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La Sacra Famiglia di Nazaret

Sacra Famiglia – Episodio 12

SACRA FAMIGLIA

di Vincenzo Ruggiero Perrino

 

 

Episodio 12

Nazareth, anno 1 a. C.

Nella casa di Nazareth dove vivono Giuseppe, Maria e Gesù c’è un’atmosfera un po’ particolare oggi. Maria si è alzata prestissimo per preparare il pranzo; Giuseppe non è andato al cantiere, per poter fare delle compere al mercato; Gesù è euforico per quello che accadrà durante la giornata e sta finendo di prepararsi.

«Gesù, sbrigati che è tardi!», chiama Maria.

«Ma’, ma perché gridi? Oggi è il mio compleanno!», dice Gesù, presentandosi alla madre, già tutto lindo e pinto.

«Hai ragione, bambino mio, ma voglio essere pronta quando cominceranno ad arrivare gli ospiti per la festa».

«Dov’è andato papà?».

«È uscito presto per fare delle compere al mercato».

Proprio, nel momento in cui Maria finisce la frase, Giuseppe entra in casa, portando sulle spalle un sacco pieno di cose che ha acquistato.

«Ehi pa’, hai fatto spesa grossa!».

«Beh, festa grossa, spesa grossa!», replica quello, mettendo a terra il sacco e cominciando a tirar fuori un bel po’ di cose da mangiare.

«Io apprezzo quello che fate, ma non affannatevi tanto per le cose materiali…».

«Che dici, figliolo? È il tuo compleanno. È tradizione che si faccia festa e si diano gli auguri al festeggiato per proteggerlo dalle forze del male e per auspicare per lui salute e sicurezza».

«Ma queste sono cose che fanno i pagani! Io penso che nel giorno del proprio compleanno bisogna semplicemente stare bene in compagnia delle persone care, e condividere con loro un po’ di tempo serenamente, magari imparando qualcosa di importante gli uni dagli altri…».

«Questo è vero! Ma noi vogliamo stare bene con te sempre!», dice Maria.

«Sai bene, che “sempre” non è possibile».

Dopo un momento di silenzio, Gesù riprende la parola.

«Insomma, chi sono gli ospiti che aspettiamo?».

«Tra non molto arriveranno mia cugina Elisabetta con marito e figlio… E, poi, ci sarà un’altra persona con i suoi due figli», risponde Maria, concludendo la sua frase con un tono, tale da voler suscitare la curiosità del figlio.

Infatti, la domanda del ragazzo non tarda ad arrivare:

«E chi è questa persona?».

«È una giovane donna, che aiutò la levatrice quando sei nato tu… Insomma, è anche grazie a lei che tu sei nato…».

«Come si chiama?».

«Maria Salome, e verrà con il marito Zebedeo e i suoi figli Giovanni e Giacomo».

«Sono curioso di conoscerla».

«Certo, ragazzo, ma ora dammi una mano a prendere dal sacco le cose che ho comprato», gli dice Giuseppe.

Mentre Maria torna alla cucina, padre e figlio si danno da fare. Gesù ne approfitta per chiedere:

«Papà, ma poi che cosa fece questa Salome quando io sono nato?».

«È presto detto. Io avevo condotto tua madre, che ormai era prossima al parto, in una camera, lontano da sguardi indiscreti. Poi, uscii a cercare un’ostetrica ebrea per le strade di Betlemme… Ti avevo detto tempo fa che eravamo lì per un censimento voluto dai romani…».

«Sì, mi ricordo».

«Bene. Trovata l’ostetrica la condussi da tua madre. E lei piena di stupore per quello che stava accandendo…»

Gesù lo interrompe: «Certo… una nuova vita è sempre qualcosa che provoca stupore, no?».

«Ehm, non intendevo questo… vabbè… dicevo… la condussi da tua madre e quella chiamò Salome, che l’aiutava nel suo lavoro di ostetrica. Questa Salome era incredula rispetto al fatto che tua madre, che ancora non conosceva uomo, potesse essere incinta e partorire… Così, mentre tu nascevi, la mano di lei rimase bruciata!».

«Quindi ora le manca una mano?».

«No, aspetta, non ho finito. La donna si inginocchiò e si pentì della sua iniquità e del fatto di aver dubitato dell’onnipotenza del Signore, e chiese di non diventare un esempio per il suo popolo… Allora, ecco che la stessa ostetrica, notando che tu, appena nato, tendevi le mani verso di lei, esclamò: “Salome, Salome! Il Signore ti ha esaudito: accosta la tua mano al bambino e prendilo su, e te ne verrà salute e gioia”. Così, quella ti prese in braccio, e non appena ti ebbe sfiorato con la mano bruciata, guarì!».

«Ora sono ancora più curioso di incontrare questa donna!».

Così, i tre si aiutano l’un l’altro per preparare tutto e in men che non si dica, il pranzo e la tavola sono pronti. Arrivano prima Elisabetta, Zaccaria e Giovanni, festanti, e fanno gli auguri a Gesù:

«Caro nipote mio, auguri per il tuo dies natalis», dice a gran voce la zia.

«Zia, ma che fai, ti metti a parlare anche tu latino?».

«Per forza: ogni giorno sento tuo cugino Giovanni che ripete la lezione che vi insegnano a scuola, e piano piano la sto imparando anche io questa lingua straniera!».

Zaccaria prende una tavoletta e scrive: “Al mio nipote preferito, auguri per la ricorrenza del suo natale!».

Gesù legge ed esclama: «Grande zio! Quindi sono il tuo nipote preferito?».

L’altro fa di “sì” con la testa. Al che si intromette Giovanni:

«Per forza, sei l’unico nipote!». E poi abbraccia e bacia il cugino esclamando: «Auguri cugino! Auguri!».

Mentre i due ragazzini escono fuori a giocare, gli altri restano in casa ad attendere all’arrivo degli ultimi ospiti. Che non tardano ad arrivare. Infatti, pochi minuti più tardi, Gesù si precipita in casa ed esclama:

«Ma’, è venuta Salome con la sua famiglia!».

Un attimo dopo tutti sono in casa per le presentazioni, delle quali si incarica Giuseppe. Fatta conoscenza, Salome si rivolge a Gesù:

«Oggi è il tuo compleanno! Certo che è passato un bel po’ di tempo da quando sei nato. Sei diventato un bellissimo ragazzo!».

«Grazie!».

«Di certo tu non puoi ricordarti di me… ma io a te devo veramente tanto tanto…».

«Papà mi ha raccontato prima la tua storia…».

«Ho capito che il Signore è onnipotente e ogni cosa è in suo potere…».

«Bene. Questo è importante, poiché tu hai capito che non bisogna mai anteporre la propria volontà a quella del Signore, né mai dubitare della sua misericordia, o crede che egli non possa operare cose grandi per la nostra vita spirituale…».

In quella, Maria esclama: «Forza tutti a tavola!».

Gesù si siede per primo, nel posto centrale del tavolo. Al che Salome lo guarda e gli fa:

«Gesù, perché non fai sedere Giacomo e Giovanni uno alla tua destra e uno alla tua sinistra?».

«In questa circostanza di festa, ora che io sono con voi, qui e adesso, i tuoi figli possono sedere alla mia destra e alla mia sinistra, ma…», risponde Gesù, però non completa la frase.

«Ma?», chiedono un po’ tutti…

Proprio mentre Gesù sta per rispondere, Giovanni gli fa un cenno con la mano, come a dire: “Ci penso io” e parla rivolto a tutti:

 «Mio cugino sta per dire che, riguardo a questa richiesta, tutto vi sarà più chiaro tra una trentina di anni, vero?».

«Verissimo».

Allora, è Zebedeo a concludere: «Benissimo! Allora vorrà dire che da oggi, giorno del tuo compleanno, e per i prossimi trent’anni, noi saremo insieme a te, per scoprire come si conclude la frase che non hai completato oggi!».

E tutti scoppiano a ridere, cominciando il pranzo per il compleanno di Gesù, e gridando tutti insieme: “Auguri per il tuo natale, Gesù!”.

[Video] Incontro di Formazione sul SEO

Incontro del Dott. Sandro Cianfarani e dell’Ing. Riccardo Petricca

Incontro di Formazione sulle tecniche di ottimizzazione per i motori di ricerca (in lingua inglese Search Engine Optimization,  SEO)  tenuto a Sora per la Pastorale Digitale dal Dott. Sandro Cianfarani in data 15/12/2016.

https://www.youtube.com/watch?v=H5iWXBzDrMg&feature=youtu.be

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Pastorale Digitale RI-CLICCA IL PRESEPE 2015 copertina

#CliccaIlPresepe… Mi piace e #condivido

Il concorso intende far emergere quanto la realizzazione del presepe rappresenti fede, tradizione, ma soprattutto l’unione all’interno delle associazioni, comunità parrocchiali e privati/famiglie che lo realizzano. Vuole essere uno strumento per valorizzare le belle realtà presenti nella nostra diocesi che, attraverso i nuovi media, si impegnano a testimoniare e diffondere la Parola di Dio.

REGOLAMENTO

Art. 1 La Pastorale digitale della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, nell’ambito delle festività Natalizie, indice il concorso denominato “#Clicca il presepe” – Mi piace e #Condivido!.

Art. 2 Oggetto del concorso è la realizzazione di un presepe interpretato attraverso una forma d’arte a scelta e può essere impiegato ogni specie di materiale.

Art. 3 Il presepe dovrà essere realizzato in chiesa (parrocchia, cappellanìa, oratorio o locale parrocchiale, …) dai vari gruppi parrocchiali, o confraternite, o associazioni o altro gruppo di fedeli, in accordo con il parroco, e da privati/famiglie/attività commerciali.

Art. 4 Sono istituite 4 sezioni/categorie di concorso: parrocchie, associazioni, privati/famiglie, attività commerciali.

Art. 5 La partecipazione al concorso è assolutamente gratuita.

Art. 6 I partecipanti al concorso devono far pervenire le  fotografie  del presepe realizzato, secondo le seguenti modalità:

  1. invio e-mail all’indirizzo:concorsi@pastoraledigitale.org dalle ore 00.01 del 23 dicembre 2016 alle ore59 dell’6 gennaio 2017 (Epifania del Signore)
  2. accompagnare le fotografie con una breve testo (min 100 – max 1.500 battute spazi inclusi) in cui si specifica il significato e il messaggio che si vuole trasmettere. Per le parrocchie e associazioni/movimenti dovrà, inoltre, essere riportato obbligatoriamente il nome della chiesa o sede in cui è realizzato il presepe, il Paese / Città, il nome del parroco o del referente dell’iniziativa, l’eventuale titolo del presepe/iniziativa. In caso di privati cittadini, dovrà, essere riportato obbligatoriamente il nome della famiglia o privato cittadino, luogo in cui è realizzato il presepe (il Paese / Città), l’eventuale titolo del presepe/iniziativa.
  3. Le immagini dovranno essere inviate in formato .jpg o .png e di qualità non inferiore a 800×600 pixel
  4. Dovranno essere inviate almeno due fotografie per ciascun presepe realizzato: una foto d’insieme, in cui si vede il contesto e una foto del presepe in primo piano. L’immagine principale deve essere nominata ‘Principale’ e sarà quella che verrà inserita in copertina e pubblicata su facebook ai fini del concorso e dovrà essere di dimensione 750×350 oppure 800×600
  5. Le immagini non dovranno superare 1Mb di dimensione
  6. Possono essere inviate anche più fotografie (per un massimo di 10 fotografie per ciascun presepe).
  7. Le immagini presentate dovranno essere esenti da manipolazione digitale (ad esclusione di opere di ritaglio e/o lieve modifica di parametri quali contrasto, luminosità etc)

Art. 7 Saranno ritenute valide solo le fotografie pervenute secondo le modalità espresse nell’articolo 6 del presente regolamento.

Art. 8 Le fotografie di ciascun presepe partecipante al concorso, saranno pubblicate sul sito internet diocesisora.it/pdigitale e votate sia sul sito che sulle pagine ufficiali di Facebook, Twitter, Instagram della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo a partire dalle ore 12.00 del 23 dicembre 2016 fino alle ore 23.59 dell’8 gennaio 2017.

Art. 9 E’ istituita un’apposita giuria che valuterà personalmente i presepi più cliccati per ciascuna sezione/categoria. A tal fine, alla data del 09 gennaio 2017 i primi 3 presepi più cliccati per ciascuna categoria saranno valutati dalla giuria che si recherà nel luogo in cui il presepe è stato realizzato.

Art. 9 Vincerà il concorso il presepe, di ciascuna categoria, che avrà ricevuto più “punti” dalla valutazione della giuria. I criteri specifici di valutazione saranno fissati dai componenti la giuria, nella prima riunione in cui si stimeranno i risultati della votazione web per decretare i presepi più cliccati per ciascuna categoria.

Art. 10 Ai tre presepi che avranno ricevuto più “punti” saranno assegnati dei premi. A tutti i partecipanti che interverranno alla cerimonia di premiazione sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

Art. 11 Le modalità di premiazione e la specifica dei premi, saranno comunicati in un secondo momento.

Art. 12 Ogni concorrente, partecipando al concorso inviando le foto nei modi sopra descritti, dichiara automaticamente di essere autore delle opere presentate e di detenerne tutti i diritti. Altresì ogni concorrente dichiara automaticamente di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla normativa in materia di tutela del diritto all’immagine dei soggetti eventualmente ritratti. Gli organizzatori del concorso non possono essere ritenuti responsabili di controversie relative alla paternità delle immagini o di qualunque altra conseguenza legata alle immagini oggetto del concorso.

Art. 13 Partecipando al concorso, i concorrenti cedono tutti i diritti d’uso, di riproduzione e di eventuale rielaborazione delle opere presentate agli organizzatori del concorso che potranno esporle o utilizzarle a titolo gratuito per le proprie finalità, anche via internet, riportando il nome dell’autore dell’opera.

Art. 14  I dati personali forniti al momento dell’iscrizione al concorso verranno trattati secondo la legge sulla privacy D.lgs. 196/03.

Art. 15  I presepi verranno pubblicati in ordine di arrivo, farà fede la data/ora di invio della email all’indirizzo della pastorale digitale. Nel caso l’email non contenga tutte le informazioni necessarie di cui al all’articolo 6.2 non verrà considerata valida e la pastorale digitale si riserva il diritto di rispondere nei propri tempi per comunicare la mancata completezza delle informazioni e la mancata ammissione al concorso.

Art. 16 La Pastorale Digitale si riserva la possibilità di istituire premi speciali a presepi particolari (presepi viventi, presepi subacquei, presepi digitali…). In particolare si darà rilievo ad immagini della Sacra Famiglia in accordo con il tema pastorale dell’anno.

Art. 17 Per quant’altro non previsto e disciplinato dal presente Regolamento si rinvia alle inappellabili decisioni assunte, caso per caso, dalla Pastorale digitale della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.

Art. 18 La partecipazione al concorso comporta l’accettazione delle norme contenute nel presente regolamento.

Il team della Pastorale Digitale

Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo

Sora, 21 dicembre 2016

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Il Serpente Prudente – Offerte Natalizie

n. 14 (19/12/2016)

“Offerte natalizie

Ormai Natale è alle porte, e, poco più in là, già si intravedono le luci del nuovo anno. Generalmente questo è il periodo dell’anno in cui si fanno bilanci e soprattutto si propongono le buone intenzioni. Infatti, si tirano le somme su quello che si è fatto nei mesi precedenti, e si gettano le basi per quello che si vorrà fare per i prossimi. Tuttavia quasi per tutti, né i bilanci appaiono particolarmente soddisfacenti, né le buone intenzioni riescono a superare il loro stato concretizzandosi poi realmente. In ogni caso, tutti perdono di vista il vero senso delle feste, che non dovrebbe essere quello di ripensare alle cose vecchie (i bilanci), o alle cose che verranno (i progetti futuri), quanto piuttosto quello di procurarsi occhi nuovi per poter guardare nel profondo delle cose, per poter mirare all’autenticità dei rapporti.

Per i cristiani il Natale dovrebbe essere un’occasione di incontro e di riflessione sulla Parola che si incarna e diventa umanità. Per i non cristiani, o quelli che tali si dicono giusto per salvare un certo perbenismo borghese, queste festività dovrebbero almeno essere un momento di riposo e di serenità. Invece, finiscono per essere, tanto per gli uni quanto per gli altri, giorni come tutti gli altri, con la sola differenza che si spende di più e si consuma di più, perché il sistema del lavoro ha concepito la “tredicesima” proprio per far girare di più l’economia e il denaro.

La tiritera, per la quale il Natale – al pari di qualsiasi altra ricorrenza del calendario – è diventata una festa consumistica e null’altro, è nota a tutti. Ed è proprio qui che i conti non tornano: se tutti sanno che il Natale ha perso il suo spirito di autenticità e a nessuno pare star bene che sia diventato quello che è diventato, perché nessuno fa niente affinché sia tutto come dovrebbe essere? Perché in fondo, a noi umani piace lamentarci delle cose che non ci stanno bene, ma poi alla fine ce le teniamo così come sono, un po’ per accidia, un po’ per comodo, un po’ per abitudine.

Così, anche se ne possediamo uno perfettamente funzionante, ci facciamo abbindolare dal Bruce Willis o dal Giorgio Panariello di turno e corriamo a comprare un nuovo smartphone, perché magari fa tendenza, o perché offrono una promozione che ci permette di risparmiare qualche centesimo al mese, o perché hanno fatto passare talmente tante volte il messaggio che sei non hai uno smartphone non sei nessuno e sei fuori dal mondo, che, se anche non ti piace o non ti serve, te lo compri ugualmente!

Più che in altre circostanze, i centri commerciali sono talmente affollati che bisogna veramente raccomandarsi a qualche santo per trovare un po’ di posto per parcheggiare. Le offerte natalizie non si contano: lo stesso prodotto che il 10 dicembre abbiamo pagato x euro ora costa qualche decina di centesimi in meno a patto che se ne comprimo due o tre pezzi.

Dentro i negozi ci vedi tanta di quella gente, che, in maniera piuttosto simile gli uni agli altri, riempie carrelli di ogni ben di Dio, e fa spese di ogni genere e di ogni importo, specialmente per quel che riguarda il cibo. Sì, perché se c’è una cosa che durante queste feste veramente non può mancare è il cibo, le grandi abbuffate. Ormai a far concorrenza alle feste in famiglie, è subentrata un’altra tradizione, quella cioè che i ristoranti organizzano dei grandi veglioni di Natale e di Capodanno, in cui si mangia, si balla, ci si diverte, tutti insieme, con gente delle quali neanche si conosce il nome.

In altre parole: le feste natalizie sono diventate un po’ il paradigma della nostra vita di tutti i giorni. Ci si lamenta che le cose “non sono più com’erano una volta”, senza muovere un dito affinché le cose tornino all’antico splendore (che poi come si fa a dire qual era lo spirito del Natale cento e più anni fa?); ci si affanna alla ricerca di un divertimento e di un finto benessere che sembrano dare più preoccupazioni che spensieratezza; ci si concentra su cose assolutamente non essenziali, perdendo di vista l’autenticità delle relazioni; ci si dedica all’effimero senza nemmeno lontanamente cogliere l’essenza delle cose.

Allora mi chiedo, se Natale dev’essere esattamente come tutti gli altri giorni, che senso ha festeggiarlo? Che senso ha colorare di rosso il numero 25 sul calendario, se poi ci si deve comportare esattamente con lo stesso spirito con cui ci si comporta il 19 luglio o il 3 marzo?

Cosa fare? Non ho questa risposta, e se anche l’avessi non so quanti, me compreso, avrebbero la volontà di metterla in pratica. Però, in Colossesi (2, 17) c’è scritto che le feste e i sabati sono l’ombra di cose a venire, cioè profezia di avvenimenti futuri. Questo vuol dire che i veri cristiani devono santificare le vere feste istituite da Dio (come del resto ha fatto anche Gesù nel suo cammino terreno).

Infatti, una festa si celebra, si santifica, non si trascorre come un giorno qualsiasi, facendo grosso modo le stesse cose che si fanno in tutti gli altri giorni dell’anno. Questo vale anche per le domeniche: tanti, anziché riposarsi e passare un giorno spensierato con amici e parenti, si mettono a fare lavori in casa, a fabbricare, a zappare, perché magari in settimana non ne hanno il tempo!

L’assenza del vero spirito del vivere la festa comporta una visione sfocata della volontà di Dio, e ovviamente comporta quello che dicevo all’inizio e cioè che poi alla fine nessuno è veramente contento.

Ciò detto, colgo l’occasione per porgere ai lettori di questa rubrica i miei auguri di un sereno e vero Natale e di un buon anno nuovo.

Il serpente prudente va in vacanza e tornerà, con la consueta periodicità settimanale, lunedì 2 gennaio.

Vincenzo Ruggiero Perrino

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Bilancia pesa persone da Accuweight – LA NOSTRA RECENSIONE!

Oggi sotto la nostra lente c’è uno strumento che può risultarvi utile dopo le cene natalizie, si tratta di una bilancia in vetro temperato con varie unità di peso realizzata da Accuweight.

Vediamola nella nostra recensione!

La bilancia ci arriva all’interno di una scatola che riporta un’immagine stilizzata del prodotto contenuto. Il prodotto è alto circa 6 millimetri e porta le dimensioni di 31 x 31 x 1.8 cm!

Superiormente troviamo una superficie in vetro temperato molto resistente, sulla stessa superficie troviamo un display di 3.5″ che riporta il peso calcolato nero su bianco! Nella parte sottostante troviamo uno switch che ci fa scegliere l’unità di misura da utilizzare tra lb, kg, st. Il calcolo del peso avviene in modo veloce e perfetto, questo grazie a quattro sensori presenti su tutta la superficie. La bilancia resta molto stabile sul pavimento grazie a quattro gommini posti al di sotto!

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Conclusione

Prodotto promosso a pieni voti, sia per quanto riguarda il design sobrio ed elegante che per il funzionamento. Potete acquistarla su Amazon al prezzo di €19,99


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Microfono a condensatore da Aukey – LA NOSTRA RECENSIONE!

L’ormai famosa Aukey ha realizzato un microfono a condensatore da studio, ma è davvero adatto per uno studio di registrazione? Mh, scopriamolo!

Confezione e contenuto

La confezione è la solita di Aukey, al suo interno troviamo vari strumenti e filtri, come il cavalletto e strumenti per il supporto(asta in metallo, estensione massima di 70 cm – morsetto da tavolo), il filtro antipop, la spugna anti vento e il cavo audio. Tutti gli accessori sono di buona fattura.71bhaxordl-_sl1500_

Design e materiali

Il prodotto risulta davvero molto bello sia da vedere che da toccare grazie alla buona scelta dei colori e all’alluminio che fornisce un effetto premium al microfono. La parte superiore è interamente in colore oro mentre la parte sottostante in un nero quasi satinato, il peso è di 1.5 kg per dimensioni pari a 49 x 20,5 x 9 cm.71vchzqlrgl-_sl1500_

Funzionamento

Per iniziare ad usare il microfono di Aukey bisogna collegare il cavo audio al nostro pc o strumento di registrazione, il tutto avviene senza alcun problema di sorta; suggerisco però di impostare il microfono Aukey come strumento di registrazione predefinito nelle impostazioni audio.61aowrj5wyl-_sl1500_

Tra le caratteristiche tecniche di questo microfono troviamo una gamma di frequenza di 20Hz – 20KHz e una sensibilità di -32dB +- 3dB.

L’audio viene recepito abbastanza bene, non mancano però dei piccoli fruscii in sottofondo nonostante l’applicazione dei due filtri in dotazione, il volume è nella norma anche se da Aukey mi aspettavo qualcosina in più! La voce risulta comunque ben scandita così come i suoni esterni, per un utilizzo ottimale dell’apparecchio consiglio di installare i driver relativi alla nostra scheda audio così da giocare con le impostazioni per migliorare il suono, che inizialmente almeno nel mio caso sembrava metallizzato!71kpzsqeowl-_sl1500_

Conclusione

Essendo un microfono a condensatore e non a diaframma la resa sonora resta comunque eccellente sotto vari punti di vista, ma a mio modo di vedere questo microfono non può essere considerato ‘da studio’, bensì lo consiglio più come uso casalingo e adatto ad esempio a piccoli youtuber o per fare video chiamate!

Grazie al post produzione dell’audio lo stesso risulta eccellente, dunque ne consigliamo l’acquisto al prezzo su Amazon di €28,99.


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Powerbank Lumsing da 13400mAh by Lumsing – LA NOSTRA RECENSIONE!

L’ormai nota Lumsing ci porta un nuovo prodotto, si tratta di un powerbank dalle ottime caratteristiche e con ben 13400mAh da sprigionare!

All’interno della confezione troviamo oltre al prodotto il manuale ed un cavo per la ricarica con estremità USB Type-A e Micro-USB! La confezione è ovviamente la solita in cartone con trama a chiazze stilizzata Lumsing.615tokbzbzl-_sl1000_

Il corpo del powerbank misura 9,8 x 2,2 x 8 cm ed ha un peso di 268 g. Il peso è sicuramente influenzato dall’ottimo alluminio con cui la batteria è rivestita!

Abbiamo un bel colore nero che rilascia un ottimo feedback visivo ma anche tattile data l’ottima lavorazione del materiale! Superiormente e inferiormente troviamo delle linee in colore arancione pastello davvero molto molto belle! Nella Dock di ricarica in concomitanza della linea superiore troviamo un’uscita USB Type-A QC 3.0 e un’uscita USB-C, la stessa USB-C funziona anche da input insieme ad un’altro ingresso Micro-USB; non manca inoltre un flash azionabile tramite il pulsantino posto lateralmente! 51bx4utpval-_sl1000_La capienza dichiarata è quasi reale, siamo in grado di ricaricare il nostro smartphone più e più volte senza surriscaldamenti e gestendo intelligentemente l’erogazione grazie alla tecnologia Aipower. Consigliamo vivamente l’acquisto di questo prodotto, soprattutto al modico prezzo che si aggira intorno a €30.61yz4jpkwjl-_sl1000_


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Powerbank VIVIS da 20000mAh – LA NOSTRA RECENSIONE!

Solitamente recensiamo prodotti di case blasonate come Lumsing o Aukey, stavolta è stata Vivis a portarci un suo powerbank da ben 20000mAh, bello!

Confezione e contenuto

La confezione risulta essere molto grande così come il powerbank, sulla stessa è riportata un’immagine del prodotto con delle diciture che riportano alla casa produttrice. La dotazione è molto generosa, oltre al powerbank infatti troviamo due cavi (USB Type-A – Micro-USB), una pochette vellutata e un manuale di istruzioni!71cmrvsv6l-_sl1500_

Design e funzionamento

Il powerbank ha un design un po’ retro, con delle finiture in plastica che richiamano ad una finta pelle, nonostante ciò risulta essere molto bello sia da vedere che da tenere in mano nonostante il peso di 338g è una grandezza pari a 14,15 x 8,6 x 1,7 cm!

Superiormente troviamo una piastra sensibile al tocco per accendere il powerbank e i LED che indicano lo stato di carica residua della banca energetica Vivis. 81js2qsxpcl-_sl1500_Per accendere il powerbank bisogna effettuare uno slide sulla piastra tattile da sinistra verso destra, per spegnerlo l’inverso; la scelta di mettere questa modalità di accensione la trovo indubbiamente di originaria bellezza, dato che a livello di utilità perde e non poco!

La cornice laterale è in color oro, e sulla stessa sono presenti due USB in uscita (2.5A Max per ogni porta – Tecnologia iSmart) e due in entrata per la ricarica del powerbank stesso.

La capacità reale di questo powerbank è di circa 12000mAh, lo stesso si ricarica in circa 12 ore collegando un solo cavo mentre i tempi si riducono di 5 ore nel caso in cui andiamo a collegare due cavi in input (5V, 2A).71dmgdbdy3l-_sl1000_

Conclusione

Si tratta sicuramente di un bel prodotto, che punta molto sul fattore estetico! Lo consigliamo a tutti coloro che cercano un compagno d’avventure. Potete acquistarlo su Amazon al prezzo di €29,99.


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Il Serpente Prudente – n. 13

n. 13 (12/12/2016)

“C’è ancora religione

Qualche giorno fa, convinto di potermi divertire fino alle lacrime, dato che il cast quello prometteva, ho visto l’ultima fatica cinematografica interpretata da Claudio Bisio, Angela Finocchiaro e Alessandro Gassman, intitolata Non c’è più religione.

Dico subito che il divertimento c’è stato, ma in misura alquanto modesta. E dico anche che la partenza del film autorizzava a pensare a ben altri sviluppi: un cartello all’inizio, con la scusa di invitare gli spettatori a spegnere o a silenziare i propri celluari (buona creanza che, escluso il sottoscritto, non ha praticamente nessuno), avvertiva che per ognuno di noi nascono 0,65 figli, ma ciascuno possiede 2,83 cellulari. Insomma, la natalità è assicurata dalla nascita dei figli degli immigrati.

La situazione non sembra fare né caldo né freddo a nessuno, considerato che basta guardare cinque minuti di televisione per vedere una decina di spot di promozioni e offerte di cellulari (più un’altra decina di pubblicità di nuove automobili), e niente che parli di figli o famiglie (escludendo le pubblicità di cioccolatini e merendine, che mostrano famiglie più false dei soldi del Monopoli).

A dirla tutta, i tanto vilipesi immigrati assicurano a noi altri tante altre cose: per esempio, a nostro esclusivo vantaggio fanno lavori, in condizioni che manco gli schiavi avrebbero tollerato, che la nostra mentalità piccolo borghese rifiuta addirittura di considerare lavori. Ci assicurano anche svago e divertimento: pensate che il tanto seguito campionato di calcio ha senso definirlo “italiano” solo perché si disputa nella gaia Penisola, ma per il resto è giocato per lo più da calciatori immigrati da altri Stati e Paesi (a suon di milioni di euro).

Comunque, l’esile commedia cinematografica, pur partendo dall’allarmante dato statistico di cui sopra, prende poi un’altra piega, che ne giustifica il titolo. La storia parte dall’organizzazione del presepe vivente su una piccola isola del Mediterraneo. Non nascendo più bambini su quell’isola – l’ultimo è ormai un adolescente grassottello che non entra più nella mangiatoia – il sindaco (Bisio), tornato a casa dopo una disastrosa carriera politica al Nord, deve escogitare una soluzione per trovare al più presto un neonato da mettere nella mangiatoia. Così, il politico fa di tutto per convincere Suor Marta (Finocchiaro) e gli altri isolani ad accettare l’offerta dalla comunità araba, che sta dall’altra parte dell’isola ed è capeggiata da Marietto (Gassman) convertitosi all’Islam per amore, di un loro bambino per il ruolo di Gesù neonato.

Gli arabi, pongono una serie di condizioni per il “prestito” del bimbo: vogliono che quelli dell’isola condividano con loro il Ramadan; vogliono usare la chiesa per pregare Allah; fino a organizzare il presepe secondo una presunta tradizione araba dettata nel Corano. Gli isolani, convinti dal loro politico (laico), accettano tutte le condizioni, pur di poter fare il presepe che attirerà folle di turisti e darà un po’ di respiro all’esangue economia locale. Ci sarà poi un finale (poco) sorprendente, che scompagina ulteriormente le premesse fin qui dette.

Il racconto del film ci dice sostanzialmente che: in nome del dio denaro si può addivenire a qualsiasi compromesso, anche per quel che riguarda la propria religione e le proprie tradizioni; chi si fa tramite di questi compromessi è sempre la politica; il popolo li accetta più o meno supinamente; nella maggior parte dei casi anche gli uomini e le donne di fede, per non apparire poco accoglienti rispetto a chi professa una religione diversa, si rendono disponibili a qualche “ritocco” del proprio credo, ibridandolo con quello dell’altro, in nome di una specie di religione universale del volemose bene. Allucinante, vero? Eppure è proprio quello che succede nella realtà di tutti i giorni!

Se da una commedia ci si poteva legittimamente aspettare una satira un po’ meno politically correct di questa situazione, il punto è che l’idea che si ha di dialogo interreligioso è assolutamente sbagliata. Dialogare non vuol dire “io detto le condizioni per farmi accettare da te”. Non è stato così nemmeno quando i predicatori andavano a convertire i popoli lontani, figuriamoci se può essere così ora! Invece, nella mentalità comune, che il film rispecchia con estrema fedeltà, il musulmano (ma il discorso vale per chiunque sia “diverso”, anche religiosamente parlando) viene per dettare le proprie regole, e noi, in nome di un bene migliore e superiore (legato in qualche modo sempre all’economia e al denaro), accettiamo.

Io credo che nemmeno i musulmani in particolare e gli immigranti in generale vogliano questo. Dialogare è innanzitutto conoscere: quanti di quelli che quotidianamente vogliono insegnarci la convivenza con gli stranieri, sanno veramente quello di cui parlano? Quanti hanno letto non dico il Corano, ma almeno qualche pezzetto di Vangelo? Soltanto ponendo alla base una sincera e autentica conoscenza dell’altro lo si potrà accettare, con i pregi e i difetti che lo caratterizzano.

Ovviamente la cosa deve essere reciproca: il cristiano deve conoscere il mondo del musulmano e viceversa, altrimenti il gioco non funziona e si ricade nei trabocchetti e nei ricattucci per scongiurare una presunta discriminazione religiosa. Quindi non è vero che “non c’è più religione”. Ce n’è, ma a patto di intendersi veramente sul senso di questa parola, che non è una svendita della propria storia e cultura, ma un modo per accogliere l’altro nel rispetto e nella conoscenza reciproca del proprio vissuto.

La polemica sull’immigrazione chiarisce bene cosa succede quando sparisce la politica: destra, sinistra, centro non hanno nessuna visione della società, nessuna idea, nessuna conoscenza, e dunque nessun vero programma. Sono caricature e null’altro, e costano pure un sacco di denaro. Allora tutto è rimesso al popolo: conoscere per capire; capire per apprezzare; apprezzare per convivere pacificamente, senza compromessi e ibridazioni.

Vincenzo Ruggiero Perrino

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Lettore CD esterno da Topop – LA NOSTRA RECENSIONE!

Avete un tablet o portatile che non ha l’ingresso per i CD? Niente paura, ci pensa Topop con il suo lettore esterno, scopriamolo insieme

Confezione e contenuto

Il prodotto ci arriva all’interno di una confezione con sopra riportata una bellissima immagine stilizzata del prodotto con delle diciture che richiamano al prodotto con badge della casa produttrice. All’interno oltre al lettore esterno troviamo due cavi da collegare dietro al prodotto, uno per l’alimentazione e l’altro per lo scambio dati!

Design e funzionamento

Il prodotto è interamente realizzato in alluminio, esso risulta molto bello seppur retrò sia da vedere che da toccare. Il lettore ha dimensioni pari a 19,8 x 18,4 x 3,3 cm per un peso complessivo di 399 g, questo si traduce in un’ottima portabilità. Al di sotto troviamo quattro gommini per evitare scivolamenti vari durante gli utilizzi, il lato superiore invece risulta pulito mentre frontalmente è presente lo slot dove inserire il nostro CD/DVD con annesso pulsante per l’apertura dello stesso; non manca a tal proposito un piccolo LED che ci va ad indicare l’accensione e la lettura dell’unità. Il funzionamento è abbastanza facile ed intuitivo essendo plug and play, infatti una volta collegati i due cavi USB al nostro PC non dovremo fare più nulla, il tutto inizierà a funzionare! La lettura del disco è abbastanza veloce, questo grazie alla tecnologia USB 2.0 che risulterà anche compatibile con le unità 1.0 e 3.0, qualsiasi OS viene supportato. Se vogliamo entrare più nel dettaglio abbiamo una velocità di lettura DVD di 8X, massima per i CD di 24X con Burn a 8X! Questa unità combo CD-RW supporta: DVD + R, DVD-R, CD-ROM, DVD-ROM, CD-R, CD-RW. 61sdx29jbwl-_sl1000_

Conclusione

Consigliamo l’acquisto di questo masterizzatore esterno, può risultare un utile compagno di viaggio nel caso in cui la nostra macchina non ne ha uno incluso. E se nel caso non si possiede una porta USB Type-A? Bhe, potete sempre utilizzare un HUB! Potete acquistare questo prodotto su Amazon al modico prezzo (rispetto alla concorrenza diretta) di €14,99


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