Relazione prof. Niels Henrik Gregersen, docente di teologia sistematica presso l’Università di Copenhagen
https://www.youtube.com/watch?v=swPnTkv7sL8
Relazione prof. Niels Henrik Gregersen, docente di teologia sistematica presso l’Università di Copenhagen
https://www.youtube.com/watch?v=swPnTkv7sL8
https://youtu.be/8UUfVd0Z2HQ
https://youtu.be/ozU1OEOBjto
“Il mondo digitale promuova dialogo, solidarietà e pace”
Il vescovo Gerardo benedice la pastorale della comunicazione
Ilaria Paolisso
“La pastorale della comunicazione, che genera comunione ed educa alla fede, ci faccia progredire verso il mistero luminoso di Cristo”. Queste le parole che il vescovo, mons. Gerardo Antonazzo, ha rivolto agli operatori della Pastorale Digitale ed alla intera redazione della pagina diocesana di “Avvenire”,durante la santa messa celebrata a Sora, sabato 28 novembre, alle ore 19.30, presso la Chiesa di Santa Maria Porta Coeli. Una celebrazione intensa e sentita rivolta, in particolare, ai volontari impegnati sul fronte della comunicazione della Diocesi di Sora, Cassino, Aquino e Pontecorvo. Emozionante il momento della benedizione di tutti gli strumenti digitali, “mezzi della comunicazione per diffondere nel mondo la pace e la speranza della Buona Novella di Cristo”.
Non a caso il vescovo Gerardo ha voluto celebrare la messa per lo staff della “Pastorale Digitale” e per quello di “Avvenire”, proprio la prima domenica di Avvento, tempo di attesa ed inizio del nuovo anno liturgico. “L’operato della Pastorale della comunicazione, in tutti i suoi settori, non serve per mettere in rete ma in comunione la vita della Chiesa. Mettiamoci al servizio della comunità, della comunione e dell’evangelizzazione” ha detto mons. Gerardo Antonazzo nel corso dell’omelia. Una concelebrazione densa di contenuti, presieduta dal Vescovo diocesano ed officiata con don Alessandro Rea, responsabile della comunicazione diocesana e con don Vittorio Ricci, parroco di S. Maria Porta Coeli. Il coro della stessa parrocchia ha arricchito la suggestiva concelebrazione. Tutti i collaboratori della innovativa iniziativa hanno potuto condividere un momento di preghiera, di riflessione e di comunione. Tutte le varie zone della Diocesi erano rappresentate. Molti i visi che si sono ritrovati insieme per la prima volta, intorno all’altare che unisce. Molti avevano tra le mani gli “strumenti tecnici” della comunicazione, sia tradizionale che moderna: macchine fotografiche,cellulari, tablet, iPad, penne e taccuini. Poi tutti insieme, per un corale ed allegro incontro di amicizia. Sono seguite le conoscenze dirette delle “firme” e le reciproche strette di mano hanno fatto da cornice ad un evento che si ripeterà certamente. Qui le “firme” sono diventate volti, voci, anima ed entusiasmo. Perchè tutti i partecipanti credono fermamente in questo progetto di servizio e di crescita. L’innovativa attività della Pastorale Digitale, che ha preso il via nel maggio 2014, è andata sempre più incrementandosi a partire sia dal “restyling” del sito internet diocesano che dalla straordinaria cura dei social network, Facebook, Twitter e da poco anche Instagramm. Tante le attività realizzate dagli oltre 50 membri dello staff, tra le quali i concorsi: “Clicca il presepe…mi piace e condivido” e “Clicca l’infiorata”, senza dimenticare le dirette streaming dei più importanti appuntamenti diocesani. Un cammino importante sulla strada della crescita spirituale e professionale per questi volontari che quotidianamente raccontano, con attenzione e serietà, la vita della Diocesi di Sora, Cassino, Aquino, Pontecorvo.
Foto di Gianna Reale
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giacomo galeazzi
ROMA
“Io, leader islamico difendo i canti di Natale a scuola”
Rifat Aripen, coordinatore delle associazioni musulmane: «I simboli non si vietano, sermoni in italiano in moschea»
Nelle scuole si celebra il Natale e la festa porta con sé i simboli della tradizione di ogni Paese: dovrebbe essere un’occasione di integrazione
«È sbagliato vietare a scuola i canti religiosi del Natale». Lo dice forte e chiaro, Rifat Aripen, originario del Bangladesh e coordinatore delle associazioni islamiche nel Lazio. «In Bangladesh noi musulmani siamo il 90% della popolazione, ma il 25 dicembre è festa nazionale», spiega il responsabile culturale dell’Associazione culturale islamica in Italia. È «un messaggio negativo e diseducativo» proibire in classe le celebrazioni e tradizioni natalizie come ha fatto il preside dell’Istituto Garofani di Rozzano per «non creare imbarazzo o disagio ai genitori di bambini stranieri e alunni non cristiani». Le radici «vanno tutelate».
I canti natalizi nelle scuole imbarazzano l’Islam in Italia?
«No. Osservare usi e costumi non rappresenta una minaccia per i non cristiani. C’è una grande ignoranza nel considerare il mondo musulmano un’unità indistinta. L’Islam è composto da tanti paesi e da differenti culture. Ogni nazione ha fatto il proprio percorso. La religione islamica, che è il terreno comune a tutti questi paesi, non ha nulla in contrario al rispetto delle tradizioni altrui».
Solo in Europa o ovunque?
«L’Islam non si oppone alle feste tradizionali delle altre religioni e predica massimo rispetto per il cristianesimo e l’ebraismo. Per noi non c’è nulla di male nei canti natalizi in classe. Da studente nelle scuole superiori italiane ho sempre fatto il presepe con i miei compagni e fino all’ultimo anno del liceo ho preso parte all’ora di religione. Erroneamente si identifica l’ortodossia islamica con la corrente wahabita o col pensiero salafita magari perché le offerte per costruire una moschea in Europa arrivano dall’Arabia Saudita. Ma non è così. Scontiamo la mancanza di conoscenza di ciò che siamo. Il caso di questi giorni a Rozzano è emblematico».
Da cosa deriva l’equivoco?
«Chi ha idee chiare e conosce le realtà rispetta l’altro, chi è ignorante non ha rispetto per nessuno. È una follia proporre la chiusura di moschee e associazioni culturali islamiche, sono luoghi per diffondere conoscenza e dialogo. L’oppressione è controproducente ai fini dell’integrazione e dell’armonia. È un grave errore confinarsi su posizioni difensive. Gli immigrati di prima generazione non partecipano a conferenze o manifestazioni però in moschea vengono. È lì che possiamo impegnarci per far crescere il rispetto e l’integrazione. Chiudere le moschee è dannoso rispetto all’obiettivo comune, cioè alimentare la conoscenza e uscire dall’ignoranza reciproca».
E il sermone in italiano?
«E’ giusto predicare in italiano, siamo favorevoli a questa svolta. Molte persone che frequentano le moschee non parlano arabo. La comunità dei fedeli è composta da decine di nazionalità e la lingua comune per la maggioranza di noi non è l’arabo né l’inglese, bensì l’italiano. Per l’Islam non è un problema ma un’opportunità che il sermone venga tradotto dall’arabo in italiano, anche perché non è in un’occasione pubblica che avviene la predicazione dei seminatori d’oro che hanno piuttosto nell Web i loro canali di indottrinamento. Farsi capire da tutti è questione di rispetto».
Perché vietare un simbolo?
«Non ha senso. Il Natale è simbolo di una civiltà prima che di una religione. In Italia e in Europa la civiltà cristiana ha radici profonde che vanno rispettate e negarle significa non conoscere la storia e chiudere gli occhi davanti alla realtà. Il Natale è simbolo anche per un agnostico e i simboli non danneggiano nessuno. Un uomo è uomo prima di essere musulmano, cristiano o ebreo. Nessuno sano di mente lo ignora. E condannare le stragi di Parigi è un assoluto dovere di ogni essere umano».
Pontificia Universitas Antonianum
L’orientamento a tema è un percorso didattico articolato in tre moduli, fruibili nelle modalità e-learning e, su richiesta degli interessati, frontale: rivolto a enti e persone, mira ad avvicinare i futuri studenti a un percorso di studio prestigioso, ispirato agli esiti della ricerca internazionale in merito alle attuali problematiche globali.
L’orientamento a tema consente, inoltre, di condividere quella cultura accademica promossa dalla Pontificia Università Antonianum nel sentiero della valorizzazione della tradizione francescana e nel perseguimento dell’eccellenza e della qualità.
Nel corso dell’anno accademico 2015-2016, insieme ad altre risorse video sugli argomenti affrontati nell’ambito dei progetti di ricerca della Pontificia Università Antonianum, saranno resi disponibili due percorsi didattici sui temi Ecologia e responsabilità globale verso l’ambiente e Diritti della persona: uguaglianza in dignità e valore dei diritti umani, analizzati da tre diverse prospettive grazie ai moduli filosofico-teologico, giuridico e di approfondimento dello status quaestionis sul piano della ricerca internazionale.
Su richiesta degli enti interessati sarà possibile approfondire il tema scelto con una visita alla sede romana della Pontificia Università Antonianum e la partecipazione a una lezione universitaria sull’argomento.
Contatti
Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Ufficio per la Promozione e lo Sviluppo all’indirizzo sviluppo@antonianum.eu.
http://www.antonianum.eu/it/orientamento/orientamento_a_tema
Domani 20 e sabato 21 novembre, a Torino si terrà sotto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che vedrà coinvolto lo stesso Premier Italiano Matteo Renzi, l’Italian Digital Day.
Cosa sia l’Italian Digital Day, ve lo raccontiamo brevemente con le stesse parole usate dal Presidente del Consiglio dei Ministri: “L’innovazione digitale è una priorità. Nel primo anno e mezzo di vita del governo la priorità è stata il salvataggio dell’industria manifatturiera: 43 crisi aperte, un lavoro per far passare dal segno meno al segno più tutti i principali indicatori. Questa prima fase, portare l’Italia fuori dalle sabbie mobili, possiamo considerarla una missione compiuta. Il passaggio successivo è quello di riuscire a definire, a declinare i nuovi paradigmi dell’investimento manifatturiero. E’ ciò che il governo sta facendo in sinergia con tutti i ministeri per tenere assieme assieme non solo l’industria 4.0, ma anche tutte le partite collegate. Ricerca, sviluppo, innovazione, capitale umano chiamano anche un piano per la banda ultra larga, un intervento sulla nuova imprenditorialità, un piano per l’alternanza scuola lavoro. Insomma un percorso di digitalizzazione che non si limiti ad usare i nuovi strumenti informatici, ma a definire un nuovo modello sociale e produttivo. Sono certo che ce la faremo”. (Matteo Renzi)
In questo evento, importantissimo dirlo, anche la Città di Sora e la nostra Diocesi, saranno presente personalmente con il Digital Champion del nostro territorio. Ida Meglio, membro del Team di Pastorale Digitale, non solo in veste di associata volontaria dell’associazione voluta dal Digital Italiano Riccardo Luna, porterà un piccolo pezzo della nostra città, anche con la sua startup sociale, Sociallending, come esempio di innovazione sociale e digitale, che prende anche le mosse dai principi di solidarietà e bene comune presenti nella Dottrina Sociale della Chiesa e fortemente ribaditi nell’ultima Enciclica Sociale di Papa Francesco, quando traccia i principi della così detta Economia della Condivisione. L’associazione di promozione sociale e digitale Sociallending, attiva nel campo della Economia Collaborativa e del crowdfunding ( raccolta fondi dalla folla) basato sul prestito sociale, attraverso il suo progetto, vuole ridare una piccola speranza a tutti quei giovani, che a causa della mancanza di un piccolo e giusto sostegno economico, non possono realizzare le proprie idee su cui costruire soprattutto il loro futuro occupazionale, visto il dilagante fenomeno della disoccupazione giovanile. Per questo, sabato 21 novembre, in diretta radiofonica su Radio 105 e dalla Reggia di Venaria, dove si terrà appunto l’Italian Digital Day, Ida lancerà il suo progetto di raccolta fondi tramite web, presente sulla piattaforma di Telecom Italia, WithYouWeDo; per sostenerla e sostenere così un progetto di innovazione sociale e di solidarietà, da venerdì è possibile votare SociallendingItalia sul sito web http://www.105.net/sondaggi/187151/105-SMART-UP–la-sfida.html e sabato mattina dalle 12 alle 14 è possibile votare SociallendingItalia via SMS al 3424115105 su Radio 105.
Sul sito della Pastorale Digitale è stata aggiornata l’immagine di sfondo delle pagine sostituendola con la bellissima foto di Tonino Bernardelli.
Di seguito riportiamo un importante evento organizzato dalla Pontificia Universitas Antonianum a cui la Pastorale Digitale sarà presente e che vuole promuovere.
Lunedì 23 novembre 2015, alle ore 16:30, si terrà la presentazione del volume di Chiara Codazzi Chiara Ricci tra storia e memoria: storiografia sulla fondatrice delle francescane angeline, edito dalle Edizioni Antonianum.
Nel corso dell’incontro, moderato dal prof. Giuseppe Buffon, interverranno i proff. Salvatore Barbagallo, Preside dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Pontificia Università Antonianum, Luca Bianchi, Preside dell’Istituto Francescano di Spiritualità della stessa Università, Stefania Bartoloni e Grazia Loparco.
Visualizza il programma della presentazione.