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La Sacra Famiglia di Nazaret

SACRA FAMIGLIA di Vincenzo Ruggiero Perrino – Episodio 6

SACRA FAMIGLIA

di Vincenzo Ruggiero Perrino

 

 

Episodio 6

Nazareth, anno 1 a. C.

Stamattina, poiché è un giorno di riposo di Giuseppe dal lavoro al cantiere di Sepphoris, i due sposi hanno intenzione di andare al mercato per fare qualche acquisto. Maria vorrebbe approfittare della presenza del marito, per comprare qualcosa di più ingombrante e pesante, che da sola non riuscirebbe a trasportare fino a casa.

«Purché non esageriamo né col peso né con i costi…», è stata la precisazione di Giuseppe, quando lei gli ha chiesto “Mi aiuti?”.

«Volevo prendere un baule nuovo per metterci dentro i vestiti per l’inverno».

«Inutile dire che ne hai già visto uno l’ultima volta che sei stata al mercato, dico bene?».

«Sì!», fa lei tutta contenta, che tanto già sa che Giuseppe l’accontenterà acquistando quello che vuole lei.

«Eh, lo sapevo. E scommetto pure che tua cugina ti ha convinta che “il prezzo è ottimo”».

«Sì!», dice felice, sorridendo nuovamente. E, preso il marito per un braccio, lo trascina fuori di casa, e, a passo svelto, si dirigono verso il mercato.

«Un giorno o l’altro farò un discorsetto a tua cugina, che non deve metterti strane idee in testa!», dice lui, fingendo un tono severo tanto per fare la sua parte, considerato che in realtà non riesce mai a dire di no alla sua giovane moglie.

«Vedrai, poi, se non piace anche a te quel baule. E, sbrighiamoci che tra un po’ finisce pure la lezione a scuola e Gesù esce e ci raggiunge al mercato!».

«Ah, insomma vi siete messi tutti d’accordo per non farmi riposare nemmeno oggi!».

«Andiamo, musone!», conclude lei, spingendolo dietro la schiena per incitarlo a camminare più svelto.

Giunti al mercato, Maria si precipita presso la tenda del venditore che ha il baule che lei vuole comprare. Mentre la ragazza sta ispezionando la mercanzia nei minimi dettagli, per individuarne eventuali difetti, sopraggiunge anche Giuseppe.

«Salute a te, giovane!», dice il venditore.

«Salve!», replica lui.

«Tua moglie è una vera intenditrice di bauli!», fa l’altro, alludendo all’attenzione con cui Maria sta controllando guardando il baule.

«E ti è andata bene che è venuta con me e non con sua cugina, altrimenti facevi notte qui, prima che si decidessero a prenderlo ‘sto coso!».

«Invece di dire sciocchezze, vieni qui a vederlo, no?», si intromette lei, facendo un cenno con la mano.

Giuseppe e il venditore si scambiano un’eloquente occhiata di maschile autocommiserazione, e poi lui si appropinqua alla moglie.

«Che ne dici?».

«Io direi…», sono le uniche parole che riesce a pronunciare.

«Non è bellissimo? Guarda com’è grande e capiente!», prosegue lei, senza nemmeno dargli il tempo di cominciarla la frase.

Al che, Giuseppe, capita l’antifona, si rivolge direttamente al venditore, chiedendogli:

«Quanto vuoi per questo baule?».

«Venticinque sesterzi».

«Cosa?», esclama incredulo l’altro.

«Venticinque sesterzi», ripete il mercante.

«Sì, ho capito! Il mio “cosa?” era per manifestare il mio disappunto. Non ti pare un po’ troppo?».

«Assolutamente no, altrimenti avrei chiesto di meno, non ti pare?».

«Giuse’, quanto la fai lunga! Paga e prendi il baule che usciamo, aspettiamo il ragazzo che ci raggiunge, e torniamo a casa», interviene Maria.

«Ma ti ci metti pure tu? Venticinque sesterzi per un baule sono troppi. Facciamo quindici».

Il mercante esplode in una sonora risata: «È piacevole ascoltare i tuoi scherzi, amico! Proprio perché sei simpatico posso scendere a ventidue sesterzi, non uno in meno!».

Giuseppe si volta verso Maria, che con lo sguardo gli fa capire di cogliere al volo l’affare; poi, tirato un sospiro, tira fuori dal sacchetto ventidue sesterzi e paga il venditore.

Poi, prende sulle spalle il baule: «Non solo è costato una fortuna, pesa pure!».

«Che lagnoso sei! Dai, che appena arriviamo a casa, ti preparo quel piatto che a te piace tanto!».

«E vorrei vedere! Dopo tutta questa fatica fisica ed emotiva, è il minimo che tu possa fare!».

Fuori dalla tenda, i due sposi si dirigono verso l’uscita del mercato per aspettare Gesù e tornare tutti e tre a casa. D’un tratto, Maria intravede una vecchia donna seduta su una pietra, nella loro direzione. Credendo di averla riconosciuta, le si avvicina e le chiede:

«Tu sei la sacerdotessa Anna, vero?».

«Ragazza, purtroppo i miei occhi non vedono più tanto bene come un tempo, però ti ho riconosciuta. Sei Maria!», e alzatasi in piedi, saluta la giovane con un bacio. «E tuo marito e il ragazzo dove sono?».

«Eccomi, eccomi!», dice Giuseppe, piegato sotto il peso del baule che porta sulle spalle.

«Oh, Giuseppe, come stai?», chiede Anna.

«Stanco! E per fortuna che oggi dovevo riposare. Se sapevo di dover fare questa faticata, andavo a Sepphoris!».

«Su, non lamentarti, sono sicuro che sarai ricompensato per questo sacrificio, dico bene cara?», conclude lei.

«Sì, a casa gli preparerò quel piatto che a lui piace tanto!».

«E Gesù?».

«Ci raggiungerà fra poco», risponde Maria, mentre Giuseppe mette a terra il baule, in attesa che le donne finiscano la conversazione e si riprenda il tragitto verso casa.

«Ma tu, piuttosto, non dovresti essere al tempio?».

«Maria, ma tu sai quanti anni ho adesso? Novanta! Fino a poco tempo fa, benché rimasta vedova da tanto tempo, riuscivo ancora a cavarmela da sola. Ma, ora, sono diventata troppo vecchia. Già essere venuta qui per incontrarvi mi è costata tanta fatica, figurati se dovessi andare tutti i giorni al tempio, e continuare ancora a svolgere il mio servizio. Si può servire Dio anche a novant’anni, ma bisogna pure che mi mantenga in salute per farlo, altrimenti che servizio posso offrire al mio Signore?».

«Mi pare giusto…», chiosa Maria.

Riprende l’anziana: «Del resto, mio padre Fanuele mi ripeteva sempre: “Anna, bisogna avere cura del proprio corpo, dargli il giusto riposo, perché anche il corpo è un dono di Dio. Se lo maltratti, lo spirito che è in lui ne sarà altrettanto maltrattato”. Fate tesoro di queste parole… soprattutto tu, Giuseppe: lavorare rende onore all’uomo, ma egli deve anche riposare per continuare ad avere spirito e forza per servire Dio».

Giuseppe, come ridestandosi dalla sua stanchezza e dai pensieri nei quali era immerso, si scuote e chiede: «Sei venuta qui per incontrarci?».

«Sì!».

«Come sapevi che saremmo venuti qui?».

Anna, su questa domanda, si limita a sorridere. Poi, riprende il suo discorso: «Prima che i miei giorni su questa terra finiscano, devo dirvi ancora una cosa per il futuro… Ricordate quello che disse al tempio Simeone? Ebbene, ci saranno giorni in cui avrete la sensazione che la vostra fedeltà a Dio non sia stata ricambiata… Anche io, quando rimasi vedova, sola e senza figli, mi chiesi dov’era la fedeltà di Dio nei miei confronti… A cosa erano serviti tutti i miei sacrifici, se venivo ripagata con la solitudine e il dolore?… Invece, voi scegliete di riporre fino in fondo, nonostante tutto, la vostra fiducia nel Signore, e di dimorare presso di Lui… Guardatevi dal subire passivamente il corso dei giorni, ma pregate e fate il vostro piccolo per la redenzione di tutti… Questa è la vera rivoluzione che bisogna fare, non quella che vogliono quei mentecatti degli zeloti, che sanno solo riempirsi la bocca di vuote chiacchiere e non sanno tenere in mano nemmeno una fionda!… Per questo è venuto Gesù, lo sapete da sempre… per insegnarci ad andare dietro di lui, con perseveranza… Sono stata chiara?».

Maria e Giuseppe abbassano la testa, in segno di consapevolezza. Infine, Anna esclama: «Ma, insomma, dov’è ‘sto Gesù?».

In quel momento, il baule che Giuseppe aveva poggiato a terra si apre e con un salto esce fuori il ragazzo, destando sorpresa e meraviglia nei tre.

«Ue’, e tu che ci facevi chiuso lì dentro?», chiede Maria.

«Sapevo che venivi qui a comprare ‘sto coso, e ho pensato di farvi uno scherzo, nascondendomici dentro mentre papà tentava di contrattare sul prezzo…».

«Bello scherzo davvero! A momenti mi spezzavo la schiena», dice Giuseppe con aria minacciosa. «E, comunque, da oggi stai a dieta, perché sei diventato troppo pesante!».

«Nessuno ha mai detto che portare me non sia una cosa pesante», replica lui con tono ammiccante.

«Poi, a casa facciamo i conti».

Anna scoppia in una gran risata: «Forza bella gente, s’è fatta ora di pranzo!».

«Oggi sei nostra ospite», dice Maria, con il tono di chi non accetta un rifiuto.

«Non riuscirei mai ad arrivare fino a casa vostra».

Al che, Maria guarda Giuseppe; Giuseppe, capito il senso di quello scambio di sguardi, organizza: «Ragazzo, aiuta tua madre a portare il baule. Io porterò sulle mie spalle Anna»; Gesù strizza l’occhio ad Anna; e si parte tutti verso casa, per il pranzo…

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SUPPORTO AUKEY PER TABLET E SMARTPHONE – La nostra recensione!

https://www.youtube.com/watch?v=yAQuJROzWgw

Se state cercando uno stand compatto, robusto ed economico, questo prodotto marchiato Aukey potrebbe fare al caso vostro! Grazie ad Aukey abbiamo avuto la possibilità di provare questo supporto, e dopo averlo testato adeguatamente mi accingo ad eseguire la recensione dello stesso nel modo più accurato possibile!

La traduzione in italiano nella descrizione del prodotto risulta forse un po’ troppo basilare. Basti pensare alla seguente frase tratta da Aukey: “Supporto Stativo Basamento Portabile Multi-Angolo” Si tratta quindi di un supporto per Smartphone, tablet o per qualsiasi altro dispositivo che richiede un sostegno.

CONFEZIONE E CONTENUTO

La confezione, seppur di cartone, è di ottima fattura. Nella zona laterale, inoltre, possiamo apprezzare la dicitura “GO GREEN WITH AUKEY” che annuncia la riciclabilità del materiale!
All’interno della scatola troviamo ovviamente il prodotto e la varia manualistica, molto chiara e dettagliata. La suddetta guida è disponibile anche in lingua italiana per conoscere in maniera agevole lo stand, già molto intuitivo!

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STAND, MATERIALI E IMPRESSIONI

Il corpo del prodotto è realizzato quasi interamente in alluminio. Sul fronte troviamo due gommini inseriti per offrire un miglior grip, e dettaglio più importante, per evitare danni al dispositivo inserito nello stand. L’alloggiamento posto in basso, a tal proposito, contiene uno strato in gomma. Lo stand resta molto stabile sulla superficie dove viene poggiato grazie appunto ai gommini posti al di sotto!

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Nella descrizione del prodotti si legge che lo stand supporta i dispositivi che vanno dai 4 ai 10 pollici, ma grazie al corpo massiccio capace di sostenere un peso di 5 kg non ho trovato problemi nell’inserire un Surface pro 3 da 12 pollici. Esso risulta stabile sia posto in verticale, sia in orizzontale. Quando si clicca sui lati del dispositivo alloggiato, esso tende a muoversi leggermente; ciò però non pregiudica la sua efficienza!

Per quanto riguarda l’alloggiamento per gli smartphone, non ho riscontrato particolari problemi. Ho potuto constatare la sua stabilità anche con un Lumia 830 e un Nexus 6, alloggiati insieme! Non è garantito però l’alloggiamento di dispositivi molto spessi o che hanno cover massicce. La larghezza dell’ingresso per il dispositivo, infatti, è di 8mm.

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Sul retro notiamo un piccolo dispositivo verticalizzatore che sorregge il tutto, inclinabile di 270 gradi. Il tutto avviene in modo semplice ed intuitivo. Per regolare l’inclinazione è necessario premere il tasto posto in alto, e posizionare lo stand come vogliamo! Lo stand risulta molto stabile in qualsiasi inclinazione in cui viene posto.

Sul verticalizzatore osserviamo la scritta del produttore Aukey e, nella parte bassa, uno strato in plastica per evitare attriti e offrire stabilità con qualsiasi base!

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Grande cura di dettagli da parte di Aukey. Dove viene appoggiato lo Smartphone o tablet, troviamo un incisione che permette una eventuale interazione con i tasti fisici o touch del prodotto, come ad esempio il tasto home di Iphone/Ipad o il tasto start dei dispositivi Windows!

CONCLUSIONI

Posso dunque affermare che si tratta di un prodotto molto comodo, utile ed elegante grazie ad un corpo in alluminio che lo rende “moderno”. Stabilità e personalizzazione risultano pressoché ottimali per qualsiasi scenario di utilizzo! Lo stand appare ideale per scrivere, vedere un film, rispondere ad una chiamata senza dover prendere il telefono o più semplicemente per sostenere il proprio device!
Tutto questo ad un prezzo irrisorio, solo 8,99€, con possibilità di spedizione in un giorno grazie ad Amazon Prime. Consigliato sia per ambito personale, sia professionale!


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Pastorale Digitale 2.0

Elenco partecipanti Concorso RiClicca l’Infiorata

Elenco completo dei partecipanti Concorso RiClicca l’Infiorata organizzato dalla Pastorale Digitale

Chiesa/Associazione/Comunità Città
1 Chiesa San Giovanni Battista Cassino
2 Circolo Aquila Romana Arpino
3 Chiesa San Giovanni Battista ed Evangelista Casalvieri
4 Chiesa Santa Maria e San Marcello San Donato Valcomino
5 Chiesa San Giovanni Battista ed Evangelista Fontechiari
6 Associazione Il Volo dell’Angelo Picinisco
7 Basilica San Domenica Abate Sora
8 San Lorenzo Martire Isola del Liri
9 Associazione Santa Maria Salome Castelliri
10 Comunità di Pico Pico
11 Chiesa San Bartolomeo Sora
12 Associazione Forever Fontechiari
13 Chiesa San Silvestro Papa Sora
14 Centro storico di Picinisco Picinisco
15 San Ciro Sora
16 Santa Maria Goretti Frosinone
17 Chiesa San Luigi Gonzaga Buenos Aires
18 Comunità Castelliri Castelliri
19 Chiesa Madre Cassino
20 Chiesa Santa Maria la Nova Sant’Elia Fiumerapido
21 Chiesa del Divino Amore a Capitino Isola del Liri
22 Centro Pastorale San Luca Sora
23 San Michele Arcangelo Veroli
24 Basilica Concattedrale Aquino
25 Chiesa Sant’Antonio Cassino
26 Santa Maria Porta Coeli Sora
27 Gruppo Sant’Onofrio Alvito
28 Chiesa Santa Maria della Stella e San michele Arcangelo Broccostella
29 Gruppo Fontana Liri Fontana Liri
30 Chiesa Santa Maria del Carmine Rosanisco
31 Chiesa Sant’Eleuterio Arce
32 Comunità San Vittore del Lazio San Vittore
33 Chiesa San Basilio Vescovo Caira
34 Chiesa San Biagio V.M. San Biagio Saracinesco
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SACRA FAMIGLIA – Episodio 5

SACRA FAMIGLIA

di Vincenzo Ruggiero Perrino

 

 

Episodio 5

Nazareth, anno 1 a. C.

Il pomeriggio è abbastanza caldo e i bambini sono sulle rive del lago a giocare. Sono impegnati in un gioco che hanno imparato da alcuni ragazzini greci: il trigon. Ciascuno ha preso una propria posizione fissa; hanno formato una specie di campo da gioco, con una decina di giocatori, i quali, rimanendo per lo più fermi, si passano una palla di cuoio riempita di piume, cercando di non farla cadere.

«Passala qua!», grida un ragazzino.

«Eccola, prendi!», replica un’altra.

«Ora a me!», esclama una bambina.

«Acchiappala!», dice Gesù.

Il tempo scorre piuttosto lietamente, e chi perde alla fine della partita dovrà pagare pegno. Perciò, ognuno si impegna a non far cadere la palla, quando è il suo turno di doverla afferrare al volo.

D’un tratto, in lontananza sulla riva, compare un gruppo di ragazzini.

«Chi sono?», chiede Giovanni a Gesù.

«Non lo so. Si stanno avvicinando, così glielo chiederemo», risponde l’altro.

Il gruppetto di ragazzini, all’apparenza più grandi di età di Gesù e dei suoi amici, è ormai a pochi passi.

«Ehi, voi!», fa quello che sembra essere il “capo” del gruppo, aggiungendo subito dopo: «Siete forse ragazzi romani?».

«Ti sembriamo romani?», risponde uno dei ragazzi.

«Non si sa mai. I figli degli invasori sono subdoli e cattivi come i loro padri! Meglio chiedere per esserne sicuri…».

«E voi? Siete romani o ebrei?», chiede Gesù, fissando negli occhi quel ragazzo dai modi poco gentili.

Quello, sorpreso dall’ardire di uno più piccolo, che oltretutto osa guardarlo senza paura, dice: «Noi siamo ebrei… per la precisione zeloti…».

«Sai com’è: non si sa mai, meglio chiedere per esserne sicuri!».

«Che fai, mi prendi in giro?».

«Ho semplicemente ripetuto ciò che tu hai detto riguardo a noi altri».

Interviene uno del gruppo di ragazzi zeloti: «Capo, sembra che il piccoletto sappia il fatto suo».

«Già…». Poi, chiede: «Come ti chiami?»

«Gesù, e tu?».

«Io mi chiamo Barabba».

«Così, dunque, voi siete contro i romani?», continua lui.

«Naturalmente! Loro hanno invaso la nostra terra, e noi la riconquisteremo… Anzi, se è vero ciò che dicono i profeti e i sommi sacerdoti, che un giorno verrà il Messia, il mio braccio sarà al suo servizio per liberare il popolo di Israele…».

«E chi ti dice che il Messia che annunciano le profezie vorrà servirsi del tuo braccio per liberare il popolo di Israele?».

«Beh, perché io sono in gamba. Ho già partecipato ad un paio di attentati ai danni delle guardie romane, insieme con mio padre e i suoi compagni di battaglia!».

Interviene un altro del gruppo: «Barabba è il più forte di tutti noi! Lui saprebbe aiutare il Messia a sconfiggere tutti i nemici di Israele!».

«Ma io non penso che il Messia vuole sconfiggere i nemici di Israele. Anche perché, a ben vedere, tanti nemici di Israele stanno tra gli israeliti stessi… e sono quelli che non seguono fedelmente la Parola di Dio, o che la seguono soltanto per farsi belli con gli altri!».

«E tu? Sei anche tu un nemico di Israele?».

«No, certo che no. Diciamo che io preferisco essere un amico di Dio… E, per essere amico di Dio, bisogna fare la sua volontà!».

«Ebbene, la volontà di Dio è che Israele sia libero!».

«Ma, la volontà di Dio è anche “non uccidere”, lo hai forse dimenticato?».

«E allora che facciamo? Chiediamo ai romani: “Cari romani, volete gentilmente fare i bagagli e tornarvene alle vostre case e lasciarci in santa pace?” Su, sii serio, nessuna rivoluzione si fa con i fiori!».

Gesù sorride: «Rivoluzione? Ma, per piacere! Sai come funziona una rivoluzione? C’è qualcuno che crede di saperla lunga, per aver studiato e letto qualche filosofo, che convince il popolo che è il momento di prendere le armi e cacciare i signori. Ma alla fine chi muore per cacciare i signori sono quelli del popolo, mentre quelli che volevano fare la rivoluzione si sostituiscono a quelli che sono stati cacciati. Insomma, è solo un modo per cambiare padrone… tutto qui! Gente che muore, affinché tutto torni come prima! Per favore, non parlarmi di rivoluzione! È sempre stato così, e sarà così anche tra duemila anni. E non è questione di chi la propone, la rivoluzione… l’unica vera rivoluzione è un’altra».

«Sarebbe?».

Segue un lungo silenzio. Tutti sembrano pendere dalle labbra di Gesù, per sapere qual è, secondo lui, l’unica vera rivoluzione che conta nella vita.

«Molte persone che sostengono di credere in Dio mostrano con ogni loro azione l’esatto contrario. Allo stesso modo vi sono delle persone, che, pur senza sbandierare ai quattro venti di credere in Dio, fanno delle proprie azioni altrettante opere di fede… L’unica vera rivoluzione è quella di comportarsi con coerenza nella vita. Se uno vuol essere un buon ebreo, basta che faccia le cose che legge nella Scrittura. Non c’è bisogno di sfoderare le spade, o di dichiarare guerra al mondo intero per essere un buon ebreo. E questo vale per chiunque, ebrei e pagani. Coerenza, amici miei, coerenza! Questa è il vero cambiamento che vorrebbe il Messia. Ascoltare la sua Parola e metterla in pratica con fedeltà e coerenza!».

«Io credo di essere coerente!».

«Lo credi tu, ma io ti dico che non lo sei, visto che proclami di uccidere i nemici in nome di Dio, il quale, invece, ti ha comandato di non farlo!».

Scende di nuovo il silenzio.

Poi, è Barabba a rompere quel clima di austerità, proponendo:

«Facciamo così: noi siamo una decina, e voi altrettanti. Vediamo quanti la pensano come te, e quanti la pensano come me».

«Va bene».

I due si mettono spalle alla distesa d’acqua, mentre tutti gli altri ragazzi e ragazze si posizionano di fronte a loro. Barabba prende di nuovo la parola:

«Ragazzi di Israele, secondo la vostra opinione, chi ha ragione, Gesù o Barabba?».

Tutti quei ragazzi, ad eccezione di Giovanni, cominciano a gridare a gran voce: «Barabba! Barabba!».

Quello aizza ancora di più la piccola folla: «Non vi sento! Chi ha ragione, il piccolo Gesù, che predica l’amore e la coerenza, o Barabba che vuole liberare Israele dall’oppressore?».

E quelli, ancora più forte, gridano: «Barabba! Barabba!».

Poi, rivolto a Gesù, dice: «Visto, piccolo? Anche i giovani figli di Israele sono con me! La tua teoria sul Messia è completamente sbagliata! Venite, andiamo!».

E così, tutti gli altri che prima giocavano con Gesù e Giovanni seguono Barabba e i suoi amici, lasciando da soli i due cugini sulla riva del lago.

«Non ci posso credere! Sono andati tutti dietro a quel pazzoide!».

«Di che ti meravigli?».

«Mi meraviglio perché fino a poco fa erano tutti con noi, e sono bastate quattro promesse di liberazione e sono tutti andati appresso a Barabba».

Ormai, le ombre si allungano e si è fatta ora di tornare verso casa. Perciò, i due cugini si incamminano, un po’ mogi. Tuttavia, il dialogo prosegue:

«Giovanni, guarda che l’albero che non ha radici forti, per quanto è grande, se soffia un po’ di vento, va a terra!», fa notare Gesù.

«Cosa intendi dire?».

«Intendo dire, che le persone se non amano davvero ciò che dicono di amare, finiranno per cambiare idea tutte le volte che troveranno una strada più comoda da seguire».

«Questo è molto triste».

«Nient’affatto. Ognuno è libero di scegliere la strada che preferisce. Dio ha fatto l’uomo a sua immagine, proprio perché potesse essere libero di scegliere se stare con lui, o andare dietro ad altri idoli».

«Non ci sto capendo niente».

«Non mi meraviglia nemmeno questo!».

«Perché?».

Gesù, esplode in una sonora risata: «Perché sei proprio un testone!». E, dato un colpo dietro la testa del cugino, comincia a scappare avanti.

Giovanni parte all’inseguimento: «Testone io? Se ti prendo, ti faccio vedere io!».

Mentre corre avanti, Gesù si volta e gli grida: «E, comunque, tutto ti sarà più chiaro tra una trentina di anni…».

«Corri, corri, che tanto prima o poi ti devi stancare e ti prendo…».

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Pastorale-Digitale-Diaconato

Master di primo livello Il ministero diaconale: fonti, risorse e sfide

L’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Redemptor Hominis” della Pontificia Università Antonianum, in collaborazione con la Comunità del Diaconato in Italia, organizza per l’anno accademico 2016-2017 il master di primo livello Il ministero diaconale: fonti, risorse e sfide, allo scopo di fornire un’occasione di specializzazione a quanti, terminati gli studi teologici di primo livello, vogliano accrescere la propria conoscenza del ministero diaconale.

Destinatari del corso

Il corso è rivolto sia ai diaconi permanenti sia a chi è interessato all’approfondimento dell’identità e della storia del ministero diaconale, anche in vista del servizio di discernimento e di formazione dei diaconi stessi.

Durata e struttura del corso

Il corso avrà durata biennale; le lezioni si svolgeranno in modalità intensiva e saranno distribuite lungo tre settimane, ovvero, per l’anno accademico 2016-2017, dal 26 giugno al 15 luglio 2017.

Il percorso didattico sarà articolato in lezioni frontali, laboratori e visite a siti archeologici –  360 ore -, studioindividuale – 1020 ore – ed elaborazione della tesi finale – 120 ore, per un totale di 1500 ore e 60 ECTS.

download: 2016Depliant

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Antonianum e Diocesisora: Archeologia, arte e fede attraverso il web e le reti tematiche

Un interessante incontro quello dello scorso 12 maggio presso la Pontificia Universitas Antonianum, in cui la nostra Diocesi, o meglio la “Pastorale digitale”, è stata chiamata a sviluppare un percorso formativo sui beni artistici e culturali attorno ad un “tavolo di esperti” in materia. Il prof. Lucio Meglio, l’arch. Carlo de Angelis, la prof.ssa Caterina Papi ed il prof. Barbagallo entrambi, docenti e responsabili dell’Istituto di scienze religiose dell’Antonianum, la società “Adm–arte” che promuove i giovani in ambito di valorizzazione e conservazione dei beni culturali, ed infine il prof. Gaetano De Angelis Curtis, docente universitario dell’Università del cassinate.

«Ci chiediamo come si può rinunciare alla grandezza artistica e spirituale del nostro Paese, quando questa è impregnata di una forte identità storia ed è un valore non solo artistico, ma anche di grande promozione didattica?». La risposta è un lavoro congiunto tra i mezzi della comunicazione (Pastorale digitale), i percorsi dell’Università e gli esperti del settore, ci aspettiamo un progetto ben organizzato e di grande impatto mediatico.

– Alessandro Rea

 

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Bibbia.j

La “Pastorale digitale” che unisce scienza e fede

Nel settore delle comunicazioni, la diocesi di Sora–Cassino– Aquino–Pontecorvo, è stata la prima a formare un team di volontari e professionisti che hanno dato vita alla Pastorale Digitale: realtà unica nel suo genere che mette, non solo in rete, ma in comunione ogni azione pastorale nel territorio diocesano.

Dopo circa due anni, si è allargata la collaborazione e per volere del vescovo Gerardo Antonazzo e del responsabile del settore sviluppo della Pontificia Università «Antonianum», il dott. Paolo Cancelli, si è stipulato un accordo significativo. Il 28 febbraio si è svolta la cerimonia dell’accordo e la sottoscrizione in cui la piattaforma web diocesana (gestita dalla pastorale digitale) sarà un trampolino di lancio e forte trasmettitore dei programmi dell’«Antonianum», a sua volta l’università metterà a disposizioni i suoi docenti per le attività diocesane.

A questo primo accordo è subentrata una successiva collaborazione tra «La Sapienza» e «Antonianum»: ed il primo accordo di questo tipo per una ricerca su “scienza e fede”. Tutela e valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici, Dottrina sociale della Chiesa ed aggiornamento degli insegnanti di religione; questi i punti cardine dell’accordo tra le università. La Pastorale digitale non si tira indietro alle nuove sfide della rivoluzione informatica globale, non era mai accaduto che una Università Pontificia e La Sapienza, l’università più grande d’Europa, arrivassero a stipulare una cooperazione per avviare un progetto di ricerca “scienza e fede”, in più una diocesi mettesse a disposizione le sue strutture mediatiche per favorire la diffusione dei temi trattati.

Nell’ambito della prima area saranno sviluppati due progetti di ricerca, sui contesti culturali immateriali (memorie, racconti, tradizioni) e materiali (architetture, paesaggi, reperti) della storia biblica e della vicenda di Francesco d’Assisi e del francescanesimo, nella diocesi sorana sono presenti la Basilica–Santuario Madonna di Canneto a Settefrati (Fr) e vari siti francescani. Nella ricerca saranno coinvolte varie discipline, oltre all’archeologia e alla storia dell’arte: critica testuale, esegesi biblica, filosofia, filologia, linguistica, patristica, teologia, sotto la supervisione dei professori Paola Carafa, Marco Guida e Caterina Papi. Ai professori Gianfranco Tonnarini e Ivan Colagé sarà invece affidata la ricerca sul tema scienza e fede, declinato in prospettiva antropologica e con una particolare attenzione al miglioramento delle condizioni materiali e spirituali, intellettuali ed etiche, culturali e sociali dell’essere umano, al fine di mettere a fuoco le sinergie tra il mondo della ricerca scientifica e la dimensione di fede, elaborata sul piano intellettuale dalla teologia. I temi affrontati dal gruppo di ricerca su scienza e fede saranno ulteriormente approfonditi nell’ambito dell’area giustizia, pace e integrità del Creato, curata dai professori Paolo Ridola e Nicola Riccardi, titolare, quest’ultimo, dell’omonima cattedra inaugurata dalla Pontificia Università Antonianum già dal 2009.

Oggi prevalgono ancora la concentrazione del potere e della ricchezza nelle mani di pochi, la violenza continua delle lotte a matrice etnica e religiosa, l’oppressione delle donne e l’abuso sui minori. A fronte di queste emergenze è necessario favorire, grazie agli apporti di una molteplicità di settori, dalle scienze giuridiche a quelle economiche, dalle discipline filosofiche a quelle teologiche, l’affermazione di un’etica e di una amministrazione dei beni comuni che garantisca equità e giustizia. I due atenei e la diocesi sono così un triplice strumento di crescita e rafforzamento delle strategie e dell’esperienze di studio e fede, senza mai dimenticare l’importanza che le nuove discipline possono sintetizzare e migliorare nell’apprendimento delle diverse materie già citate.

– Alessandro Rea