Daily Archives : 1 agosto 2017

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La benedizione delle Madonnine di Anna e Franco

Il giorno 26 maggio 2017, il Parroco Don Antonio Di Lorenzo si è recato a benedire le Madonnine di Anna e Serafino.

Anna e Franco Serafini attendevano con gioia da tempo che il Parroco Don Antonio andasse presso la loro abitazione per fargli benedire le Madonnine acquistate negli anni, così il giorno 26 Maggio hanno visto realizzato il loro sogno.

Tanti sono stati gli amici presenti alla Santa Messa, alla benedizione e dopo al rinfresco offerto da Anna.

Tutto ciò si è svolto in località San Sosio, della Parrocchia Di Santa Maria di Civita in Arpino.

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Gianna Reale

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Il Serpente Prudente – “La Semplicità”

n. 37 (31/07/2017)

“La semplicità”

Qualche domenica fa la liturgia della parola prevedeva come lettura evangelica il brano di Matteo (11, 25-27) nel quale Gesù si esprime in questo modo: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».

Si tratta di concetti che meritano una riflessione, dal momento che mettono in campo questioni piuttosto interessanti sul rapporto tra la fede e la conoscenza. Infatti, sembrerebbe quasi che le parole di Gesù tradiscono una certa ostilità nei confronti degli intellettuali e di quanti desiderino attingere alla sapienza e alla conoscenza. A mio parere, le cose stanno in maniera molto diversa.

Innanzitutto bisogna contestualizzare l’episodio in cui Gesù fa queste affermazioni apparentemente “anti intellettuali”. Infatti, poco prima, c’è l’episodio in cui Giovanni invia alcuni suoi discepoli da Gesù, affinché costoro gli chiedano: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?». Al che Gesù risponde loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: i ciechi recuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me».

È evidente che Giovanni – che tempo prima aveva incontrato Gesù, quasi opponendosi alla sua richiesta di essere battezzato – non poteva non sapere che “colui che deve venire” fosse proprio suo cugino! Perciò, l’invio dei discepoli con quella precisa richiesta, si spiega nel senso che Giovanni vuole che siano proprio essi ad apprendere dal diretto interessato la sua natura messianica (il che fa pendant con il ruolo di precursore che al momento giusto esce dalla scena per far posto al vero protagonista della storia).

Subito dopo, Gesù dice che Giovanni è anche più di un profeta, è il messaggero che preparerà davanti a lui la via: «In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

Dunque, poniamo un punto fermo: un profeta è sicuramente un uomo di fede, ma è anche un uomo di sapienza e di conoscenza. Tuttavia, tutto ciò non basta a garantirgli di essere il numero uno nel regno dei cieli, poiché il giusto atteggiamento per passare davanti anche a Giovanni nel regno dei cieli è quello della semplicità.

Ma proseguiamo. Il racconto di Matteo, dopo le parole su Giovanni va avanti, fornendo ulteriori indizi: «Allora si mise a rimproverare le città nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli, perché non si erano convertite: “Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. Perché, se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, gia da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere. Ebbene io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una sorte meno dura della vostra. E tu, Cafarnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se in Sòdoma fossero avvenuti i miracoli compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe! Ebbene io vi dico: Nel giorno del giudizio avrà una sorte meno dura della tua!”».

Punto secondo: l’atteggiamento della semplicità quasi fanciullesca include una componente di riconoscenza e stupore tanto nei confronti dei doni della fede e della conoscenza, quanto nel senso complessivo del rapporto con Dio e con il prossimo.

Non sembra azzardato dire che la vera conoscenza e la vera fede non solo non si escludono vicendevolmente, bensì sono una parte sostanziale dell’altra: entrambe, se autenticamente vissute, sono necessarie per vivere con quell’atteggiamento di semplicità (che non è né inconsapevole e acritica accettazione, né passiva dabbenaggine), che Gesù loda.

La conoscenza che è invece di ostacolo alla fede è quella che si sostanzia di saccenza e presunzione, caratteristiche tipiche del vero fariseo, quali ce ne sono tanti anche oggi. Esemplare è l’episodio in cui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani chiedono a Gesù: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

La semplice risposta di Gesù zittisce i “sapienti” sacerdoti, che pure di conoscenza libresca ne avevano da vendere. Un po’ come gli intellettuali (o sedicenti tali) dei nostri giorni, che sanno dare opinioni su tutto e tutti, sparlano a sproposito di ogni cosa, cercando sempre di affermare una loro superiorità morale, mettendo spesso la verità in un angolo. Quello condannato da Gesù è l’uso sleale della ragione, perché si pone su un piano di mediocrità, tanto da risultare inutile per il mondo e per il cielo. Gesù infatti chiede un impegno (anche intellettuale) che sia innanzitutto un superamento della mediocrità e della superficialità («Chi si mette all’aratro e poi si volta indietro non è adatto per il regno di Dio», Lc 9, 62). È un monito che vale per il cristiano ma anche per il laico.

Non a caso, anche tra i laici autenticamente impegnati in un umanesimo che “rivoluzioni” veramente il mondo e la società umana, il messaggio non è tanto dissimile. Si legga per esempio il gustosissimo Romanzo dei tui (di recente edizione), purtroppo incompiuto, satira impietosa del cattivo uso dell’intelletto che fanno gli stessi intellettuali. E si rilegga quello che diceva uno scrittore del calibro di Pier Paolo Pasolini: «Il tipo di persone che amo di gran lunga di più sono le persone che possibilmente non abbiano fatto neanche la quarta elementare, cioè le persone assolutamente semplici […]. Non lo dico per retorica, lo dico perché la cultura piccolo-borghese è qualcosa che porta sempre della corruzione, delle impurezze, mentre un analfabeta, uno che ha fatto solo i primi anni delle elementari, ha sempre una certa grazia che poi va perduta attraverso la cultura. Poi la si ritrova ad un altissimo grado di cultura, ma la cultura media è sempre corruttrice».

Vincenzo Ruggiero Perrino

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copertina

Benedizione del drappo del gonfalone di Arpino 2017

Con la benedizione del drappo si è dato inizio alla 47′ edizione del “Gonfalone di Arpino”.

Il giorno 23 Luglio 2017, nella Chiesa di San Michele (grazie al Parroco Padre Juan) , è stato presentato e benedetto il drappo del ”GONFALONE DI ARPINO 2017”, di seguito i presidenti delle Associazioni delle CONTRADE e dei QUARTIERI in gara, hanno fatto il giuramento di ”fedelta’ ” verso la propria contrada, il proprio quartiere e verso la rappresentazione del Gonfalone, di seguito uscendo in nella piazza antistante la Chiesa, c’è stata la premiazione della ”coppia più bella”.

Ogni anno il drappo viene realizzato da un’artista diverso, quest’anno lo hanno realizzato due ragazzi del ”LICEO ARTISTICO A. VALENTE” di SORA, e sono: ALESSIA PISANI, 4C sez. design moda e RICCARDO ROSSINI, 4B sez. arti figurative.

Uno dei più belli tra quelli realizzati fin ora, rappresenta a tuttotondo il Gonfalone e Arpino: Alessia ha realizzato il cielo con il frastuono delle bandiere, con dei piccoli pezzi di stoffa colorata (come le bandiere delle contrade e dei quartieri), e la ”via latina”, con i grandi massi di pietra; Riccardo ha realizzato il simbolo raffigurato sullo stemma del paese di Arpino,”la fontana dell’aquila”, e per finire le figure, rappresentate in veste ciociara nel giorno del Gonfalone.

Il drappo misura 110×70, realizzato su di un pezzo di tela antica, usati anche colori acrilici, gesso, colla e stoffe varie.

Il Gonfalone è una gara tra Contrade e Quartieri, e molto altro… Si inizia con la benedizione del drappo per continuare con le sagre, che si tengono ognuna nel proprio quartiere o contrada, poi si organizzano varie serate come gli ”angoli caratteristici e antichi mestieri”, con i quali contrade e quartieri ripropongono i vecchi mestieri e le vecchie usanze,  condito sempre con angoli dove si può degustare prelibatezze varie… il tutto culmina con le gare che si tengono di regola nel fine settimana dopo quello dell’Assunta (che poi è la festa principale ad Arpino).

Le varie sagre sono: CONTRADA VIGNEPIANE, GIORNO 29 LUGLIO, TAGLIERINI ASPARAGI E PANCETTA; CONTRADA COLLECARINO, 2 AGOSTO, PAPPARDELLE AL CINGHIALE; QUARTIERE ARCO, 6 AGOSTO, FETTUCCINE FUNGHI PORCINI E TARTUFO; CONTRADA VALLONE, 7 AGOSTO, GNOCCHI; CONTRADA VUOTTI, 9 AGOSTO, STROZZAPRETI ALLA CIOCIARA CON TANNI E SALSICCIA; QUARTIERE PONTE, 11 AGOSTO, SAGNE E FAGIOLI; QUARTIRE CIVITA FALCONARA, 12 AGOSTO, FINI FINI AL POMODORO. Tutte vengono fatte in serata.

Gli ”angoli caratteristici e antichi mestieri” sono in calendario il giorno 18 Agosto alle ore 18, e i temi sono: CIVITA FALCONARA ”LE BOTTEGHE ARTIGIANALI NEL QUARTIERE”; CONTRADA COLLECARINO ” ‘L’ARA’ LUOGO DI LAVORO E DI FESTA”; VIGNEPIANE ”L’ARTE DELLA MASCALCIA SECONDO LA TRADIZIONE ITALIANA”; ARCO ”LA BOTTEGA DEL CONTADINO”; VUOTTI ”LA CAMERA DA LETTO”; PONTE ”GLIE’ TABBACC”; VALLONE ”1850:STORIE DI UOMINI E DONNE CORAGGIOSI”. Nella stessa serata ci sarà anche il ”premio speciale BALLETTO CIOCIARO” ed il Grande concerto per il Gonfalone.

Il Giorno 19 Agosto dalle ore 18.00 ci saranno le gare ”CORSA DEGLI ASINI” E ”TIRO ALLA FUNE”; mentre nel giorno 20 agosto alle ore 16 inizierà il tutto alle ore 16.00 con il ”CORTEO STORICO” ed ”IL BALLETTO DELLA CANNATA”, e a seguire tutte le altre gare: CORSA CON LA CARIOLA; CORSA CON LA CANNATA; CORSA CON I SACCHI; CORSA DELLA STAFFETTA; a fine serata ci sarà la premiazione e l’assegnazione dell’ambito ”DRAPPO”.

Passando per le strade, anche limitrofe al paese di Arpino, è sovente incontrare gruppi di ragazzi che si allenano per le gare, e non solo durante i giorni del palio, ma sempre, partecipanti al Gonfalone si allenano durante tutto l’anno, infatti al termine della premiazione già la mente vola all’anno successivo. Naturalmente i quartieri e le contrade che partecipano quest’anno non sono gli unici presenti ad Arpino, ma per varie ragioni, non tutti partecipano sempre.

Un grazie va a tutti coloro che da ormai 47 anni fanno volare alto il paese di Arpino mantenendo vive queste bellissime tradizioni. Naturalmente Arpino non è solo ”Gonfalone”, ma ci sono eventi bellissimi durante tutto l’anno.

Gianna Reale

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