Monthly Archives : settembre 2016

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Auricolari sport da Aukey – LA NOSTRA RECENSIONE!

Fare sport, lavorare in ufficio o semplicemente rilassarsi ascoltando della buona musica non è sempre possibile. Ecco allora in vostro soccorso l’auricolare Aukey EP-B4 V4.1. Un dispositivo perfetto e affidabile in grado di offrire ottime prestazioni.

ALL’INTERNO DELLA CONFEZIONE

Nella confezione consegnata troviamo:

  • AUKEY EP-B4 auricolare sport bluetooth
  • Manuale istruzioni
  • Cavo di ricarica USB
  • Ear bud (auricolare con due ear bud dimensione media)
  • Ear hook (auricolare con due ear hook dimensione media)
  • Borsa di Flanella
  • Scheda per garanzia

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MODALITA’ DI UTILIZZO

Uno strumento utilizzabile con estrema semplicità. Ideale per la visione di film, per ascoltare brani musicali e per ogni altra forma di intrattenimento. Compatibile con una miriade di dispositivi come tablet, smartphone, lettori MP3 e Bluetooth.71lwitorwwl-_sl1500_

Solitamente queste tipologie di prodotti non spiccano per elevate qualità sonore, ma si punta soprattutto sul fattore estetico e comfort di utilizzo! In questo caso le carte in tavola sono ben diverse, grazie all’eco tecnologia di riduzione del rumore la qualità audio di questo prodotto raggiunge livelli pari a dispositivi più blasonati, e di fascia di prezzo sicuramente superiore! Questi auricolari, oltre ad essere comodi, vantano di una alta resistenza al sudore, così da non creare problemi nel caso di lunghe corse!71h-n2zzfwl-_sl1500_

CONCLUSIONI

Il prodotto analizzato presenta senza dubbio alcuni aspetti positivi. Dalla soddisfacente potenza sonora, al totale isolamento con l’ambiente esterno passando per la stabilità ed il buon rapporto qualità-prezzo (€ 18,99). Da aggiungere anche la batteria che offre una durata d’uso prolungata fino a 5 ore di conversazione e più di 170 in standby.


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Cuffie con controlli touch da Aukey – LA NOSTRA RECENSIONE!

Cerchi un paio di cuffie all’avanguardia e comode? La soluzione è su un piatto d’argento. Le cuffie Wireless Aukey sono ideali per soddisfare tali esigenze. Uno strumento poliedrico. Sensibile al tocco con annesso microfono e compatibile con tablet, smartphone, iPad, iPhone e Samsung.

 

ALL’INTERNO DELLA CONFEZIONE

Nella confezione consegnata troviamo:

  • Cuffie Aukey Wireless EP-B18
  • Cavo di ricarica USB
  • Cavo Aux (3.5 mm)
  • Carta di Garanzia (durata 24 mesi)
  • Manuale d’Istruzione

ASPETTI POSITIVI

Con la tecnologia Bluetooth 4.0 si può utilizzare lo strumento senza il cavo e si può ricevere una chiamata senza dover prendere tra le mani il telefono o il tablet.615xd144h0l-_sl1500_

L’audio risulta molto buono, esso vanta infatti di ottimi alti medi e bassi, questo anche grazie alla tecnologia di cancellazione rumore CVC. Essendo questo prodotto dotato di microfono, l’interlocutore mi sentiva molto bene, assolutamente soddisfatto!71yiql7jukl-_sl1500_ Queste cuffie possono essere connesse anche tramite cavo AUX, ma in questo caso la resa sonora sarà sicuramente minore, ma comunque nulla di trascendentale!61nibpao8l-_sl1500_ La portabilità? Fattore indiscutibile, infatti queste cuffie di Aukey possono “chiudersi” riducendo internamente le zone laterali, manca a tal proposito però un spacchettino per agevolarne il trasposto!61sz9vusygl-_sl1500_

Il peso risulta molto agevolante e pari a 181 gr.

Sul lato del dispositivo sensibili al tocco è presente il tasto di accensione, il quale si illumina di vari colori per evidenziare lo stato di paring e di ricarica! Altro fattore da non sottovalutare è la possibilità di collegare due dispositivi contemporaneamente, senza scollegarne uno per un’altra connessione!

CONCLUSIONI

E’ possibile ascoltare comodamente e a lungo la musica grazie ai cuscinetti morbidi. L’autonomia delle cuffie ammonta ad un massimo di 10 ore con una ricarica di 2 ore. Il livello aumenta (circa 200 ore) con il dispositivo in modalità standby. Il prezzo (€ 28,99) coincide con l’ottima qualità del prodotto.


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Speaker Bluetooth P2 da SoundPEATS – LA NOSTRA RECENSIONE

Lo Speaker SoundPEATS Bluetooth è lo strumento perfetto per ascoltare della buona musica all’aperto, vantando esso di buon suono ed ottima portabilità!

All”interno della confezione

Nella confezione consegnata troviamo:

  • Altoparlante SoundPEATS P2 Bluetooth
  • Manuale con istruzioni (garanzia di 12 mesi)
  • Cavo di ricarica
  • Cavo (3.5 mm)

Aspetti positivi

Design estremamente originale dalla forma quadrangolare, con tasti funzione posti in alto.71lx15qif7l-_sl1500_

Durata della batteria elevata: circa cinque ore con due di ricarica. Compatibile con uscita classica USB. Lo speaker è impermeabile, antiurto e antipolvere grazie alla certificazione IP65. Collegabile inoltre con iPad, smartphone, iPad ed altri dispositivi abilitati per Bluetooth.813p0-5d-pl-_sl1500_

Il suono risulta abbastanza buono, bene i medi, discreti gli alti e i bassi; il microfono invece svolge un lavoro egregio, l’interlocutore mi sentiva davvero molto bene senza alcun rimbombo o riverbero di sorta!71h-3ry43l-_sl1500_

Nella zona inferiore inoltre troviamo un foro per agganciare il dispositivo audio ad un treppiede o a vari supporti di questo tipo!

Caratteristiche tecniche

Bluetooth Profilo: HFP 1.6, 1.2 HSP, AVRCP 1.4, A2DP 1.2
Potenza di uscita: 5W
Frequenza: 160Hz-20KHz
Massima distanza per il funzionamento: fino a 33 piedi (10 m) in spazio aperto
Batteria: batteria al litio 2000mAh
Tempo di funzionamento: 8-10 ore
Tempo di ricarica: 3-4 ore
Dimensioni: (L * W * H): 3.86 x 3.54 x 1.97 pollici

Conclusioni

Consigliamo vivamente l’acquisto, soprattutto agli appassionati di musica. Solo il prezzo (€ 22,99) forse potrebbe risultare eccessivo, ma la qualità non si discute.


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Powerbank compatto 10050mAh da Lumsing – LA NOSTRA RECENSIONE!

Siete dei maniaci del design?

Lumsing ha pensato a voi realizzando un powerbank, nome in codice “206-1008-1054”, che spicca per qualità costruttiva e materiali.

Confezione e contenuto

La confezione è interamente realizzata in cartone riciclato e riciclabile.

Sul fronte troviamo solamente il badge della casa produttrice senza alcun riferimento scritto riguardo la tipologia del prodotto contenuto all’interno.

L’identificazione del caricatore (per gli appassionati di Lumsing) può comunque avvenire grazie a delle strisce tendenti al blu posto posteriormente ed anteriormente alla scatola.

Il contenuto è basilare ma essenziale, infatti troviamo:

  • Powerbank
  • Cavo per ricarica
  • Manuale utente
  • Lumsing user card

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La qualità del cavo è buona come da tradizione Lumsing e la sua lunghezza abbastanza importante consente un utilizzo più che soddisfacente.

Design e materiali

Come dichiarato precedentemente, il design di questo prodotto svolge un ruolo molto importante.

La maggior parte del powerbank è costruita in alluminio color oro satinato che rilascia un ottimo feedback visivo e tattile, in condizioni di luce perpendicolare al dispositivo, esso assume un colore rose-gold, simile agli smartphone dell’azienda californiana.51w2bxtjojl-_sl1000_

Le dimensioni sono abbastanza contenute, infatti risultano pari a 9,8 x 6,4 x 2,2 cm con un relativo peso di 82 gr.

Il corpo vanta di dual-edge che consente un’ottima impugnatura, fattore importante dato che questo caricatore è pensato principalmente per la portabilità.

Sul fronte troviamo la dicitura “Lumsing” e quattro led che indicano lo stato di carica.

Sul lato destro troviamo il tasto di accensione mentre della zona superiore sono presenti 2 uscite USB Type-A, un ingresso Micro-USB e un led che fa da torcia.611r5bx0nl-_sl1000_

Altro fattore da non sottovalutare per quanto riguarda il design è rappresentato dalle due bande poste ai lati del prodotto.

Caratteristiche e funzionalità

Lumsing dichiara una capacità di 10050 mAh ed io non posso che essere d’accordo con le specifiche precedentemente descritte.51ne1ihmk9l-_sl1000_

Questo powerbank vanta di un sistema di protezione multipla-CI il  cui scopo è quello di evitare sovraccarico, sovracorrente, corto circuito e surriscaldamento.61bqgs9bjel-_sl1000_

Le 2 uscite USB hanno un’output pari ad un massimo di 3.0 A (in dual-USB) con possibilità di riconoscere il dispositivo connesso in modo tale da offrire la migliore esperienza di uso possibile.61m3un5el-_sl1000_

Il caricatore portatile si ricarica in circa 6 ore con un tempo di vita dichiarato di 500 volte.

Conclusione

Consiglio vivamente l’acquisto di questo prodotto grazie alla sua compattezza, efficienza ed eleganza.

Potete acquistarlo su Amazon al costo di € 23,99.


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Supporto magnetico per auto da Aukey – LA NOSTRA RECENSIONE!

Perché comprare un supporto per automobili magnetico? Questa è la domanda che ci si porrebbe di fronte questo prodotto. La risposta, quasi scontata ma nel frattempo razionale, è questa: agevolare e facilitare l’ancoraggio e lo sgancio del proprio device dal supporto senza incorrere in situazioni spiacevoli come togliere entrambe le mani dal volante o distrarsi durante la guida (noi consigliamo di fermarsi per una eventuale interazione con il dispositivo!!!).

Avrà soddisfatto le nostre esigenze questo prodotto di Aukey? Scopriamolo insieme nella nostra recensione.

Confezione e contenuto

La confezione è interamente realizzata in cartone riciclabile e riciclato, sul quale possiamo apprezzare l’immagine stilizzata del prodotto con alcune caratteristiche che ricordano il brand e le caratteristiche.

All’interno troviamo:

  • supporto per auto
  • magnete circolare
  • piastra in metallo rettangolare
  • cartoncino per la garanzia20160915_130411423_ios

Design e materiali

Il prodotto è interamente realizzato in plastica rigida, simil-gomma, magnete circolare e piastra metallica con lato adesivo da apporre dietro il dispositivo. Il peso del supporto è relativamente contenuto (soli 9 gr) come le sue dimensioni (7,4 x 6,2 x 3,2 cm).61as4lfxs6l-_sl1500_

Come da tradizione Aukey, la qualità costruttiva è estremamente valida; sul retro è possibile vedere il morsetto a quattro poli e sul fronte ci sono 4 magneti ricoperti da una guaina che riporta la dicitura ”Aukey”.71ydc5kn6l-_sl1500_

 

Funzionamento

Il funzionamento è facile ed intuitivo, basta infatti posizionare la piastra metallica sul retro del nostro dispositivo (o tramite adesivo o, se non si vuole “sporcare” il corpo del device, posizionare la piastra tra dispositivo ed una eventuale cover), prendere la base formata dai 4 magneti e dai morsetti, inserirla nella bocchetta dell’aria e poggiarvi il dispositivo.61uomdyjnkl-_sl1500_

Una volta collegato, al telefono è comunque consentita la rotazione di 360 gradi indifferentemente dal posizionamento della base.81tfl9mc6sl-_sl1500_

Durante i  miei vari test, non ho riscontrato problematiche per quanto riguarda la stabilità e la facilità di utilizzo, sia con cellulare che con navigatore.

Conclusione

In risposta alla domanda inziale, la nostra risposta è assolutamente si!

Aukey con l’ HDC5 ci ha lasciati molto sorpresi dalla qualità costruttiva, dalla duttilità e dal suo prezzo modico!

Potete acquistarlo su Amazon al prezzo di € 7,99 con possibilità di spedizione gratuita per gli abbonati Prime.


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Udienza generale di Papa Francesco

Un nuovo Dicastero nella Chiesa: la “Segreteria per la Comunicazione”

Entra in vigore il 1° ottobre prossimo il nuovo Statuto con il quale Papa Francesco avvia la riforma delle comunicazioni sociali della Chiesa costituendo un nuovo Dicastero, la “Segreteria per la Comunicazione” che raggrupperà tutti gli Organismi finora attivi nei vari campi della comunicazione vaticana. Le premesse per questa “rivoluzione” Francesco le aveva messe già lo scorso anno con il Motu proprio “L’attuale contesto comunicativo” (27.06.2015) in cui preannunciava il riordino e la nuova conformazione delle comunicazioni nella Chiesa. E lo aveva fatto “dopo aver esaminato relazioni e studi, e ricevuto di recente lo studio di fattibilità, sentito il parere unanime del Consiglio dei Cardinali”. Non è un ghiribizzo, dunque, non è una decisione estemporanea, ma meditata e frutto di discernimento e consultazione di un Papa determinato.

Lo scorso 22 settembre è stato pubblicato lo “Statuto”,  approvato ad experimentum per tre anni, che regola il nuovo Dicastero, e formato di 5 capitoli e 19 articoli, l’ultimo dei quali è una norma transitoria, atta ad accompagnare il necessario tempo di riorganizzazione e di confluenza nell’unico corpo, di diversi Organismi: Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; Sala Stampa della Santa Sede; Servizio Internet Vaticano; Radio Vaticana; Centro Televisivo Vaticano; L’Osservatore Romano; Tipografia Vaticana; Servizio Fotografico; Libreria Editrice Vaticana. C’è, in questo elenco, tutta la storia della comunicazione vaticana, da quel lontanissimo 12 febbraio 1931, in cui Papa Pio XI, valendosi della “mirabile invenzione” di Guglielmo Marconi, indirizzò per la prima volta un radiomessaggio, preannuncio di Radio Vaticana, alle prime Commissioni istituite per “consulenza e revisione ecclesiastica dei films a soggetto religioso o morale” (1948) alla  Pontificia Commissione per il cinema, la radio e la televisione (1954), alle novità portate dal Concilio Vaticano II col documento Communio et progressio (1971) e, dal 1967, con la “Giornata mondiale delle comunicazioni sociali”, fino alle attuali modalità comunicative digitali. Sempre la Chiesa ha avuto un occhio attento a queste “meravigliose invenzioni tecniche”, come le chiamava già nel 1957 nell’ Enciclica Miranda Prorsus Pio XII, e aggiungeva che “benché frutti dell’ingegno e del lavoro umano, sono tuttavia doni di Dio, nostro creatore”.

Certamente i media della Chiesa universale oggi avevano bisogno di una mano riformatrice che li riordinasse sotto una direzione unitaria. E questo ha fatto Papa Francesco, partendo dall’osservazione dell’attuale contesto comunicativo, che definisce “caratterizzato dalla presenza e dallo sviluppo dei media digitali, dai fattori della convergenza e dell’interattività”, che richiede “un ripensamento del sistema informativo della Santa Sede”, e – dice nel Preambolo dello Statuto, “impegna ad una riorganizzazione che, valorizzando quanto nella storia si è sviluppato all’interno dell’assetto della comunicazione della Sede Apostolica, proceda verso una integrazione e gestione unitaria”.

E’ da ammirare questo modo di osservare la realtà, fare discernimento e, pur nel rispetto di quanto è stato fatto, guardare avanti ed essere aperti all’innovazione. Se non fosse così, la Chiesa rischierebbe di ritrovarsi assolutamente isolata e decontestualizzata dalla società, perdendo completamente le sue pecore e il “loro odore”, per dirlo con la metafora di Francesco.

Nel capitolo primo dello Statuto si definiscono natura e competenza della Segreteria della Comunicazione, sottolineando già nell’art. 1 §2, che l’intero sistema deve rispondere “in modo coerente alle necessità della missione evangelizzatrice della Chiesa”, e raccomandando l’unità con la Segreteria di Stato e la collaborazione con gli altri dicasteri.

Nel capitolo II si delinea la struttura del Dicastero, retta da un Prefetto, che “regge, dirige e sovraintende”, coadiuvato da un Segretario, e dai Membri, a cui si aggiungono i Consultori: tutti nominati ad quinquennium dal Papa. La Segreteria è articolata in cinque Direzioni paritetiche, ciascuna con un  proprio Direttore (sempre nominato ad quinquennium dal Pontefice): Affari Generali, Direzione Editoriale, Direzione della Sala Stampa della Santa Sede, Direzione Tecnologica, Direzione Teologico-Pastorale. I compiti delle singole Direzioni sono fissati nel Capitolo III. Il Capitolo IV tratta del Personale e degli Uffici, infine il Capitolo V, formato dall’art. 19, è la norma transitoria.

Alcune cose in particolare colpiscono: l’apertura a innovazioni tecniche e nuove forme di comunicazione possibili in futuro (v. art. 1 §3, art. 11 §2 e art. 9 §2); lo stile sinodale di confronto e collaborazione con altri dicasteri e organismi; l’attenzione costante alla dimensione universale della comunicazione della Santa Sede e al tempo stesso alle differenti condizioni di sviluppo delle Chiese particolari. C’è di che riflettere, davvero.

Che cosa la Chiesa Italiana e nello specifico noi della Pastorale Digitale della Chiesa particolare di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo possiamo far nostro e applicare di tante indicazioni della Chiesa universale? Ci sarebbe molto da dire, ma mi limito a due sottolineature, credo le più fondanti. Prima: tutto deve funzionare e concorrere a quella che è la missione evangelizzatrice della Chiesa. Questo è lo scopo principale che deve illuminare ogni notizia, ogni servizio informativo e giornalistico. Seconda: dobbiamo anche noi avere una “visione teologica della comunicazione a cui conformare il contenuto di ciò che si comunica” e quindi curare una formazione teologico-pastorale dei membri della Pastorale Digitale, attingendo anche a quelle “reti” che la Direzione Teologico-Pastorale della Segreteria intende tessere con le Chiese particolari e le associazioni attive nel campo della comunicazione (v. art. 12).

Riusciremo? Non so, ma con tutta umiltà dobbiamo lavorare per riuscire nell’intento. E saremo anche noi a “sensibilizzare il popolo cristiano affinché prenda coscienza dell’importanza dei mezzi di comunicazione, nella promozione del messaggio cristiano e del bene comune” (v. art. 12 §4).

Adriana Letta

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Il Serpente Prudente – “Le olimpiadi del privilegio”

n. 2 (26/09/2016)

Le olimpiadi del privilegio

La cronaca, nazionale e locale, sembra quasi monopolizzata da un argomento in particolare: l’“oltraggioso” rifiuto che il neo-sindaco di Roma (il termine “sindaca”, con il quale la Raggi indica se stessa, è un oltraggio alla lingua italiana) ha opposto alla proposta di organizzare nella capitale i giochi olimpici del 2024.

I motivi di “scandalo”, addotti da imprenditori, politici di parte avversa e rappresentanti del CONI (si vocifera che questi ultimi, certi che avrebbero “vinto” la battaglia e che fosse scelta Roma come città ospite, abbiano già speso non so quanti milioni di euro…) riguardano sostanzialmente aspetti economici. Pare, a loro dire, che, se si organizzassero le olimpiadi a Roma, si creerebbero una montagna di posti di lavoro, l’economia, capitolina e non, ripartirebbe alla grande, e ci sarebbero investimenti per miliardi di euro. Tutto questo al netto dei soldi che ci verrebbero dal flusso turistico che si azionerebbe quando i giochi poi si svolgerebbero. Insomma, un vero miracolo!

A margine si noti che solo in Italia poteva succedere che, per stabilire se candidarsi o meno ad ospitare i giochi olimpici – che nell’antichità erano considerati di tale sacralità da sospendere perfino le guerre, e da noi sono diventate nientemeno che l’unico sistema per far ripartire l’economia – la discussione degenerasse in tal modo, concentrando le riflessioni sempre e soltanto sul vile denaro e sviando l’attenzione da problemi ben più seri e ben più gravi. Ma tant’è…

Ora, non è oggetto di queste riflessioni entrare nel merito politico della scelta della Città di Roma. Ancora meno utile è parlare della risibile proposta di spostare i giochi olimpici nelle altre quattro città capoluogo laziali – ma vi immaginate la maratona fatta a Frosinone sul viadotto Biondi, che sono buoni tre anni che è inagibile, manco ci fosse precipitato sopra un meteorite? Però, restano ferme due cose importanti.

La prima: non è vero che per far ripartire Roma e in generale l’Italia bisogna organizzare eventi mastodontici. A Milano l’organizzazione dell’EXPO, non solo non ha fatto ripartire la città, ma ha anzi fatto venire alla luce intrallazzi e corruttele varie per una roba che è costata tantissimo e fatto rientrare pochissimo. Per non parlare delle cattedrali nel deserto che sono rimaste a carico dei milanesi per il tempo a venire.

La seconda: se veramente gli imprenditori e i politici avessero intenzione di creare tutti questi posti di lavoro, perché aspettare il 2024? Ci sono tante opere iniziate da tempi biblici – una su tutte la ormai mitologica Salerno-Reggio Calabria – la cui conclusione è ben più lontana del 2024!

In verità, l’Italia (e in maniera forse un po’ meno urgente l’Europa e il Resto del Mondo) ripatirà veramente solo in un caso: se tutti impareranno a cedere i piccoli e grandi privilegi ricevuti negli anni di vacche grasse e torneranno a sentirsi nuovamente parte di una collettività. Infatti, ora ciascuno chiede che vengano colpiti i privilegi altrui e non i propri. E le prediche sulla necessità di essere solidali provengono sempre da gruppi di potere che beneficiano di trattamenti di favore.

Ciò detto, la riflessione vera è un’altra, e, come spesso accade, taciuta anche dall’altra illustre classe di tuttologi italiani: i giornalisti. Tutti blaterano degli straordinari vantaggi (o svantaggi) economici legati alle olimpiadi, e alla figuraccia internazionale che abbiamo fatto nel rifiutarne l’organizzazione, ma nessuno si preoccupa di verificare qual è lo stato di salute dello sport, quello vero (quindi escludiamo il calcio, che oggi come oggi almeno nella gaia republichetta, non si può considerare più sport, bensì puro intrattenimento spettacolare, con un giro di denaro da fare invidia anche a zio Paperone).

Nessuno dice a nessuno che comuni, province e regioni (per tacere dello Stato) destinano sempre meno fondi per lo sport, e spesso ragazzi talentuosi e volenterosi sono costretti ad allenarsi in strutture precarie e mal attrezzate, o a dover sborsare fior di quattrini per poter praticare uno sport, e sognare magari una medaglia olimpica.

Su tutta la querelle torna utile ricordare l’ammonimento che leggiamo in Marco (12, 38-40): «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».

Se dipendesse da me, tuttavia, darei una condanna ancor più severa a quanti, per accidia e disinteresse, chiusi in un gretto individualismo e dimentichi di appartenere ad una collettività, quegli “scribi” li eleggono nei posti chiave dell’amministrazione, o permettono loro di pontificare riguardo a cosa sia giusto privilegiare da un punto di vista degli investimenti economici… E, cioè, a noi tutti, incapaci di farci amministrare da persone con qualche idea intelligente ed onesta, e di affidare le sorti dell’economia a imprenditori leali e scrupolosi e non accecati da una sete spasmodica di guadagno.

Vincenzo Ruggiero Perrino

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Presentazione di Pastorale Digitale sabato 24 settembre a Roma

Presentazione del libro Pastorale Digitale 2.0 di Riccardo Petricca a Roma presso la biblioteca Antonio Baldini di Roma Via Villa Sacchetti,5 (pressi Villa Borghese) in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.

L’evento, a sottolinearne l’importanza, è patrocinato dal Ministero dei beni Culturali ed è stato inserito all’interno delle Giornate Europee per il Patrimonio. Le Giornante Europee del Patrimonio, rappresentano la manifestazione promossa nel 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea con l’intento di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio in ambito culturale tra le Nazioni europee. Si tratta di un’occasione di straordinaria importanza per riaffermare il ruolo centrale della cultura nelle dinamiche della società italiana. All’iniziativa, com’è ormai tradizione, aderiscono anche moltissimi luoghi della cultura non statali tra musei civici, comuni, gallerie, fondazioni e associazioni private, costruendo un’offerta culturale estremamente variegata, con un calendario che spesso arriva a sfiorare i mille eventi. Uno straordinario racconto corale che rende bene l’idea della ricchezza e della dimensione “diffusa” del Patrimonio culturale nazionale: da quello più noto dei grandi musei, alle meno conosciute eccellenze che quasi ogni Paese può vantare e deve valorizzare. All’edizione dello scorso anno hanno partecipato oltre 380.000 persone.

Oltre l’autore e numerose personalità del mondo dell’arte e della cultura presenteranno il libro: l’ ing. Roberto Linetti, Provveditore per le Opere Pubbliche di Lazio, Abruzzo, Sardegna del Ministero Infrastrutture e Trasporti); l’ing. Claudio Baldani, funzionario della Soprintendenza ai Beni Architettonici di Roma; l’arch. Marco Silvestri, responsabile tecnico del  Pontificio Collegio Nord Americano di Roma; il  prof. Paolo Cancelli,  responsabile dello Sviluppo della Pontificia Università Antonianum.

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SACRA FAMIGLIA di Vincenzo Ruggiero Perrino – Episodio 9

SACRA FAMIGLIA

di Vincenzo Ruggiero Perrino

 

 

Episodio 9

Nazareth, anno 1 a. C.

I ragazzini di Nazareth sono usciti da scuola con un po’ di anticipo rispetto al consueto orario. Come accade generalmente in questi casi, facendo insieme un tratto di strada per tornare ciascuno a casa propria, cominciano a conversare tra loro, a gruppi di tre o quattro, di argomenti diversi.

Uno dei maschietti dice agli altri: «Spero tanto che mia madre abbia cucinato la zuppa di farro che mi piace tanto».

Gli replica un altro: «Farro? Non è meglio un po’ di pesce arrostito?».

«Non capite niente, voi due! Cosa c’è di meglio di un po’ di carne di pecora?», fa eco un altro ragazzo ancora.

«Voi pensate a mangiare», si inserisce nel discorso un altro ragazzino, «io invece penso che domani mattina il maestro vorrà sapere tutte quelle cose che ci ha spiegato oggi. E io non c’ho capito assolutamente nulla!».

«E cosa c’era da capire?».

«Se avevo capito cosa c’era da capire, avevo capito quello che diceva, no? E invece niente… proprio zero!».

«Vabbè, più tardi passa da casa e cerco di spiegarti io qualcosa!», propone quello ghiotto di carne di pecora.

«Cioè: io le regole della scuola proprio non le digerisco!», continua il primo.

«Beh, per forza! Sono sicuro che preferiresti mangiare più volentieri una bella zuppa di legumi!», chiosa quello che aveva annunciato a tutti che avrebbe mangiato il farro preparato dalla mamma.

«Ma finiscila! Io sono sicuro che i ragazzi romani ricevano un’educazione migliore. Non vedete che praticamente imparano tutto dai genitori? Mi capita spesso di vedere ragazzi romani della nostra stessa età che vanno con il padre al foro, e anche nelle processioni. Noi, invece, dietro a quel rimbambito del nostro maestro a imparare cosa? Il greco e la Legge!», continua l’altro.

«Come se la legge non la facessero i romani! Hai proprio ragione, amico mio!», conclude, con aria mogia, un altro.

Camminando camminando, anche le ragazzine chiacchierano tra loro.

Dice una: «Mia madre ha comprato un tessuto bellissimo al mercato, l’altro giorno. Ha detto che mi cucirà un vestito per la prossima primavera».

«Beata te! Io, invece, mi devo accontentare di riutilizzare le vesti che hanno già messo le mie sorelle più grandi», si lamenta un’altra.

«Ma, avete sentito cosa hanno detto di Rebecca?», chiede una terza ragazza, cambiando discorso.

«Rebecca, chi?».

«La promessa sposa di Achim, il figlio del rabbino Ioakim».

«Ah, Achim, quello che fa il pescatore?».

«Sì, proprio lui!».

«Quello è proprio un bel ragazzo!».

«Beh, e cosa si dice di Rebecca?».

«Che è scappata via con un altro, e nessuno sa dove sia andata. Si dice che i genitori di lei sono disperati e non escono per la vergogna, mentre il rabbino Ioakim prega affinché la ragazza riceva la giusta punizione per l’oltraggio che ha fatto alla promessa matrimoniale!».

«Che scandalo!».

D’un tratto, una voce propone a tutti gli altri, maschi e femmine:

«Ehi, voi tutti, ascoltatemi! Visto che è un po’ più presto del solito, e sicuramente ci vuole ancora un po’ prima che le nostre mamme abbiano finito di cucinare il pranzo, che ne dite di andare a fare un giro per la piazza?».

Tutti si voltano a vedere chi ha parlato. È stato Gesù, che oggi è privo della compagnia di Giovanni, rimasto a casa malato, e che finora era stato in silenzio ad ascoltare le chiacchiere degli altri. La proposta piace, e nell’esultanza generale, il gruppo di ragazzi e ragazze svolta per andare verso il centro del paese.

Giunti lì, tutti si accorgono di quanto chiassosa e confusa è la vita di una cittadina nella quale coabitano invasori e invasi: i romani si confondono agli ebrei; il latino si parla meno dell’aramaico e dell’ebraico, mentre quasi tutti sanno parlare greco; gli odori delle taverne invadono l’aria; di tanto in tanto bisogna scansare bighe e lettighe che corrono lungo la polverosa strada.

«Che confusione!», esclama una delle ragazze.

«Sapete, amici, non ero mai stato in piazza a quest’ora… e devo dire che non ci tornerò più, visto che confusione che c’è!», dice un altro.

«Ma no! Secondo me è bello vedere tutta questa gente intenta nelle proprie cose… Guarda che vitalità che c’è dappertutto!».

Mentre così discutono, accanto a loro passano due anziani: probabilmente sono marito e moglie, e sono molto vecchi. I ragazzi e le ragazze li seguono con lo sguardo, finché non si perdono nella folla.

«Visto quei due?», chiede uno.

«Già. Devono essere sposati da tanto tempo. Erano vecchissimi!».

«Io da vecchio sarò proprio come quello lì: con la barba lunga, e il bastone. Sarò un uomo importante!».

«Anche io diventerò la moglie di un uomo autorevole!».

«Ti immagini come saremo strani da vecchi?».

«Già: senza denti, con la vista corta, il bastone… Però, pieni di saggezza!».

«Gesù», chiede una bambina, «e tu come sarai da vecchio?».

Gesù assume un’espressione un po’ enigmatica, e poi dice:

«Amici miei, è da prima che vi sento fare tanti discorsi su quello che vi piacerebbe mangiare, oppure su quanto belli sono i vestiti che le vostre mamme vi vogliono cucire, o ancora su quanto siete in ansia per le lezioni a scuola. Io, invece, penso una cosa: e cioè che nella vita non bisogna affannarsi per che mangeremo o berremo, e neanche per quello che indosseremo; la vita stessa forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?».

Gli occhi di Gesù osservano il gruppo di amici, cogliendo in alcuni un po’ di contrariata perplessità.

«Però, mica possiamo restare digiuni, o andarcene in giro senza vesti?», fa notare uno di loro.

«Io non ho detto questo! Ho solo detto che non bisogna stare sempre lì a preoccuparsi per queste cose. Cioè: guardate gli uccelli. Quelli mica seminano, o mietono, o hanno i depositi dove ammassano la roba per mangiare; eppure il Signore nostro fa in modo che non restino digiuni».

«Ma, Gesù, noi mica siamo uccelli!».

«A maggior ragione! Io dico che, se il Signore provvede per gli uccelli, tanto più farà per noi, no? Non contano forse gli uomini e le donne più degli uccelli?».

«Però, prima lui ha detto una cosa giusta. Mica possiamo andarcene in giro nudi!», esclama un altro bambino.

«Sai che scandalo sarebbe!», si aggiunge una bambina.

 «Io non ho detto che dobbiamo andare in giro nudi. Ci mancherebbe! Ho detto che non bisogna affannarsi per i vestiti. Avete mai visto un fiore in un campo preoccuparsi dei suoi colori e dei suoi petali? Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro».

«Beh, in effetti, i fiori sono belli per natura!».

«Oh, bene! Ora, se Dio “veste” così l’erba del campo, che oggi c’è e domani già sarà secca e inutile, non farà assai più per tutti noi?».

«Allora, secondo te, che dobbiamo fare?».

Gesù fa uno dei suoi soliti sorrisi disarmanti e dice: «È molto semplice: non affannarsi preoccupandosi di cosa mangiare o di come vestire. Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Signore sa bene che dobbiamo mangiare e bere per vivere… E sa pure che non ce ne possiamo andare in giro nudi!».

Il ragazzo che poco prima era preoccupato per non aver capito la lezione a scuola, chiede:

«Ma lui lo sa che dobbiamo pure studiare?».

Tutti ridono.

«Certo che lo sa! Perciò, bisogna cercare prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose – il cibo, i vestiti, e quant’altro – saranno date in aggiunta».

Segue una lunga pausa… tutti stanno silenziosi a pensare alle cose dette da Gesù…

Un attimo dopo ripassano i due vecchietti di poco prima. All’anziano signore cade qualcosa di mano e una bambina, quella che aveva chiesto a Gesù come pensava di diventare da vecchio, la raccoglie e gliela porge, ricevendo un sorriso di ringraziamento. Mentre i due vecchi proseguono per la loro strada, la ragazzina, come se all’improvviso si fosse ricordata della sua domanda, chiede di nuovo a Gesù:

«Un momento! Io però ti avevo chiesto un’altra cosa e tu non hai risposto alla mia domanda di prima».

Allora Gesù prende di nuovo la parola e dice:

«Vi ho detto come la penso, volendo farvi capire che secondo me non è importante preoccuparsi per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini, i suoi problemi e le sue pene. A ciascun giorno basta la sua fatica. Prendi lui: oggi è preoccupato per le cose da studiare e che domani il maestro probabilmente gli chiederà. In questo modo non si godrà le cose belle che questo giorno gli potrà offrire pensando a domani, e domani sarà preoccupato per le domande del maestro sulle cose di oggi! Vi sembra una cosa intelligente?».

Quasi in coro, tutti rispondono di no.

«Bene. Allora adesso possiamo tornare a casa. C’è da studiare, dopo mangiato!».

«Ma tu hai detto che non dobbiamo preoccuparci per il futuro!», dice quello stesso ragazzo.

«Esatto: io ho detto che non dobbiamo preoccuparci per il futuro. Ma ho detto pure che bisogna cercare la giustizia di Dio. E per fare la giustizia di Dio, occorre fare il proprio dovere ogni giorno…».

Il ragazzo si porta una mano in fronte ed esclama: «Io non c’ho capito niente manco mo’!».

«Beh tra una trentina di anni vi sarà tutto più chiaro!».

«Ecco: ora se c’era tuo cugino avrebbe detto che tutte le volte te ne esci con questa risposta… Vabbè… Intanto, speriamo che, oggi, le cose che il maestro ha spiegato mi saranno chiare per l’interrogazione di domani!».

E così, ognuno torna alla propria casa, meditando sulle cose un po’ insolite e diverse dalla mentalità comune, che quello strano ragazzino di nome Gesù ha detto, come solitamente fa… sperando che effettivamente dopo una trentina di anni saranno più chiare…

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Mini tastiera Mii da iClever – LA NOSTRA RECENSIONE!

In una vita sempre più movimentata la tascabilità e la portabilità sono diventati fattori determinanti. Il prodotto che stiamo per mostrarvi risulta utile anche per i possessori di una Smart TV o per i più disparati TV Box!

Oggi sotto la nostra lente c’è una mini tastiera realizzata da iClever, nome in codice IC-RF02, avrà soddisfatto le nostre aspettative?

Confezione e contenuto

La confezione risulta interamente costruita in cartone, sul fronte possiamo apprezzare il tipo di prodotto contenuto e alcune caratteristiche dello stesso! All’interno troviamo

  • Rii mini tastiera
  • Cavo per la ricarica
  • Manuale d’uso
  • HISCARD

Il cavo presente in dotazione è di ottima fattura e non ho riscontrato alcun problema durante le varie ricariche.

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Design e materiali

Il corpo della tastiera è interamente realizzato in plastica dura di buona fattura, la quale rilascia un ottimo feedback tattile; quest’ultima caratteristica è accompagnata da un ottima impugnatura data la forma simil-joystick! Sul fronte troviamo i 92 tasti alfanumerici di tipo qwerty ed un touchpad, non mancano a tal proposito i tasti multimediali e delle scorciatoie che consentono un utilizzo più comodo ed immediato della tastiera. 20160911_152302209_iosSono rimasto piacevolmente colpito dalla comodità con cui si premono i tasti, essi risultano gommati e durante la pressione si percepisce una corsa corta ma decisa, così da evitare click accidentali durante l’utilizzo! Come dichiarato precedente, nella zona superiore è presente un touchpad di dimensioni abbastanza contenute, questo risulta liscio al tatto e percepisce abbastanza bene il nostro input. Nella zona di comando touch troviamo anche delle mappature informative, questo perché è presente il supporto alle gesture e al multi-tocco.71adkdhbkml-_sl1500_ Un plus di questo prodotto sono i led, il cui scopo è quello di segnalarci lo stato di ricarica e di connessione. Sul lato frontale troviamo lo switch per l’accensione e l’ingresso per la ricarica della batteria, la stessa batteria risulta removibile slittando e aprendo il coperchio posto anteriormente. 61lqbo1omfl-_sl1200_In questa zona è alloggiato anche il dispositivo USB che si andrà a collegare alla nostra macchina per il corretto funzionamento!

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Sono rimasto altamente soddisfatto sotto questo punto di vista anche grazie all’assenza di fouling e ad un corpo con dimensioni ridottissime, pari a 18,2 x 10,6 x 2,8 cm con un relativo peso di 200 g.

Funzionamento

Il funzionamento è molto intuitivo, basta infatti collegare il dispositivo USB presente in dotazione per stabilire una connessione a 2,4 GHz, il raggio d’azione per il tipo di strumento è ampio, infatti esso è pari a 10 metri! La batteria è di 800mAH e assicura 25 ore di utilizzo, questo anche grazie alla modalità sospensione che si attiva dopo alcuni minuti che la tastiera non viene utilizzata!

La compatibilità viene offerta per

  • Windows (2000 e superiori)
  • Linux
  • Debian-3.1 (o eventuali versioni successive)
  • Redhat-9.0 (o eventuali versioni successive)
  • Ubuntu-8.10 (o eventuali versioni successive)
  • Fedora-7.0 (o eventuali versioni successive)

iClever non nomina il robottino verde di casa Google, questo perché alcuni tasti funzione (come home, undo, multitasking) non sono riconosciuti correttamente, a mio modo di vedere non è nulla che compromette il reale funzionamento del dispositivo, essendo esso anche pensato per le TV Box!nexus2cee_nav_final-01-1

Conclusione

Consiglio l’acquisto di questo prodotto, anche se non al momento, può risultare sempre utile! Potete acquistarlo su Amazon al prezzo contenuto di 12,99€ con possibilità di spedizione gratuita è in un giorno per gli abbonati Prime.


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