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Case waterproof da Choetech – LA NOSTRA RECENSIONE!

Estate può significare giornate al mare o in piscina, spesso abbiamo il bisogno di immortalare alcuni momenti sott’acqua ma la paura di compromettere la vita dello smartphone è davvero tanta. Per questo motivo Choetech ci viene in contro proponendo un case waterproof dall’ottima fattura; andiamo a scoprirlo nella nostra recensione!

Confezione e contenuto

La confezione che racchiude questo case è realizzata in plastica trasparente all’interno e opacizzata all’esterno del corpo frontale! Sul fronte della confezione possiamo apprezzare il badge della casa produttrice con annesse caratteristiche. All’interno oltre al prodotto troviamo un laccio la cui utilità è quella di agevolarne il trasporto! 20160826_120622147_iOS

Design e materiali

L’intero case è realizzato in plastica, rigida nella zona superiore e morbida ed opacizzata nella zona inferiore in PVC dove c’è l’alloggiamento per lo smartphone! Le dimensioni sono abbastanza generose, di fatti la dimensione della custodia esterna è pari a 20×12 mentre quelle effettive risultano 15,4×7,8 con possibilità di alloggiare smartphone con diagonale massima di 5,5 pollici salvo cornici importanti!

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Caratteristiche e funzionalità

Il case vanta della certificazione IPX8 dunque è possibile immergerlo per un massimo di trenta m di profondità. Come viene assicurata tale impermeabilità? Grazie a due morsetti e una guarnizione presenti nella zona superiore! Non ho riscontrato alcun problema nell’alloggiare e immergere i miei smartphone, a tal proposito aggiungo che non è presente feedback tattile per i tasti funzione laterali mentre non c’è alcun problema nell’interagire con il touchscreen.ezgif.com-video-to-gif(3)

Conclusione

Vi consiglio l’acquisto di questo prodotto? Si! Per tutte le caratteristiche riportate precedentemente consiglio vivamente l’acquisto di questo prodotto al modico prezzo di 7.99 € con possibilità di spedizione gratuita in un giorno per gli abbonati Prime.


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Powerbank da 8000mAH by Lumsing – LA NOSTRA RECENSIONE

Dopo aver recensito il Powerbank Lumsing da 16000 mAH oggi sotto la lente della pastorale digitale troviamo il fratellino, un caricatore portatile da 8000mAH, nomenclatura Glory P1 Mini, dalle ottime caratteristiche tecniche e dimensioni contenute. Andiamo a scoprirlo!

Confezione e contenuto

La confezione è interamente realizzata in cartone riciclabile, su di essa possiamo apprezzare l’immagine stilizzata del prodotto con le specifiche tecniche dello stesso. All’interno oltre al Powerbank contenuto in una bustina trasparente, troviamo un cavo USB con estremità Type-A da un lato, e Micro-USB dall’altro; utile sia per input che output! Non manca l’ormai sempre presente libretto di istruzioni multilingua (anche in italiano)

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Design e materiali

Questo Powerbank è caratterizzato dalle dimensioni assolutamente non ingombranti, di fatti le specifiche sono: 12,3 x 1,6 x 6,8 cm con un relativo peso di 180 g! L’intero prodotto è realizzato in plastica, essa risulta di ottima qualità e vanta di una satinatura, che la rende più “ruvida” agevolandone dunque il grip! Sul fronte troviamo 4 led che indicano la batteria residua (25% per led) e il badge della casa produttrice. Sul lato destro notiamo un pulsante di accensione/spegnimento mentre sul lato frontale possiamo apprezzare due porte USB per la ricarica in output e un ingresso Micro-USB in input per caricare il Powerbank! Nella colorazione bianca e arancione in mio possesso si riescono a notare macchie dovute all’utilizzo, che comunque vanno via molto facilmente. Mi sento di promuovere a pieni voti il design di questo prodotto.

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Caratteristiche e funzionalità

Le due porte USB in output hanno una corrente d’uscita pari a 0-2.4A dual-USB con corrente massima di uscita pari a 2.4A mentre la porta Micro-USB in input ha una corrente d’ingresso pari a 1.5A con una relativa tensione di 5.0V! Grazie alla multiprotezione IC e all’intelligent circuit board il prodotto è in grado di prevenire sovraccarichi, sovrascariche, sovratensioni, sovracorrenti, corto circuiti e surriscaldamenti! Confermo infatti che durante i vari processi di ricarica non ho mai riscontrato surriscaldamenti vari, questo è un fattore, che soprattutto d’estate, va preso molto seriamente! All’interno troviamo una batteria ai polimeri di litio Classe-A da 8000mAH che consente di ricaricare il proprio dispositivo più volte; nella mia circostanza sono riuscito a caricare un IPhone 6S ben tre volte partendo da una carica residua tendente al 10%. Il Powerbank si carica completamente in circa 5 ore!

Conclusioni

Vi consiglio l’acquisto di questo caricatore portatile? Assolutamente si! Lo consiglio a tutti coloro che cercano un Powerbank dalle dimensioni non esagerate offrendo comunque un efficienza importante! Potete acquistare il Powerbank su Amazon al prezzo abbastanza modico di 15,99 € con possibilità di spedizione gratuita e in un giorno di Amazon Prime.


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SACRA FAMIGLIA di Vincenzo Ruggiero Perrino – Episodio 8

SACRA FAMIGLIA

di Vincenzo Ruggiero Perrino

 

 

Episodio 8

Nazareth, anno 1 a. C.

Giuseppe lavora come operaio al cantiere di Sepphoris. In particolare, egli è nella squadra che sta completando la ricostruzione dell’antico teatro. Erode Antipa, per accattivarsi le simpatie dei nuovi padroni della regione – i romani –, ha voluto ricostruire l’antica cittadina, la cui pianta ricordava curiosamente la forma di un uccellino, secondo criteri estetici ed architettonici, tali da farla assomigliare alle altre capitali dell’impero. Perciò, ha voluto che le strade venissero costruite secondo le regole architettoniche greco-romane, con file di botteghe, edifici amministrativi, negozi, banche. Il punto principale del programma di ricostruzione è il teatro, grande tanto da contenere cinquemila posti, per poter permettere a tutti i cittadini dell’intera zona di recarvicisi ad assistere agli spettacoli.

Purtroppo, nonostante la buona volontà degli operai e l’ambizione di Erode Antipa, può capitare che ritardi nelle consegne del materiale edile, o altri contrattempi, facciano rallentare i lavori, lasciando a casa i lavoratori, che così devono inventarsi un secondo impiego, per poter guadagnare quanto basta per dar da mangiare alla famiglia. Giuseppe si è procurato un carretto, sul quale ha montato una specie di grossa pentola, sotto la quale può accendere del fuoco. Quando non lavora a Sepphoris, va in piazza a Nazareth e frigge frittelle dolci e salate, che vende ai suoi entusiasti clienti.

Essendo una bella giornata di sole, e volendo pure andare a fare un giro tra i venditori del mercato, Maria ed Elisabetta, accompagnate dai rispettivi figli, hanno deciso di fare una visita a Giuseppe, per vedere come procede la sua mattinata.

«Ragazzi, vi sbrigate che è già tardi?», chiede dall’uscio Maria, mentre Gesù e Giovanni stanno finendo di prepararsi per uscire.

«Eccoci!», fanno in coro i due, mentre s’affacciano sulla porta, e poi cominciano a precedere le madri sulla via che porta al centro del paese.

Intanto, le due donne conversano tra loro.

«Sai che pensavo ieri sera prima di dormire?», comincia Maria.

«Cosa?».

«A quando Erode, per essere sicuro di uccidere anche mio figlio, ordinò che venissero uccisi tutti i maschi nati negli ultimi due anni a Betlemme».

«Come mai questi pensieri funesti?».

«Mi sono ricordata, che quel fatto avvenne proprio in questo periodo dell’anno, immediatamente dopo che ricevemmo la visita di quei sapienti orientali».

«Io credo che furono proprio loro a parlar troppo con Erode. Quello, di suo, era uno scervellato pazzoide; poi, ci si misero i sapienti ad annunciargli che doveva nascere il nuovo re! Capirai: Erode fece due più due, e sentendosi minacciato da quella profezia, non ci pensò su due volte a far uccidere tutti i bambini!».

«Sì, ma io a volte mi sento in colpa per la morte di tutti quegli innocenti!».

«Tu? E che c’entri tu? Non si sentiva in colpa quel pazzo… Ma ti ricordi che Erode aveva fatto uccidere finanche i propri figli?».

«Sì…».

«E allora? Vuoi sentirti in colpa tu? Del resto, Zaccaria mi disse che quella strage era già stata annunciata dal profeta Geremia. Ma noialtri non ricordiamo mai, se non quando non ci sono più di alcuna utilità, gli avvertimenti degli antichi…».

«Però, pensa a tutte quelle madri che hanno perso i loro figli, perché Erode voleva uccidere il mio, di figlio!».

«Ci penso, ma penso anche che, se Giuseppe all’epoca non avesse avuto quella visione in sogno e non avesse portato te e il ragazzo in Egitto, ora non staremmo nemmeno qui a parlarne… Anzi, non farmici nemmeno pensare!».

Dopo una breve pausa, Maria prosegue: «Ti ho mai raccontato che, quando siamo scappi verso l’Egitto, una sera stavamo per essere scoperti dalle milizie di Erode?».

«Uhm, credo di no. Dimmi un po’!».

«Beh, è presto detto. Noi, per precauzione, ci spostavamo di notte e ci riposavamo di giorno. In una delle tappe diurne, cercammo riparo in un campo di lupini…».

«Lupini… che buoni! Ma sai che c’è di strano? Sono anni che non riesco più a trovarne di così buoni e dolci come ne mangiavamo quand’eravamo piccole… Sono tutti amarissimi!».

«Credo di sapere perché», dice Maria, abbassando un po’ lo sguardo.

«Cioè? », fa Elisabetta, col tono di chi vuol soddisfatta la sua curiosità.

«Dunque: in questo campo le piante erano secche e avevano i baccelli maturi. Accadde allora che, quando attraversammo il campo, questi baccelli secchi cominciarono ad accartocciarsi per espellere i semi e, così facendo, produssero uno scoppiettio rumorosissimo. Giuseppe, allora, temendo che tale fracasso potesse far scoprire il nostro nascondiglio, rigirò l’asino e ci portò sotto altre piante al riparo dalla vista dei soldati. Io, però, mi spaventai talmente tanto, che maledissi quelle piante, affinché diventassero un’erba bassa dai semi amarissimi!».

«Ecco spiegato perché io non ne trovo più nemmeno dai mercanti dei posti più lontani! Che peccato, mi piacevano tanto…», conclude la cugina, con tono un po’ deluso.

«Ehi, ma’!», la voce di Gesù, interrompe il dialogo tra le due donne.

«Che c’è, figlio?».

«Ecco papà laggiù».

I quattro si avvicinano al banco dove un Giuseppe tutto sudato sta finendo di friggere un paio di frittelle per un uomo che sta aspettando lì nei pressi.

«Buongiorno a voi, signore e ragazzi!», esclama tutto sorridente.

«Come va?», chiede Maria.

«Benone direi! Ho fritto a più non posso, e sono soddisfatto del lavoro svolto, perché tutti mi hanno fatto i complimenti!».

«Da un lato sono contenta, da un altro lato un po’ meno, perché poi mi toccherà lavare le tue vesti per togliere la puzza di fritto!».

«Sempre a lamentarti stai!», sbotta Elisabetta, «piuttosto dovresti essere contenta che questo bravo ragazzo si dia tanto da fare per lavorare!».

«Vorrei vedere te, a lavare quelle vesti puzzolenti!».

«Va bene», dice Elisabetta, che poi prosegue rivolta a Giuseppe: «quando hai finito, dai a me le tue cose, che te le lavo!».

«Meno male! Un po’ di fatica in meno in casa», replica Maria. E poi, fa una smorfia verso la cugina, facendo ridere tutti, compreso l’uomo che  sta aspettando che siano pronte le sue frittelle. Qualche minuto dopo, Giuseppe porge a quell’avventore le sue cose; quell’altro paga il dovuto e si allontana.

Giuseppe chiede: «A voi, com’è andata la mattinata?».

«Calma piatta, zio», interviene Giovanni, che continua: «mentre noi precedevamo giocherellando lungo la strada, le madri si trastullavano con discorsi sui tempi andati».

«Già. Come al solito, invece di pensare all’oggi ci preoccupiamo o di domani o di ieri. Pensa che testa!», chiosa Gesù.

«No, caro nipote: io mi preoccupo proprio per oggi. Ma, hai capito cosa mi ha raccontato tua madre? Che io non potrò mai più mangiare quei buoni lupini che a me piacevano tanto!».

Tutti gli altri si guardano un po’ sbigottiti e in silenzio. Poi, Giovanni si avvicina alla madre, le fa cenno di chinarsi verso di lui, le mette una mano sulla fronte, e poi annuncia agli altri: «Strano! Sta delirando, eppure la febbre non ce l’ha».

Naturalmente, tutti scoppiano a ridere.

«Insomma, cosa volete? A me i lupini di prima mi piacevano molto», cerca di difendersi Elisabetta, non facendo altro che aumentare l’ilarità degli altri.

«E questo sarebbe il problema di oggi?», chiede Gesù, piegandosi in avanti sulle spalle.

«Sì!».

«I lupini?», insiste il ragazzo, andando più giù ancora con la testa, per manifestare il suo ironico sconforto.

«Sì!».

Più di tutti, a ridere è proprio Giuseppe, il quale prende la parola:

«Allora, cara Elisabetta, tu davvero laverai le mie vesti al posto della mia sfaticata moglie?».

«L’ho detto prima!».

«Bene. Chiudi un attimo gli occhi».

Quella chiude gli occhi. Così Giuseppe, da un cassetto del suo carretto, tira fuori una ciotola; ci versa dentro una manciata di lupini, aggiungendo acqua e del sale; poi ne fa assaggiare uno ad Elisabetta, intimandole di continuare a tenere gli occhi chiusi; quella assaggia e poi esclama:

«Che buono! Cosa è? Posso riaprire gli occhi?».

«Certo!».

«Dunque, Giuseppe, cosa mi hai fatto mangiare?».

«Lupini».

«Lupini? Così buoni?».

«Certo. Ne ho raccolti un bel po’ e mi sono messo a… come dire… sperimentare… sperimentare come poteva essere corretto il loro saporaccio. È bastato aggiungere un po’ di acqua e un po’ di sale, e il gioco è fatto!».

«Ne posso avere un altro po’?».

Gli altri scoppiano a ridere nuovamente.

«Vedi zia? Tu ti preoccupavi tanto per dei semplici lupini. Pensa se invece dei lupini, fosse stato il sale a perdere il suo sapore! Non era peggio? Invece, secondo me, la cosa veramente importante è che l’uomo usi bene la sua intelligenza e non perda la voglia di scoprire nuove soluzioni a vecchi problemi. Dopo tutto è semplice: basta mettersi con buona volontà e un pizzico di umiltà, magari anche chiedendo aiuto agli altri, e anche quello che appare un problema insormontabile può trovare una soluzione banale e a portata di mano», spiega Gesù.

«Già. Ti devo delle scuse, Maria, perché mi sono arrabbiata con te prima, quando invece avrei dovuto semplicemente capire che quello che è successo è stato soltanto per evitare più spiacevoli conseguenze…».

Giuseppe conclude: «Ragazzuoli, se mi aiutate a sbaraccare torniamo a casa, che s’è fatto tardi».

«Ma a noi non toccherebbe assaggiare una tua frittella?», chiede Giovanni.

«Certo! Prima mi aiutate e dopo verrete ricompensati!».

«Come, zio, a mamma hai dato i lupini prima che ti lavasse la veste sporca! Ora, a noi, dai una frittella ciascuno prima che ti aiutiamo a mettere a posto il carretto per tornare a casa!».

Segue un istante di silenzio, in cui gli adulti si guardano l’un l’altro.

«Beh, in effetti, non hai torto. Anzi, me l’hai proprio fatta!».

«Dai pa’, non prendertela. Giovanni ha imparato tutto da me, in quanto a risposte pronte!».

«Infatti, siete proprio una bella coppia. Su, forza, mangiate le frittelle che poi si va a casa!».

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[CONTEST] Vinci un Powerbank con Pokémon GO!

Pokémon GO è un gioco che sta letteralmente spopolando tra i ragazzi! Come utilizzare questa poké-mania per vincere qualche premio? Ce lo spiega Lumsing attraverso un contest, dove voi e i piccoli mostriciattoli tascabili sarete i protagonisti!

Come partecipare? Semplice!

Il contest si terrà sulla pagina Facebook Lumsing Italia alle 14:00 di martedì 23!

Per vincere bisogna indovinare il nome del Pokémon che si cela nell’immagine del Powerbank in palio, aggiungo a tal proposito che verrà mostrata solamente l’ombra del Pokèmon e non l’intera immagine chiara e dettagliata, dunque dovrete essere davvero molto bravi!

Per dare la propria risposta è necessario commentare con il nome del Pokémon e aggiungere l‘hastag #GuessAmAll. Tre tra i partecipanti che hanno risposto correttamente verranno sorteggiati il giorno successivo! Se non riuscite ad aggiudicarvi il Powerbank niente paura, Lumsing ripeterà il contest ben 3 volte! PRONTI? VIA!51e+DtUTiNL._SL1000_

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E’ online il nuovo sito diocesano – area istituzionale

Nel mondo digitale tutto corre veloce, un anno è come un secolo, ogni novità spodesta immediatamente quella precedente e la rende obsoleta mandandola in soffitta senza tanti complimenti. Non c’è più bisogno di aspettare il ricambio generazionale perché la spinta verso il nuovo procuri risultati. E’ quello che succede ormai da anni e con ritmo forsennato nelle tecnologie digitali. Perciò le parole d’ordine sono: innovare, velocizzare, ottimizzare, estendere a più persone possibile il buon uso di quelle “protesi comunicative” di cui non riusciamo più a fare a meno.

Anche per l’équipe di Pastorale Digitale, l’innovativo progetto di evangelizzazione della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, si presenta l’esigenza di un continuo, puntuale, efficace ed efficiente  aggiornamento. Per questo dal 9 agosto scorso è online il nuovo sito della Diocesi per quel che riguarda l’Area Istituzionale, che appariva un po’ indietro rispetto all’area delle news (Vita della Diocesi) e della Pastorale Digitale 2.0. I nostri ingegneri informatici hanno lavorato intensamente per il restyling rinnovando la veste grafica e rendendola più leggera e agile, e più vicina e armonizzata al sito di Pastorale Digitale. La nuova grafica dà la possibilità di mostrare in evidenza gli eventi prossimi e di iscriversi subito online per partecipare e inoltre dà con immediatezza l’idea di un’appartenenza sostanziale della chiesa diocesana alla chiesa italiana ed a quella universale: è parlante l’immagine del Vescovo Gerardo con Papa Francesco, e sono di immediata fruizione i rimandi attraverso link al sito della Cei e a quello di Avvenire. Sono stati rivisti, aggiornati e riposizionati i contenuti, su cui si stanno completando i controlli in corso d’opera. Sono stati inseriti i dati aggiornati dell’Annuario diocesano 2015, fornendo i riferimenti di e-mail e telefoni dei sacerdoti e degli uffici, perché i fedeli possano sentire fattivamente vicina la chiesa diocesana con possibilità di risposte anche immediate. Altro aspetto importante del restyling eseguito riguarda le tecnologie: il sito infatti risulta ora adatto e ottimizzato per tablet e smatphone.

La fruizione del sito migliorata e resa più completa e immediata ovviamente non riguarda solo la tecnica, ma è stata studiata perché fosse coerente al Piano pastorale generale della Diocesi, ricordando che per la Pastorale Digitale non è importante mettere semplicemente in rete ma in comunione!

Fare tale operazione ha comportato per la Pastorale Digitale prima di tutto una riflessione profonda perché, a ben guardare, la voglia di innovare è un bisogno antico quanto l’uomo, perché è la vita stessa che cambia e si rinnova in continuazione e soprattutto perché noi sappiamo che c’è Qualcuno che – sempre – “fa nuove tutte le cose”! E dunque, prima di mettere in campo la tecnica, occorreva prestare attenzione alle persone, osservare i comportamenti degli utenti del sito diocesano e dei social, non “accomodarsi” sull’esistente e sul già realizzato, ma andare alla ricerca del meglio, aggiornare coloro che ci lavorano con passione e coloro che attingono alla nostra fonte, o meglio ai nostri canali che a loro volta attingono, e debbono attingere, sempre e solo all’Unica Fonte: Gesù Cristo. Ciò comporta incoraggiare e aiutare gli utenti, anche quelli più recalcitranti alle novità, all’uso di tecnologie sempre più facilitate, immediate e fruibili, ricordare sempre a se stessi e ai fruitori della nostra comunicazione che tutto ha senso se è fatto con fede, con speranza e con carità, che non siamo maestri (il Maestro è uno solo!) e non dobbiamo comunicare noi stessi, ma condividere la perla preziosa che non per nostro merito abbiamo trovato sulla nostra strada e gioire se altri la trovano e prendono ad amarla.

E’ questo che ci ha fatto scoprire che “velocizzare, ottimizzare, facilitare, estendere e mettere in comunione” sono verbi che non sono affatto in contrasto con i famosi 5 verbi del grande Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze 2015, anzi sono in armonia con essi, perché questi verbi ci costringono ad uscire da noi stessi per ricercare come “creare ponti” e migliorare la comunicazione, che è l’ annunciare, ci fanno abitare pienamente il continente digitale ma anche la vita reale dei nostri fratelli, ci spingono ad educare all’uso dei media da cristiani, ci aiutano a trasfigurare la vita ponendoci come obiettivo il “mettere in comunione”.

Adriana Letta

 

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Cavo AUX con centro di controllo da Ugreen – LA NOSTRA RECENSIONE

Dopo aver recensito il ricevitore Bluetooth oggi sotto la nostra lente c’è un altro prodotto la cui finalità è sempre quella di interfacciare due dispositivi per trasmissione di flusso audio! Grazie ad Ugreen abbiamo la possibilità di recensire un cavo con estremità AUX che vanta di controlli musicali e microfono integrato. Andiamo a scoprirlo nella nostra recensione!

Confezione e contenuto

La confezione restituisce un ottimo impatto visivo anche se realizzata in cartone, il quale si dimostra essere di ottima fattura!

Sul fronte della scatola possiamo apprezzare il marchio della casa produttrice specificando il tipo di prodotto contenuto all’interno. Il retro della scatola ci offre una infarinatura generale riguardo le caratteristiche tecniche del cavo. Tutte le diciture sono stampate in lingua inglese, nonostante questo resta tutto molto comprensibile, dunque nulla di trascendentale! All’interno della confezione troviamo solamente il cavo!

Costruzione e prime impressioni

Il cavo è realizzato in TPU ed è lungo 1,5 m. la zona centrale risulta essere a spirale, così da evitare aggrovigliamenti e offrire un ottima durevolezza nel tempo! Il cavo vanta di una conduttura in rame senza ossigeno con estremità di tipo jack 3.5 mm con connettori dorati anti-corrosione, la cui finalità è quella di offrire la migliore conduttività possibile per il flusso audio! In prossimità del jack troviamo un centro di controllo dove sono incastonati tre pulsanti: riduci volume, tasto chiamata e aumenta volume. Come per molti strumenti di questo tipo una pressione prolungata dei pulsanti volume cambia traccia mentre il tasto chiamata risulta utile anche per mettere in play/pausa un brano! La corsa dei tasti restituisce un ottimo feedback tattile, essi presentano un incisione così da riconoscerli ed interagire senza distogliere lo sguardo. Il tasto chiamata a tal proposito implica la presenza di un microfono, assolutamente ben strutturato!

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Connessione e funzionamento

La connessione è pressoché intuitiva e facile, basta infatti collegare le due estremità del cavo nell’apposita entrata 3.5 mm per usufruire di questa tecnologia AUX. Il collegamento risulta molto stabile data anche la costruzione ottimale dei connettori!

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Date le caratteristiche tecniche annunciate precedentemente potete capire che il flusso audio avviene egregiamente, senza distorsione di sorta; aggiungo a tal proposito che, come per ogni collegamento AUX, l’audio risulta leggermente più basso. Il suono si dimostra molto pulito, stessa situazione per le chiamate; l’interlocutore mi sentiva molto bene, riscontrando però un certo rimbombo della mia voce, comunque nulla che compromette la reale funzionalità del cavo!

Conclusione

Vi consiglio l’acquisto di questo prodotto? Assolutamente si! Questo cavo offre ottima costruzione insieme ad un ottimo funzionamento; a mio modo di vedere un’ottima combo! Potete acquistare questo prodotto su Amazon al prezzo molto contenuto di 6,95€ con possibilità di spedizione gratuita e in un giorno per gli abbonati Prime!


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Lampada con controlli touch da Aukey – LA NOSTRA RECENSIONE!

Se siete alla ricerca di un gadget elegante e funzionale capace di adattarsi ad ogni postazione, questa lampada con controlli touch del noto marchio Aukey potrebbe fare al caso vostro.

Andiamo a scoprirla nella nostra recensione!

Confezione e contenuto

La confezione è realizzata interamente in cartone riciclabile, essa riporta le varie caratteristiche del prodotto con anche un’immagine stilizzata raffigurante la lampada.

All’interno, oltre al dispositivo in questione, troviamo l’alimentatore con dock proprietario; non manca inoltre il libretto d’istruzione, presente anche in italiano.

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Design

Questa lampada vanta di un design invidiabile, il suo aspetto è assolutamente premium ed elegante.

Il corpo è cilindrico con dimensioni pari a 28,6 x 13 x 12,8 cm ed una relativa massa di 898 g, la quale riesce ad offrire un’ottima stabilità; a mio parere un giusto compromesso fra dimensioni e peso!

La base è interamente realizzata in lega di alluminio, sulla quale possiamo apprezzare il marchio della casa produttrice, una striscia LED che indica alimentazione ed eventuali interazioni,e un foro per l’alimentazione posto sul retro. La parte superiore invece è realizzata in plastica rigida riflettente; mi sento di promuovere a pieni voti l’aspetto del prodotto.20160810_131329254_iOS

Interazione

L’interazione è il vero punto forte di questa lampada, infatti basta sfiorare la base in alluminio per accendere/spegnere, cambiare gradazioni di luce e modificarne i colori; aggiungo a tal proposito che la striscia LED si illumina di rosso ogni qual volta recepisce un tocco.

L’ LT-T6 riconosce praticamente sempre il nostro input dunque mi ritengo davvero molto soddisfatto, data anche la semplicità dell’operazione!ezgif.com-video-to-gif

Illuminazione

Grazie ai 15 LED bianchi e i 9 che gestiscono i colori la lampada offre una vasta possibilità di illuminazione.

Al primo tocco la lampada si illuminerà di un bianco soft, al secondo di un bianco con gradazione media e al terzo la gradazione sarà alta; dunque ideale per ambienti poco illuminati.

Con un tocco prolungato è possibile attivare la modalità che comporta l’illuminazione, in loop, di vari colori quali: rosso, arancione, giallo, verde, celeste, azzurro, rosa; il ciclo si completa in circa 40 secondi e il passaggio da un colore ad un altro avviene in maniera fluida! Con una pressione breve si blocca un colore e con una pressione prolungata si spegne la lampada.

Tutto il corpo superiore della lampada si illumina in modo uniforme offrendo un effetto sfumato simil-vetro!ezgif.com-video-to-gif(2)

Consumi

L’alimentazione elettrica è pari a 12 volt a 600 mA mentre il consumo è di 6 watt per la luce bianca e 3 watt per quella colorata; valori assolutamente contenuti che conferiscono un ottimo risparmio energetico ed offrono un rapporto illuminazione/consumo molto vantaggioso.

Caratteristiche

Modello: LT-T6
Materiale : ABS + Lega d’Alluminio
Consumo di Potenza: 6W (Luce Bianca), 3W (Luce Colorata)
Fonte di Luce: MD5730
Tensione d’Input: AC 100-240V 50/60HZ
Tensione di Lavoro: DC 12V, 600mAh
CCT: 2900-3100K
CRI: ≥80Ra
Lumen: ≥450lm
Quantità di Led: 15pcs (Luce Bianca), 9pcs(Luce Colorata)
Quantità di Colori: 16 milioni a Colore Pieno/ 256 Luci Colorati
Luminanza Centrale (30cm): >400LUX
Peso Netto: 680g/ 1.5Ib
Durata: 35000 Ore

Assistenza e supporto

Aukey offre supporto per 24 mesi con possibilità di 6 mesi aggiuntivi grazie alla registrazione del prodotto sul loro sito.

Conclusione

Sono rimasto favorevolmente colpito da questo prodotto dunque non posso far altro che consigliarvelo!

È possibile aggiungere al carrello questo prodotto di Aukey ad un prezzo relativamente modico di 33,99 € con possibilità di spedizione gratuita in un giorno per gli abbonati Prime!


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Fitness Band WAVE HR da RiverSong – LA NOSTRA RECENSIONE

Estate, corsa, jogging.

Può questo WAVE HR di RiverSong fare al caso nostro?

Confezione e contenuto

Il prodotto ci arriva in una scatola nera opaca sopra la quale possiamo apprezzare la dicitura “RIVERSONG” e la stampa del fitbit WAVE HR in questione! Essa risulta molto bella nel vedersi e a primo impatto sembra di trovarsi davanti ad un prodotto premium! All’interno, oltre alla manualistica e al prodotto, troviamo un cavo di ricarica con estremità di tipo USB Type-A da un lato e dock proprietario dall’altra, utile per la ricarica.

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Hardware e desing

Il WAVE HR si presenta con un cinturino in gomma molto comodo ed esente da irritazioni varie durante un utilizzo prolungato! Nella parte superiore troviamo uno strato in plastica lucida curvo con incastonato un piccolo display di tipo OLED con un piccolo dispositivo che recepisce il nostro tocco! Sul lato destro troviamo un pulsante multi funzione e nella parte sottostante possiamo apprezzare il dispositivo cardiofrequenzimetro e l’entrata per il dock di ricarica! Design promosso a pieni voti, restituisce un effetto moderno e premium, assolutamente soddisfatto sotto questo punto di vista; aggiungo a tal proposito che il cinturino è intercambiabile! La batteria integrata offre un autonomia di circa 3 giorni di utilizzo intenso e impiega circa due ore per una carica completa ed efficiente!

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Caratteristiche e funzionalità

Premessa: il tasto touch e quello posto lateralmente servono per switchare tra le varie categorie e attivare la modalità sport, grazie ad una pressione prolungata del tasto fisico laterale

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Questo WAVE HR offre moltissime funzionalità tra cui: HRM, orologio, sistema di notifica, registro attività, monitoraggio del sonno, promemoria, controllo fotocamera, rilevamento polso per accensione e funzionalità anti-smarrimento; andiamo a vedere queste funzionalità in dettaglio!

Il rilevamento del battito cardiaco avviene in modo ottimale, comprandolo con un cardiofrequenzimetro professionale i risultati sono pressoché gli stessi; RiverSong consiglia comunque di aspettare 20 secondi affinché il rilevamento si stabilizzi! Non ho riscontrato problemi nel rilevamento dei battiti cardiaci anche con polso sudato.

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Altra funzione molto utile è l’orologio, posto come schermata principale, che offre oltre all’ora, lo stato della connessione con lo smartphone e la carica residua della batteria. Nel caso in cui ci arriva una chiamata o una notifica(su questo ci torniamo dopo parlando dell’applicazione) il WAVE HR vibrerà e ci informerà riguardo il tipo di notifica con il relativo contenuto; aggiungo un mio personale disappunto riguardo la durata visibile di una notifica, che è di 3 secondi. Non si tratta di un bug ma di una scelta voluta dalla casa produttrice!

Questa fitband rileva la frequenza cardiaca, i passi fatti, la distanza percorsa e le calorie bruciate durante un eventuale attività fisica. Ho notato che tutti i valori sono reali, tranne per la distanza percorsa dato che questa band non è dotata di GPS ma il tutto va in relazione ai passi fatti. Tutti questi dati vengono mantenuti in memoria per circa 7 giorni, quindi a soglia settimanale!

Nel caso di impegni c’è la possibilità di impostare un promemoria o di impostare una sveglia; ho trovato questo fattore molto importante ed estremamente funzionale!

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Il fitness band non ci segue solo durante il giorno, ma anche durante la notte. Durante il sonno la band controlla ogni 5 minuti il battito cardiaco, ed è in grado di riconoscere il nostro stato di sonno, profondo o meno, nonché la durata dello stesso!

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Grazie ad un presumibile accelerometro integrato il WAVE HR si accende girando solamente il polso verso di noi, come si fa con qualsiasi orologio! Aggiungo a tal proposito che è possibile accendere lo schermo tramite lo sfioramento prolungato sul tasto touch o una pressione breve del tasto laterale! Possiamo notare varie funzionalità per quanto riguarda l’anti-smarrimento, quando ci allontaniamo troppo dal cellulare la fitband vibrerà e troveremo una nuova opzione fra le categorie(switchabili grazie ai tasti) per far suonare il nostro smartphone, in caso di smarrimento! Aggiungo che questa band non è waterproof ma resiste molto bene a gocce di pioggia e docce brevi. consiglio comunque di evitare il contatto con i liquidi.

Connessione

20160802_120618000_iOSIl WAVE HR si connette al nostro smartphone grazie alla tecnologia Bluetooth che presumo sia 4.1! Non ho riscontrato alcun problema con la connessione e la stabilità della stessa, essa risulta funzionale entro un raggio di 10 metri. Assolutamente soddisfatto!

Applicazione mobile

La band si interfaccia con il nostro device grazie ad un applicazione (VeryFit 2.0/for heart rate) disponibile per Android e iOS. Sottolineo a tal proposito la mancata presenza di un applicazione per dispositivi dotati di OS Microsoft!

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Al primo avvio bisogna ovviamente connettere la band e successivamente inserire i nostri dati personali quali: sesso, peso, altezza, media passi e sonno. Una volta inizializzato il tutto possiamo notare 4 sezioni quali:

  • Homepage: ci dà una panoramica generale riguardo il nostro stato di attività e salute. Inoltre è possibile impostare degli obbiettivi e seguirne lo stato dalla Homepage dell’applicazione.20160802_113440000_iOS

  • Statistiche: questa sezione ci offre una statistica generale con dei grafici riguardante la nostra attività fisica!20160802_113524000_iOS
  • Dispositivo: in questa sezione è possibile vedere lo stato della batteria e la versione firmware. Nella sezione sottostante possiamo apprezzare gli switch per attivare gli avvisi di chiamata, gli avvisi per un troppo tempo di inattività, sveglia, notifiche delle app (Facebook, Wechat, QQ, Twitter, Whatsapp, Linked in, Instagram e Facebook Messenger), possibilità di scattare foto col cellulare interagendo con il WAVE HR, avvisi anti-perdita, cerca il telefono, ricordare informazioni, auto heart-rate, intervallo frequenza cardiaca e aggiornamento firmware.
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  • Mio: in questa sezione è possibile impostare il proprio nickname e cambiare gli obbiettivi da raggiungere; è inoltre possibile impostare una propria immagine!20160802_113600000_iOS

Gli unici nei dell’applicazione sono la traduzione dell’app un po’ grezza e l’impossibilità, su IOS, di aggiornare le informazioni in background!

Supporto e aggiornamenti

Proprio quest’ultimo fattore mi ha fatto apprezzare RiverSong, l’assistenza e gli aggiornamenti che offrono ai loro prodotti. Ho infatti recentemente ricevuto la notifica di un nuovo aggiornamento, subito effettuato.

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Conclusione

Consiglio l’acquisto di questo prodotto? Assolutamente si, andiamo a scoprire perché! È ideale per lo sport ma risulta efficiente anche per notificare e visualizzare dati che non necessitano movimento fisico. Offre un design molto accattivante e moderno, tutto questo ad un modicissimo prezzo. Potete acquistare il WAVE HR, disponibile in varie colorazioni, su amazon al prezzo che varia da 32,88 a 34,99€ in base alla colorazione scelta.

È disponibile inoltre la spedizione gratuita e in un giorno grazie ad Amazon Prime!


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Una nuova rubrica: le recensioni tecnologiche della Pastorale Digitale

Consigli utili targati Pastorale Digitale.

Nell’ottica del condividere e mettere a disposizione di tutti le conoscenze, le capacità e le inclinazioni naturali di ognuno sfruttando un canale vasto come Internet, la Pastorale Digitale non si propone solo di mostrare uno spaccato di vita attiva delle chiese della diocesi ma anche di migliorarne lo stile di vita aggiornando e offrendo consigli sulle ultime trovate commerciali nel campo Hi-Tech.

Nel giugno 2016 nasce, infatti, sul sito pastoraledigitale.org una nuova rubrica destinata alle recensioni di materiale di supporto elettronico/informatico. Se ne occupa attivamente Francesco Evangelisti, brillante neo diplomato presso l’Istituto d’Istruzione Superiore Reggio-Nicolucci con indirizzo di studio in Informatica, membro della divisione Sviluppo Digitale all’interno della Pastorale Digitale della Diocesi di Sora Cassino Aquino Pontecorvo, già responsabile delle attività della Pastorale sul social Telegram e sviluppatore dell’app Pastorale Digitale per dispositivi basati su sistema operativo Windows.

In un mese di attività, numerose sono state le recensioni di accessori comunemente utilizzati legati al mondo della telefonia testati da Francesco: dal supporto per tablet e smartphone al cavo per alimentazione e trasferimento dati, passando per custodie, power bank e speaker Bluetooth.

Nei testi vengono messe in evidenza la funzionalità del prodotto, le caratteristiche tecniche, pregi ed eventuali difetti, il tutto corredato da immagini ed animazioni gif (NdA — le immagini in movimento che spopolano sui social) che mostrano l’utilizzo attivo dell’oggetto esaminato nella recensione.

Non mancano infine le considerazioni personali, senza risparmiare piccole critiche e miglioramenti apportabili all’articolo in questione.

Non resta che visualizzare per credere!

Deborah Casinelli

Foto di Copertina Designed by Freepik