Firma dell’accordo di collaborazione tra la Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo e la Pontificia Università Antonianum
[Diretta streaming] Presentazione libro “Pastorale Digitale 2.0″
Cassino: domenica 28 febbraio alle ore 17.00 nella Sala degli Abati della Curia, Presentazione del libro di Riccardo Petricca “Pastorale Digitale 2.0″ e firma di un Importante Accordo di Collaborazione Tra Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo e Pontificia Università Antonianum di Roma
Regia di Francesco Marra
Per vedere la diretta: https://livestream.com/accounts/11735459/libro/
Accordo di collaborazione tra la Diocesi di Sora Cassino Aquino Pontecorvo e la Pontificia Università Antonianum
Condividiamo con gioia i link della pubblicazione sul sito istituzionale della Pontificia Università Antonianum relativo all’accordo che verrà siglato domenica 28 a Cassino alle ore 17:00 con la nostra diocesi:
Importanti Eventi organizzati dall’Università Pontificia Antonianum
1) «Nessuno di voi opprima il suo prossimo»
Giovedì 3 marzo 2016, dalle ore 9:00, si terrà la giornata di studio della Facoltà di Teologia della Pontificia Università Antonianum «Nessuno di voi opprima il suo prossimo» (Lv 25,17): il giubileo nell’orizzonte di un’economia di giustizia come promozione di alterità.
Nel corso della giornata, presieduta dal prof. Mario Cucca, Vicedecano della suddetta Facoltà, dopo il saluto del prof. Alvaro Cacciotti, Decano della stessa, interverranno i proff. Marco Nobile – Pontificia Università Antonianum, Maria Giuseppina Muzzarelli – Alma Mater Studiorum Università di Bologna – e Silvano Petrosino, Università Cattolica del Sacro Cuore.
Per approfondimenti http://www.antonianum.eu/pdf/299.pdf
2) Formazione permanente e prevenzione del disagio psicologico

Martedì 23 febbraio 2016, alle ore 16:30, si terrà presso la Pontificia Università Antonianum la conferenza di Giuseppe Crea sul tema Formazione permanente e prevenzione del disagio psicologico e vocazionale nella vita religiosa e sacerdotale.
Al termine della conferenza, moderati dal prof. Alceo Grazioli, i proff. Donatella Forlani e Albert Schmucki discuteranno con il relatore sui temi affrontati.
Giuseppe Crea, missionario comboniano, psicologo e psicoterapeuta, è autore del volume Tonache ferite: forme del disagio nella vita religiosa e sacerdotale, pubblicato da Edizioni Dehoniane – Bologna.
Per approfondimenti http://www.antonianum.eu/pdf/297.pdf
3) Il Vangelo della Misericordia

Venerdì 19 febbraio 2016, alle ore 17:00, si terrà presso la Pontificia Università Antonianum la presentazione del volume di Lorenzo Leuzzi Il Vangelo della Misericordia: per un nuovo sviluppo globale. Itinerario teologico, pubblicato Libreria Editrice Vaticana.
Nel corso dell’incontro, moderato dal prof. Stéphane Oppes, dopo i saluti del Rettore Magnifico della Pontificia Università Antonianum, prof.ssa Mary Melone, interverranno i proff. Roberto Cipriani, Cecilia Costa e Gaspare Mura.
Sarà presente l’Autore.
Per approfondimenti http://www.antonianum.eu/pdf/298.pdf
4) Distribuzione dei poteri e competenze nella società

Lunedì 15 febbraio 2016, dalle ore 9:00, presso la Pontificia Università Antonianum si terrà la giornata di studio Distribuzione dei poteri e competenze nella società, organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e il patrocinio della Consociatio Internationalis Studio Iuris Canonici Promovendo.
Nel corso delle sessioni mattutina e pomeridiana, presiedute dai proff. Massimo di Rienzo e Jorge Horta Espinoza, dopo le parole di saluto del Rettore Magnifico della Pontificia Università Antonianum, prof.ssa Mary Melone, interverranno i proff. Miron Sikirić, Francesco Gabriele e Luciano Garofalo.
A conclusione della giornata il prof. David-M.A. Jaeger modererà una tavola rotonda sul tema Equilibri e sfide con la partecipazione del prof. Raffaele Coppola.
Per approfondimenti http://www.antonianum.eu/pdf/295.pdf
5) Antonio di Padova tra storia e agiografia

Il 17, 18, 24 e 25 febbraio 2016, dalle 15:15 alle 18:35, si terrà presso la Pontificia Università Antonianum il ciclo di lezioni pubbliche Antonio di Padova tra storia e agiografia, affidato al prof. Antonio Rigon.
Nel corso delle lezioni il prof. Rigon, grazie alla lettura diretta delle fonti agiografiche e dei sermoni antoniani, illustrerà il percorso umano e intellettuale di un protagonista assoluto della storia religiosa, capace sia di unire santità e cultura sia di rappresentare l’Ordine dei Frati Minori con le caratteristiche assunte dopo la morte del Fondatore
Per approfondimenti http://www.antonianum.eu/pdf/296.pdf
SACRA FAMIGLIA di Vincenzo Ruggiero Perrino – Episodio 1
SACRA FAMIGLIA
di Vincenzo Ruggiero Perrino
Episodio 1
Nazareth, anno 1 a. C.
«Ehi di casa, c’è nessuno?», la voce squillante di Elisabetta chiama dall’aia antistante la piccola casa di pietre in cui vivono Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù.
“Sono già qui”, pensa Maria, mentre è vicina al fuoco a preparare delle focacce il pranzo al quale ha invitato sua cugina, con il marito e il loro figliolo Giovanni. Asciugatasi le mani su un panno, va alla porta, apre e li fa accomodare.
«Buongiorno, cugina!», saluta Elisabetta. Le due donne si abbracciano, felici e sorridenti.
«Ciao, zia», dice Giovanni, che riceve da Maria un bacio sulla guancia.
Zaccaria scrive su una tavoletta il suo saluto. Maria, un po’ perplessa, prende la tavoletta, legge quello che l’uomo ha scritto, e risponde al saluto. Poi, sottovoce chiede ad Elisabetta: «Ma perché non parla? Continua ancora con quella storia di quando Gabriele…?».
L’altra la interrompe: «No, no… Quando è nato il ragazzo – come sai – ha ripreso a parlare normalmente. Solo che, da allora, essendosi abituato a comunicare per iscritto, continua a fare così». Un attimo di pausa, sospira e aggiunge: «Sono uomini, che ci vuoi fare?».
«Zia, ma Gesù dov’è?», chiede Giovanni.
«Giuseppe lo ha portato con sé per un lavoro che doveva fare. Saranno qui a momenti».
«Che stai preparando di buono?», fa Elisabetta, avvicinandosi alla cucina.
«Considerato che vogliamo festeggiare, mi sono detta “prepariamo un bel pranzetto speciale”. Vieni ti faccio vedere».
Dopo pochi minuti, rientrano Giuseppe e Gesù. Vedendoli rientrare, Giovanni, tutto contento corre a salutare il cugino, di qualche mese più piccolo di lui.
«Ciao, Gesù».
«Ciao, Giovanni. Dai, andiamo fuori a giocare, mentre mamma finisce di preparare il pranzo».
«Ma, fuori è tutto polveroso. Poi, mia madre mi sgrida se rientriamo sudati e sporchi».
L’altro replica: «Dai, tanto stiamo pochi minuti».
E così, mentre i due bambini escono fuori a giocare, i grandi, dopo i saluti, parlano del più e del meno.
Zaccaria scrive a Giuseppe: «Come procede il tuo lavoro di falegname?».
Giuseppe, letta la tavoletta, assume un’espressione tra l’infastidito e il pensieroso, e risponde al cognato: «Pure tu insisti con questa storia? Non faccio il falegname, ma sono costruttore, almeno fino a quando questo lavoro regge, visto che il cantiere a Sepphoris è in fase di completamento».
L’altro velocemente scrive: «Mi avevano detto che facevi il falegname».
Legge… e risponde: «No, no, sono costruttore. Guarda qua che calli!».
Un attimo di pausa, e poi è Giuseppe a dire: «Piuttosto, ho saputo che lì al tempio, sono successi un po’ di scandali, per il fatto che il sommo sacerdote è stato accusato di aver sperperato parte del tesoro del tempio tra gozzoviglie, incontri di piacere, terme e quant’altro».
Zaccaria pensa e poi scrive: «Sì. È una vergogna, perché così il popolo si chiederà perché deve dare i propri soldi nel tesoro del tempio…».
Giuseppe legge; Zaccaria gli fa cenno che vuol continuare il suo pensiero; perciò, riprende la tavoletta e, cancellato quello che ha scritto prima, continua: «…se poi le loro offerte non vengono usate per i bisogni dei più poveri, ma sperperate per i baccanali del sommo sacerdote…».
L’altro letta la frase, commenta: «Hai ragione… Oh, ma toglimi una curiosità: perché non parli?».
Scrive: «Mi trovo più comodo a scrivere».
«Ma, per noi altri non è mica tanto comodo leggere!».
In quella, Maria richiama tutti: «Gente, è pronto! Su, forza, a tavola!».
«Vado a chiamare i ragazzi fuori», dice Giuseppe.
E, mentre Maria, aiutata da Elisabetta, porta le pietanze in tavola, Giuseppe spalanca la porta per chiamare i due ragazzi.
«Ehi, voi due…», ma la frase gli muore in gola, perché nota che Giovanni è accovacciato a terra, e sta sistemando del pietrisco, mentre Gesù, tutto contento, applaude all’opera del cugino.
«Giovanni, bello di zio, che stai facendo?».
«Niente di che. Ho solo preparato una specie di strada per Gesù, per te e zia Maria, così che quando dovete uscire di casa non vi sporcate i sandali».
Dopo un attimo in cui pensa a tutto e di più, Giuseppe, benché non abbia compreso fino in fondo, si complimenta con il ragazzo.
Poi, annuncia: «Dai, venite dentro che è pronto».
Mentre tutti e tre stanno per rientrare in casa, Gesù si volta verso la strada e, un po’ più lontano scorge una figura un po’ sospetta.
«Chi sei?», chiede il ragazzino.
«Shhh, per carità!», lo zittisce quell’uomo, che sembra avere piuttosto paura, come se non volesse essere scoperto.
«Qualcuno vuole farti del male?», insiste Gesù.
«In verità, sto scappando, perché ho rubato i soldi del tempio e tutte le persone vogliono lapidarmi per questo».
«Perché hai rubato i soldi del tempio?».
«Io sono… ero il sommo sacerdote del tempio. C’erano lì, tutti i soldi del tesoro. Così, senza farmi scoprire, ho iniziato a prendere quei soldi e a spenderli per mio piacere personale. È iniziato un po’ per gioco, e poi mi sono lasciato prendere la mano, perché credevo che mi sarei riuscito a fermare, prima o poi. Mi sentivo onnipotente, come se nessuno potesse farmi nulla… Prendi oggi, prendi domani, gli altri se ne sono accorti, e sono stato costretto a scappare e a nascondermi».
«Ti sentivi onnipotente? Non sai che onnipotente è solo Dio?».
«Hai ragione, ragazzo! Ma tutto quel denaro, tutto quello che mi potevo permettere di fare con quel denaro, mi ha tolto la ragione!».
«Voi grandi pensate sempre che con la ricchezza e il denaro potete risolvere tutte le questioni».
«Sei un bambino, tu! Cosa vuoi capirne di queste cose?».
«Intanto, capisco che a te il denaro ti ha messo in un bel guaio, per via della tua smodata smania di ricchezza e di potere. Avresti dovuto accontentarti del tuo e non prendere altro denaro, che serviva per altre cose».
«È vero, non avrei dovuto fare quello che ho fatto». E subito aggiunge, con tono implorante: «Ma non voglio essere lapidato per questo… Non voglio morire!».
«Allora, restituisci i soldi che hai preso e chiedi perdono al popolo. Sono sicuro che la gente capirà».
«Non capisci: vogliono lapidarmi. Arrestano e condannano gli innocenti, figurati che faranno a me!».
«Proprio a me dici questo?».
«Cioè?».
«Lascia stare, capirai tra una trentina d’anni quello che voglio dire. Ora, però, ti dico che se ti penti di quello che hai fatto, e riparerai al peccato che hai commesso, chi ti potrà condannare? Certo, dovrai scontare ciò che hai fatto: assumiti sinceramente le tue responsabilità, e paga il giusto per le tue colpe. Ma sono certo che di fronte al pentimento sincero, capiranno. Ripeto: sincero! Del resto, anche io faccio così quando faccio arrabbiare mia madre o mio padre».
«Dici?».
Gesù annuisce con un movimento del capo. E, poi, fa un grande sorriso all’uomo, che, commosso dal candore di quel bambino, comincia a piangere, avendo compreso di aver agito molto male.
«Sono pentito, ragazzo. Ho sbagliato a comportarmi in quel modo. Farò come dici tu. E speriamo che capiranno».
«Vai… Però non farlo più, mi raccomando!».
Così, l’uomo se ne ritorna verso il tempio, per affrontare il giudizio e ammettere le proprie responsabilità.
Da dentro, Giovanni grida al cugino: «Insomma, Gesù, ti sbrighi o no a rientrare? Stiamo aspettando te per cominciare a mangiare».
«Eccomi, arrivo. Stavo facendo una cosa», dice il ragazzo, rientrando in casa e richiudendo la porta alle sue spalle.
«Cosa?», scrive Zaccaria in un angolino della sua tavoletta.
«Dopo ti racconto, zio».
E, così, tutti e sei siedono a tavola e cominciano il loro pranzo di festa, tra risate e gioia.
[Album Fotografico] Premiazione Ri-Clicca il Presepe
Foto Rosalba Rosati
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