strato gommoso al fine di evitare eventuali attriti, che consente l’inserimento di uno smartphone o di un tablet trasformandosi in una docking station! I gommini posti nella parte inferiore facilitano l’utilizzo dello strumento.

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Parliamo del peso dello Speaker. La sua massa è di 200 g e le dimensioni sono 25,4 x 8,6 x 5,2 cm. Questo comporta un agevole trasporto del dispositivo per un ascolto in mobilità!

All’interno del BT023 è presente una batteria non removibile da 1050 mAh che riesce ad offrire un’autonomia di circa 5 ore con volume massimo, ed impiega 2 ore e mezzo per una carica completa. La durata non è elevatissima, ma nulla di problematico!

Il prodotto, una volta acceso, va in auto-paring. E’ possibile quindi connettersi, entro un raggio di 10 metri, allo speaker tramite Bluetooth. La tecnologia utilizzata è la 2.1 con A2DP, AVRCP ed HFP, non particolarmente recente. Ciononostante, non ho riscontrato particolari difficoltà nell’associare e connettere i miei device!

Qualità del suono

Passiamo alla parte audio della cassa. La zona risulta molto pulita e fedele. Alzando il volume, non regolabile dallo speaker, non gracchia e non perde mai la sua limpidezza! Unica pecca sono i bassi, a mio modo di vedere non all’altezza degli alti e dei medi che peccano di profondità! Collegando invece un dispositivo tramite AUX, l’audio risulta meno pulito e più basso; questo però non compromette la sua reale utilità. Consiglio di offrire una valida soluzione per l’ampliamento audio di ogni dispositivo!

Nello Speaker è presente anche un microfono, il quale funge e percepisce la nostra voce in modo egregio, assolutamente promosso!

Conclusione

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SACRA FAMIGLIA di Vincenzo Ruggiero Perrino Episodio 7

SACRA FAMIGLIA

di Vincenzo Ruggiero Perrino

 

 

Episodio 7

Nazareth, anno 1 a. C.

Oggi la giornata è di quelle un po’ uggiose, né troppo brutta per restare in casa a fare i compiti (per i quali già normalmente la voglia è poca, figurarsi quando nemmeno il tempo invoglia a ripetere le regole della grammatica greca!), né abbastanza bella per voler andare a chiamare tutti gli amici e giocare in riva al lago.

“Che fare?”, s’era chiesto una mezz’oretta prima Giovanni, decidendo di recarsi a casa dagli zii, e condividere con il cugino Gesù la monotonia di quel giorno.

Giuntovi, trova Gesù in giardino.

«Ciao, cugino!», lo saluta.

«Ciao, Giovanni», ricambia sorridente l’altro, mentre sta armeggiando con una canna di bambù.

«Ma tu sei sempre di buon umore, sia che ci sia il sole sia che piova, sia che ci sia un tempo triste come questo?».

«Sì, perché?».

«A me questo tempo mi toglie tutta la voglia di fare qualcosa… qualsiasi cosa».

«Che volevi fare?».

«Boh, non lo so!».

«Poi, ti chiamo “testone” e ti lamenti!», dice Gesù, scoppiando a ridere.

«Non sono un testone!».

«Sì che lo sei! Prima dici che questo tempo ti toglie la voglia di fare qualsiasi cosa; ti chiedo “che vuoi fare?” e mi rispondi che non lo sai; quindi: che voglia ti ha mai potuto togliere questo tempo, se non avevi voglia di fare niente di preciso?».

«Mamma mia, quando fai il filosofo non ti sopporto!», conclude Giovanni.

«Andiamo a farci un giro, testone!», propone Gesù, «magari gironzolando troviamo qualcosa di intelligente da fare». E, afferrata quella lunga canna di bambù, la agita come fosse una specie di spada.

«Devi portarti dietro quella cosa?».

«Sì, potrebbe servire».

«A cosa?… No, non me lo dire… Preferisco non saperlo».

Così, dato un cenno a Maria che è in casa, intenta alle quotidiane faccende, alle quali qualsiasi sia il tempo bisogna comunque provvedere, i due cugini cominciano la loro passeggiata.

Mentre camminano, Giovanni di tanto in tanto alza gli occhi al cielo, nella speranza che quella spessa coltre di grigie nuvole si sia un po’ diradata rispetto allo sguardo di qualche minuto prima.

«Se guardi ogni due minuti per vedere se le nuvole sono andate via, non otterrai altro che farti venire il torcicollo».

«Credo che tu abbia ragione», ammette Giovanni, nel momento in cui giungono al centro del paese, dove, nonostante il maltempo, c’è un certo via vai di gente.

«Eccoci», dice Gesù.

«Non mi aspettavo tante persone!», esclama il cugino.

«Perché sei un testone e non mi dai mai retta!», e detto questo, Gesù, dato un colpo dietro la testa del cugino, comincia a scappare avanti.

Quell’altro comincia a corrergli dietro, finché non vanno entrambi a sbattere contro un ragazzino, finendo tutti e tre a terra.

«Ehi, ti sei fatto male?», chiede a Gesù quell’altro, che si è subito rialzato da terra, e gli sta tendendo la mano per aiutarlo a mettersi in piedi. È un ragazzo più o meno della loro stessa età; vestito in maniera molto raffinata; e ha l’aria assorta.

«Non è niente», replica lui, stringendo la mano e alzandosi a sua volta.

Giovanni invece resta riverso a terra ed annuncia: «Oh no, non vi preoccupate per me, non mi sono fatto nulla!».

«Su, testone, non fare la commedia con noi… Thalita cum!».

«Eh?», fa quello, che evidentemente non ha capito l’espressione greca.

L’altro ragazzino, che invece ha capito bene, scoppia a ridere. Giovanni, rialzandosi, fa l’offeso: «Mi state prendendo in giro per caso?».

«Ma no! Ti ha solo detto in greco, “ragazza, alzati”!», fa il nuovo amico.

«Come “ragazza”?».

«Eh sì, sembri una femminuccia, il tempo è brutto e ti lamenti, cadi per terra, peraltro senza farti niente, e ti lamenti, perciò…», dice Gesù, comunque sorridendo bonariamente.

«Ma… ma…».

«Forza, Giovanni, forza! Dai, poi tra una trentina di anni anche questa cosa ti sarà più chiara…».

«Oh, ci risiamo con quella frase!».

«Che frase?», chiede l’altro.

«Mio cugino, quando non ha di meglio da dire, dice che tra una trentina di anni le cose saranno più chiare…».

«Ehi, ma non ci siamo nemmeno presentati. Io sono Ismael».

«Io mi chiamo Gesù».

«E io Giovanni».

«Dunque, tu dici che tra una trentina di anni le cose saranno più chiare», dice Ismael, aggiungendo dopo un attimo di riflessione: «Mi sembra una considerazione sensata».

«Eccone un altro!», commenta Giovanni.

«Dove stavate andando?», continua Ismael.

«Ci annoiavamo a casa con questo tempo, e siamo usciti a fare un giro. Tu, invece?».

«Pensavo ad alcune cose che ci ha detto un rabbino qualche giorno fa a scuola».

I due cugini restano stupiti della risposta data dall’altro.

«Riguardo a cosa?», chiede Giovanni.

«A come fare per avere la vita eterna».

Gesù e Giovanni si scambiano un’occhiata di intesa. Poi, il primo prende la parola: «Beh, tu conosci i comandamenti: non uccidere, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre».

Ismael annuisce con la testa. Poi, dice: «Tutte queste cose le osservo fin d’ora».

Allora Gesù gli dice: «Mi sembra che tu sia sulla buona strada, allora».

«Tuttavia, a volte mi sembra che manchi ancora qualcosa».

È quindi Giovanni a interrogarlo: «Cosa?».

«Se lo sapessi non starei a rifletterci, ti pare?».

Gesù conclude: «Io credo che per ora sia un po’ presto per preoccuparti di queste cose. Continua, piuttosto, ad osservare, come già fai, i comandamenti. Poi, tra una trentina d’anni si vedrà…».

«Ancora con questa storia?», riprende Giovanni.

«Dai, Giovanni, però ha ragione lui: da grande forse capirò!», dice Ismael.

In quella, un tuono squarcia la conversazione.

«Ragazzi, mi sa che sta per venire giù la pioggia».

Gesù alza gli occhi al cielo e si associa alla preoccupazione di Ismael, il quale un attimo dopo è raggiunto da due servitori, venuti per condurlo a casa.

«Padroncino, tuo padre e tua madre ci hanno mandati per riaccompagnarti a casa».

«Sì, eccomi», dice lui; poi rivolto ai due nuovi amici: «Volete venire a casa mia? Mio padre possiede molti beni e potremo divertirci quanto ci pare».

«Verremo, ma non ora, che bisogna tornare a casa», risponde Gesù.

«E quando?», incalza Ismael.

«Tra una trentina d’anni», è la risposta di Giovanni, che anticipa tutti, suscitando una generale risata.

Dopo i saluti, i due cugini riprendono la strada per rientrare.

«Ismael dev’essere molto ricco», commenta Giovanni.

«Già. Ma a volte quelli che possiedono molti beni si lasciano dominare da essi e perdono di vista il senso vero della vita e delle cose. Non è difficile che, per tutelare i propri averi, si finisca per smarrire il proprio essere… Cioè, non è questione di quanto si ha, ma di come lo si usa. Anche un povero può lasciarsi dominare dal poco che possiede!».

«Come parli difficile!».

«Tra trent’anni imparerò a spiegare meglio questi concetti. Avevo pensato di inventarmi delle storielle, così che anche un testone come te possa capire cose facili facili come questa che ho appena spiegato!».

Un altro tuono esplode in cielo, seguito un attimo dopo da una pioggia battente.

«Sbrighiamoci, o ci bagneremo», propone Giovanni, invitando l’altro a correre.

«No, aspetta. Prendimi due foglie larghe da quella pianta», dice Gesù, iniziando a manovrare la canna di bambù che si era portato dietro da casa.

«Ma ti pare il momento?».

«Dammi ascolto, prendimi due foglie larghe da quella pianta».

Giovanni fa un’espressione del tipo “contento tu di bagnarti”, e poi gli prende le foglie; Gesù, che aveva preparato la canna intagliandola in una strana forma con dei gancetti e dei bracci ad un’estremità, applica le foglie ai ganci; controlla che tutto stia a posto, e poi, mimando una musichetta da parata militare, esclama:

«Taa daa!».

Giovanni non comprende tanta esultanza, almeno fin quando Gesù, alzatosi quello strano aggeggio sulla testa, gli mostra a cosa serva, e cioè a ripararsi dalla pioggia! E subito, Giovanni, si mette anch’egli sotto quell’aggeggio, in modo da non bagnarsi.

«Cioè, hai costruito un coso per riparare le persone dalla pioggia?».

«Sì!».

«È una bella invenzione! Bisogna trovargli un nome però!».

«Beh, vedi queste stecche alle quali ho applicato le foglie? Sembrano raggi di sole, no?  Allora stavo pensando di chiamarlo “raggiera”», dice Gesù.

«Uhm, non è un granché… Vabbè, poi al nome ci si pensa».

Cammina cammina, giungono quasi verso casa, comodamente riparati dalla “raggiera”, continuando a conversare.

«Pensi che Ismael riuscirà a capire cosa gli manca?», chiede Giovanni.

«Di sicuro non smetterà di interrogarsi per i prossimi trent’anni. Del resto è una bella persona, onesta e rispettosa».

«Tanto, poi tra trent’anni capiremo!», esclama Giovanni.

«Esatto».

«Sai mai che anche noi saremo diventati ricchi vendendo questa tua invenzione nei giorni di pioggia?».

«Ma noi siamo già ricchi, Giovanni».

Giovanni si prende un attimo per riflettere, e poi, abbraccia il cugino e gli dice: «Sì, è vero, non ci manca niente e siamo sempre felici – tranne che per il greco a scuola».

«Ecco, bravo!», conclude Gesù, mentre ormai la pioggia ha finito di cadere.

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