Author : Riccardo Petricca

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Pastorale Digitale Telegram

La Pastorale Digitale sempre più social ora anche su Telegram

La Diocesi di Sora Cassino Aquino Pontecorvo sempre più social e sempre più all’avanguardia nel settore delle comunicazioni: un nuovo orizzonte della Pastorale, che attraverso il gruppo di Pastorale Digitale cerca di far arrivare l’Annuncio in ogni angolo della Terra e soprattutto in ogni aspetto della vita, avendo come target non solo i più giovani, ma quasi la totalità dei fedeli, dato che le nuove tecnologie stanno diventando sempre più a portata di mano anche di coloro che sono più avanti negli anni e a digiuno di strumenti digitali e Internet.

La nuova sfida è rappresentata dall’approdo su Telegram, una App di messaggistica che sta sempre più prendendo piede anche in ambito pastorale, come dimostra il suo ampio utilizzo da parte della Pastorale Giovanile per la prossima GMG di Cracovia.

Sono stati, quindi, creati quindi due diversi profili: uno della Diocesi (@DiocesiSora), che ne trasmetterà le news, ed un altro specifico della Pastorale Digitale (@PastoraleDigitale), che sarà orientato a far conoscere ancor più nel profondo questa realtà e soprattutto quella che è la sua missione.

La gestione di questo strumento sarà affidata a due componenti del team di Pastorale Digitale, Giacomo Carlini e Francesco Evangelisti. Francesco, giovane studente dell’Itis Nicolucci di Isola del Liri, ha già creato la prima app per la Diocesi e già sta sviluppando una nuova innovativa ed importante app che sarà rilasciata a breve. Una giovane promessa frutto del prezioso lavoro con i ragazzi del compianto prof. Angelo Molle, che tanto ha saputo trasmettere con il suo insegnamento e prima di tutto con la sua vita.

Con Telegram, un nuovo salto in avanti, che conferma il team di Pastorale Digitale e tutta la realtà diocesana all’avanguardia tra tutte le diocesi italiane, e tutto questo non dimenticando mai l’approccio personale con l’altro. Lontano da ogni autocelebrazione e autoreferenzialità, l’unica volontà  condivisa è quella di far arrivare a tutti, indistintamente, il senso profondo di ciò che vuol dire essere Chiesa, farne conoscere la bellezza di farne parte e cercare così di trasmettere quanto sia intenso e profondo l’incontro personale e comunitario con Cristo, unica vera fonte di vita.

Carla Cristini

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Pastorale Digitale 2.0

RiClicca l’Infiorata: Regolamento

ri-Clicca l’Infiorata… Mi piace e ricondivido

Il concorso intende far emergere quanto la realizzazione delle Infiorate rappresenti fede, tradizione, ma soprattutto l’unione all’interno delle comunità parrocchiali che lo realizzano. Vuole essere uno strumento per valorizzare le belle realtà presenti nella nostra diocesi che, attraverso i nuovi media, si impegnano a testimoniare e diffondere la Parola di Dio.

 

REGOLAMENTO

Art. 1 La Pastorale digitale della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, nell’ambito della festività del Corpus Domini, indice il concorso denominato “RiClicca l’Infiorata” – Mi piace e condivido!.

Art. 2 Oggetto del concorso è la realizzazione dell’Infiorata.

Art. 3 Il tratto di Infiorata potrà essere realizzato sia in chiesa che per le strade e piazze cittadine dai vari gruppi parrocchiali, o confraternite, o associazioni.

Art. 4 La partecipazione al concorso è assolutamente gratuita.

Art. 5 I partecipanti al concorso devono far pervenire le  fotografie dei tratti di Infiorata realizzato, secondo le seguenti modalità:

  • invio e-mail all’indirizzo: concorsi@pastoraledigitale.org entro le ore 23.59 del 5 giugno 2016
  • accompagnare le fotografie con una breve testo (max 1.500 battute spazi inclusi) in cui si specifica il significato e il messaggio che si vuole trasmettere.
  • Le immagini dovranno essere inviate in formato .jpg o .png e di qualità non inferiore a 800×600 pixel e dimensione max di 1 Mb
  • Dovrà essere obbligatoriamente inviata una fotografia principale
  • Possono essere inviate anche più fotografie (per un massimo di 5 fotografie).
  • Le immagini presentate dovranno essere esenti da manipolazione digitale (ad esclusione di opere di ritaglio e/o lieve modifica di parametri quali contrasto, luminosità etc)

Art. 6. Saranno ritenute valide solo le fotografie pervenute secondo le modalità espresse nell’articolo 5 del presente regolamento.

Art. 7 Le fotografie di ciascun tratto di Infiorata partecipante al concorso, saranno pubblicate sulla pagina ufficiale di Twitter, Instagram e Pinterest della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo a partire dalle ore 9:00 del 30 maggio 2016.

Art. 8 Vincerà il concorso il tratto di Infiorata che avrà ricevuto più punti attraverso il post pubblicato solo ed esclusivamente nelle pagina ufficiali della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, entro le ore 23.59 del 12 giugno 2016.

Art. 9 E’ istituita un’apposita categoria con premi. ‘Infiorata Digitale‘. Verrà premiata il tratto d’Infiorata che avrà realizzato all’interno il più bel logo della Pastorale Digitale.

Art. 10 Ai tre tratti di infiorata che avranno ricevuto più “punti” saranno assegnati dei premi.

I punti saranno così calcolati:

- 1o punti per ogni visualizzazione del tratto di Infiorata sulla pagina ufficiale del sito www.diocesisora.it/pdigitale ed immediatamente controllabile in basso a destra sulla foto dell’infiorata (è stata creata un’apposita categoria riClicca l’infiorata accessibile direttamente dalla Homepage in cui è possibile visualizzare tutte le infiorate in concorso).

- 10.000 punti per ogni ‘like’ sul post pubblicato sulla pagina ufficiale Twitter della diocesi (https://twitter.com/DiocesiSora)

- 10.000 punti per ogni retweet del post pubblicato sulla pagina ufficiale Twitter della diocesi (https://twitter.com/DiocesiSora)

- 10.000 punti per ogni ‘like’ sul post pubblicato sulla pagina ufficiale Instagram della diocesi (https://www.instagram.com/diocesisora/)

- 10.000 punti per ogni “like” sul pin pubblicato nell’apposita bacheca della pagina Pinterest della Pastorale Digitale 2.0 (https://it.pinterest.com/pastoraledigit)

Art. 11 Ogni concorrente, partecipando al concorso inviando le foto nei modi sopra descritti, dichiara automaticamente di essere autore delle opere presentate e di detenerne tutti i diritti. Altresì ogni concorrente dichiara automaticamente di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla normativa in materia di tutela del diritto all’immagine dei soggetti eventualmente ritratti. Gli organizzatori del concorso non possono essere ritenuti responsabili di controversie relative alla paternità delle immagini o di qualunque altra conseguenza legata alle immagini oggetto del concorso.

Art. 12 Partecipando al concorso, i concorrenti cedono tutti i diritti d’uso, di riproduzione e di eventuale rielaborazione delle opere presentate agli organizzatori del concorso che potranno esporle o utilizzarle a titolo gratuito per le proprie finalità, anche via internet, riportando il nome dell’autore dell’opera.

Art. 13  I dati personali forniti al momento dell’iscrizione al concorso verranno trattati secondo la legge 196/03 sulla privacy.

Art.14 Per quant’altro non previsto e disciplinato dal presente Regolamento si rinvia alle inappellabili decisioni assunte, caso per caso, dalla Pastorale digitale della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.

Art. 15  La partecipazione al concorso comporta l’accettazione delle norme contenute nel presente regolamento.

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Conferenza di Paolo Floretta, ofmconv Filosofo e psicoterapeuta, autore del libro: Le reti di Francesco Per una tecnologia dello spirito e una cyberspiritualità e webpastorale francescane Presentando le tematiche principali del libro: La vita consacrata e il nuovo ambiente digitale Sfide e opportunità formative a cura di Albert Schmucki e Donatella Forlani Seguirà dialogo con il relatore Moderazione: Luca Bianchi OFMCap

Web Pastorale – Conferenza il 19 aprile

Martedì 19 aprile 2016, alle ore 17:00, in occasione della presentazione del volume La vita consacrata e il nuovo ambiente digitale: sfide eopportunità formative, a cura di Albert Schmucki e Donatella Forlani, fr. Paolo Floretta terrà una conferenza sul tema Le reti di Francesco:per una tecnologia dello spirito e una cyberspiritualità webpastorale francescane.

Seguirà il dialogo con il relatore moderato dal prof. Luca Bianchi, Preside dell’Istituto Francescano di Spiritualità.

Conferenza di Paolo Floretta, ofmconv
Filosofo e psicoterapeuta, autore del libro:
Le reti di Francesco
Per una tecnologia dello spirito e una cyberspiritualità e webpastorale francescane
Presentando le tematiche principali del libro:
La vita consacrata e il nuovo ambiente digitale
Sfide e opportunità formative
a cura di Albert Schmucki e Donatella Forlani
Seguirà dialogo con il relatore
Moderazione: Luca Bianchi OFMCap

locandina IFS

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Pastorale Digitale 2.0

Tagliato il Traguardo dei Cinquemila Articoli

Il sito della “Pastorale digitale” taglia un traguardo importante: cinquemila articoli pubblicati dall’inizio di quest’avventura editorial-telematica ad oggi.

Quel numero non va letto solo come un dato di carattere quantitativo. Non ci sarebbe nessun vanto nell’aver pubblicato cinquemila articoli, se essi non fossero caratterizzati per la qualità degli interventi e soprattutto la qualità del fine che essi perseguono. Finalità, che è stata, fin dall’inizio dell’esperienza di “Pastorale digitale”, sintetizzata mirabilmente nelle parole del vescovo Gerardo: «Non bisogna solo “mettere in rete”, bisogna “mettere in comunione”».

I cinquemila interventi pubblicati segnano, perciò, lo sforzo – sicuramente premiato dalla fiducia e stima con cui tanti si interfacciano con il sito – di mettere in comunione emozioni, esperienze, fatti, condividendo il senso più intimo di essi, e cioè che, in fin dei conti, si è tutti parte di un unico grande progetto divino, prima che umano.

Ad maiora e ad meliora!

Vincenzo Ruggiero Perrino

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La Sacra Famiglia di Nazaret

SACRA FAMIGLIA di Vincenzo Ruggiero Perrino Episodio 3 – Mercato di Nazareth, anno 1 a. C.

SACRA FAMIGLIA

di Vincenzo Ruggiero Perrino

 

 

Episodio 3

Mercato di Nazareth, anno 1 a. C.

«Che bella giornata, oggi!», esclama Maria, mentre lei e sua cugina Elisabetta escono per andare a comprare qualcosa al mercato nella piazza del paese.

Insieme con loro ci sono anche i rispettivi figli, Gesù e Giovanni, per i quali è giorno di festa e quindi non sono andati a scuola.

«Che pacchia senza dover andare a scuola, eh?», fa notare Giovanni a Gesù.

«Già», ridacchia l’altro.

«Solo che, anziché accompagnare le nostre madri al mercato, potevamo andare a giocare con gli altri bambini in riva al lago».

«Ma no, sono sicuro che non ci annoieremo nemmeno al mercato. E poi, quando saremo più grandi, avremo tante di quelle cose da fare su quelle rive…».

«Cioè?».

«Tra una trentina d’anni ti sarà tutto più chiaro».

«Mi ripeti sempre ‘sta cosa che tra trent’anni mi sarà tutto più chiaro!».

«E allora?».

«Vorrei che mi spiegassi adesso».

«Hai fretta?».

«No, no…».

«Bene. Quando sarà il momento, capirai quello che voglio dire».

«Se lo dici tu…», e Giovanni conclude con un’alzata di spalle.

Allora, Gesù, accortosi che il cugino un po’ c’è rimasto male perché avrebbe voluto una spiegazione più esauriente, gli tira uno scapaccione dietro la testa e comincia a correre avanti.

«Se ti prendo, ti faccio vedere io!», e anche Giovanni comincia a correre dietro al cugino, per restituirgli il colpo.

«Ragazzi! Non correte che la strada è tutta polverosa!», li rimprovera bonariamente Elisabetta. La quale, poi, rivolta a Maria esclama:

«Speriamo che oggi i venditori abbiano abbassato un po’ i prezzi della loro mercanzia. Ti ricordi quanto abbiamo pagato le cose che abbiamo comprato l’altra volta?».

«Già, hai ragione. Ma qui, con chiunque di questi venditori parli, ti dicono che c’è la crisi, che i prezzi devono essere per forza alti, considerato che anche per loro procurarsi la roba da vendere è diventato più difficile e più costoso».

«Di questo passo dove andremo a finire? Noi, bene o male, riusciamo ancora a tirare avanti perché Zaccaria, con il suo ruolo di sacerdote, riesce ancora ad avere delle buone ricompense per i suoi uffici sacri».

«Anche noi ce la caviamo ancora benino. Diciamo che finché il lavoro al cantiere di Sepphoris dura, non dovremmo avere problemi».

«Avevo sentito dire che a Sepphoris i lavori si erano un po’ fermati…».

«Tu sai che Giuseppe è nella squadra che lavora alla ricostruzione del teatro. In effetti, un po’ per il cattivo tempo, un po’ perché per qualche settimana non sono arrivate le pietre per continuare il lavoro, gli operai sono stati tutti fermi».

«E come avete fatto?».

«Io avevo detto di usare un po’ dei soldi di quella piccola rendita che abbiamo, grazie all’oro che ci avevano portato in dono quei sapienti venuti da Oriente, quando nacque Gesù. Ma lui non ha voluto sentire ragioni. Ha detto che quell’oro serve per gli studi del ragazzo».

«E, dunque, come vi siete arrangiati?».

«Gli ho anche detto “chiediamo un aiuto a mamma e papà”, ma quel testone mi ha detto “non se ne parla proprio!”. E così si è inventato un secondo lavoro».

«Cioè?».

«Venditore ambulante di frittelle!».

«Mica male come idea!».

«Certo, solo che a me poi tocca lavare tutte le sere i suoi vestiti maleodoranti di frittura!».

«Dai, non lamentarti, alla fine ha saputo inventarsi un’idea redditizia».

«Figurati. Una delle ragioni per cui l’ho sposato è proprio perché è un uomo pieno di buona volontà».

«Però, in tutta questa crisi, vorrei sapere i nostri governanti, da Erode ai romani, che diamine combinano».

Nella discussione, si intromette Giovanni, che, rinunciato a rincorrere Gesù, che nel frattempo li ha preceduti ai primi banchi del mercato, dice:

«Ma’, ma che vuoi che gli importi a Erode se tu paghi qualche spicciolo in più la roba che compri? A lui tutto arriva gratis fino a tavola!».

«Giovanni! Ma chi te le insegna certe cose?».

«Ce l’ha detto il maestro a scuola! Dice che a lui gli danno una paga da fame, mentre a palazzo sguazzano nel benessere!», e corre anche lui verso i banchi del mercato.

«Beh, in fondo il ragazzo non ha mica torto», chiosa Maria.

Le donne si accostano ad alcuni venditori che offrono prodotti dei loro campi.

«Mi raccomando, ragazzi, non allontanatevi troppo. Io e Elisabetta stiamo qui per comprare qualcosa da mangiare», dice quella a Gesù e Giovanni.

«Sì, ma’, facciamo un giro più in là».

Gironzolando tra i banchi, l’attenzione dei due ragazzini viene richiamata da grida e schiamazzi. Naturalmente, la loro curiosità ha la meglio sugli avvertimenti e le raccomandazioni di Maria, e così si avvicinano di più per vedere cosa succede.

Nei pressi del banco di un pubblicano, i due ragazzi vedono un uomo a terra, mentre l’altro – l’esattore delle tasse – lo percuote con una specie di bastone, intimandogli di pagare quello che deve a Cesare.

«Devi pagare!», gli grida con rabbia.

«Ma, ti ho dato tutto quello che avevo», si giustifica l’altro, cercando di evitare i colpi che quello gli sferra con il bastone.

La gente, che intanto passa di là, non si intromette, per evitare noie con le autorità. Infatti, molti, pur disprezzando i pubblicani, che da ebrei lavorano per conto dei romani mettendosi contro i loro stessi connazionali, fanno buon viso a cattivo gioco. Nel privato li criticano, ma non hanno il coraggio di dire pubblicamente quello che pensano. Così, quando a qualcuno capita di essere in difficoltà per pagare le tasse, non trova nessuno disposto a mettersi dalla sua parte.

«Ha fatto bene l’esattore!», afferma una voce alle spalle di Gesù e Giovanni, mentre il malcapitato viene portato via da due guardie accorse per arrestarlo.

«E tu chi sei?», chiede Giovanni, voltandosi e notando che a parlare è stato un altro ragazzino, che era lì nei pressi.

«Mi chiamo Levi», si presenta.

«Come puoi dire che ha fatto bene?», chiede Gesù.

«Le tasse vanno pagate, secondo quello che prescrive la legge», dice dandosi il tono di chi la sa lunga.

«Ma quel poverino mica ha detto che non vuole pagare. Tuttavia, se ha già dato tutti i soldi che aveva in tasca, che altro deve cacciare?».

«Tutti la stessa scusa usano. Sicuramente avrà imboscato i suoi soldi da qualche parte, come fanno tutti quelli che non vogliono pagare le tasse!».

«Sbaglio, o tu sei a favore degli esattori delle tasse?».

«Certo! Da grande anche io diventerò un esattore delle tasse: sarò ricco e vivrò nel lusso e nelle comodità. Mica come quel pezzente!».

Allora Gesù fissa lo sguardo negli occhi di Levi e gli dice: «Pensi che se anche diventi l’uomo più ricco di Israele, i soldi che guadagni ti garantiranno la salute, la salvezza della tua anima, o il rispetto del tuo popolo?».

«Che c’entra?».

«A che serve fare tanti soldi? Avresti solo la preoccupazione di doverli nascondere per paura che ti entrano i ladri in casa e ti rubino tutto!».

«Metterei delle guardie».

«Sì, e poi magari sarebbero proprio loro a derubarti! Non è meglio accontentarsi del giusto e vivere dignitosamente? Penso che, se tutti si accontentassero del giusto per vivere, da Erode fino all’ultimo uomo di Israele, vivremmo tutti meglio e saremmo tutti più felici!».

«Sentitelo il saputello!».

«Non puoi certo negare che se passi la vita ad accumulare ricchezze, che vantaggio te ne verrebbe, se poi devi preoccuparti di mettere guardie a ogni porta della tua casa? E considera pure che, anche se tu avessi tutte le ricchezze del mondo, mica le potresti portare con te, una volta morto!».

Levi non riesce a replicare niente, se non un generico: «Ma guarda i poveri come vengono trattati!».

«I poveri sono sempre bistrattati, e anche tra duemila anni a Roma ci saranno governanti che sguazzeranno nel benessere e gente che tira avanti a fatica ogni giorno. Ma, comunque, non è una buona ragione per non fare qualcosa di utile per il prossimo».

«Chi è il prossimo?», la domanda viene fatta quasi all’unisono da Giovanni e Levi.

«Ve lo spiegherò tra una trentina d’anni».

«Ancora con questa storia?», dice Giovanni, e poi aggiunge rivolto a Levi: «Non ci far caso, Gesù dice a tutti ‘sta cosa che tra trent’anni capiremo e lui spiegherà!».

«Gesù?», fa Levi, quasi a chiedere conferma del nome.

«È il mio nome», risponde lui, «e questo è mio cugino Giovanni».

«Va bene. Penserò a quello che mi hai detto. Ora, però, devo andare che mi aspettano a casa». E così, mentre Levi tutto pensieroso se ne torna a casa, Gesù e Giovanni rintracciano le rispettive madri.

«Pensi che lo rivedremo mai, quello strano ragazzo?», chiede Giovanni.

«Sì, tra una trentina d’anni, penso di sì…», risponde Gesù.

«Non ti sopporto più!», quasi grida l’altro.

«Prendimi se ci riesci!», allora, Gesù gli molla un altro scapaccione dietro la testa e comincia a correre avanti.

«Se ti prendo ti faccio vedere io, e non tra trent’anni, ma subito!».

[marzo 2016]