Author : Riccardo Petricca

HomeArticles Posted by Riccardo Petricca (Page 8)
Read More
Accordo Pontificia Università Antonianum e Diocesi-Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo

Proposta formativa e annuario accademico Università Pontificia Antonianum

L’offerta formativa della sede romana della Pontificia Università Antonianum per l’anno accademico 2016-2017 sarà articolata in:

diploma di baccalaureato in teologia, filosofia e scienze religiose;

diploma di licenza in teologia dogmatica, teologia spirituale, diritto canonico, filosofia e scienze religiose;

diploma di dottorato in teologia dogmatica, teologia spirituale, teologia fondamentale, studi ecumenici, diritto canonico, filosofia;

diploma di master in formazione e in spiritualità e francescanesimo;

diploma di specializzazione in spiritualità;

diploma di master in mediazione artistica;

diploma di specializzazione universitaria in studi medievali;

diploma di master in medioevo francescano.

diploma di specializzazione in vita consacrata francescana femminile.

Per una conoscenza più approfondita delle opportunità formative offerte dalla Pontificia Università Antonianum è possibile consultare l’Annuario accademico 2016-2017 in formato PDF disponibile nell’areadownload del sito www.antonianum.eu.

Per informazioni sui programmi proposti presso la Facoltà di Scienze Bibliche e Archeologia, l’Istituto di Studi Ecumenici e l’Instituto Teológico de Murcia si rimanda alle rispettive pagine web.

Read More
20160627_143902

Relazione di Francesca Triani all’incontro del SICEI [Video]

I servizi informatici ed internet per la diocesi e la parrocchia: comunicazione, gestione, amministrazione 27-28 giugno 2016 Centro Congressi Via Aurelia 796 – ROMA

Obiettivi: Organizzato dal Servizio informatico e promosso dall’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali e dall’Economato/Amministrazione della Cei, l’appuntamento è occasione di aggiornamento sui servizi informatici ed internet disponibili, ma soprattutto di riflessione sul loro utilizzo per la comunicazione, la gestione, l’amministrazione e la pastorale, nelle diocesi e nelle parrocchie.

Destinatari: Responsabili o incaricati delle diocesi, in rappresentanza di: – chi si occupa della gestione tecnica della comunicazione (sito internet, eventuali social network, servizi pastorali); – chi segue la gestione e l’amministrazione diocesana, con particolare attenzione all’uso possibile di prodotti e servizi informatici

Video intervento del 28 giugno 2016

Comunicazione digitale e Pastorale I servizi internet e i social network: quali sono le principali opportunità, attenzioni, problematiche, per la comunità ecclesiale? Si riesce a suggerire un percorso concreto di formazione e di impegno? Quale il compito specifico di diocesi e parrocchie?

Francesca Triani di Glauco: ‘Presenza nei social network della diocesi e della parrocchia’

https://www.youtube.com/watch?v=h6OuvtJaZrI&feature=youtu.be

 

Read More
Pastorale-Digitale-SICEI-Roma

I servizi informatici ed internet per la diocesi e la parrocchia: comunicazione, gestione, amministrazione

Si è svolto a Roma presso il Centro Congressi della CEI il 27 e 28 giugno 2016 il convegno organizzato dal SICEI (Servizio Informatico della Conferenza Episcopale Italiana) e dall’Ufficio Nazionale di Comunicazioni Sociali e dall’Economato/Amministrazione della CEI, dal titolo “I servizi informatici ed internet per la diocesi e la parrocchia: comunicazione, gestione, amministrazione”. Un appuntamento per aggiornamento sui servizi informatici ed internet disponibili, ma soprattutto di riflessione sul loro utilizzo per la comunicazione, la gestione, l’amministrazione e la pastorale, nelle diocesi e nelle parrocchie. Nell’intervento di presentazione ed inizio lavori don Ivan Maffeis, direttore dell’UCS, ha ricordato come siano passati vent’anni dal primo incontro che il Sicei dedicava a “Chiesa e Internet” (1996), dove il carattere era essenzialmente tecnico, per addetti ai lavori. Ma gli appuntamenti “ufficiali” sono venuti a innervarsi sul lavoro di tanti sul campo: gli “esperimenti” si sono fatti “esperienza”, maturati con un taglio che coniuga tecnologia e pastorale e che punta a fare cultura. In questa luce, l’incontro del 27 si è focalizzato sugli aspetti teologico-pastorali del mondo della comunicazione con interventi di altissimo spessore come Mons. Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, Nataša Govekar che cura il profilo Instagram di Papa Francesco, il Prof. Pier Cesare Rivoltella, ordinario di Didattica e Tecnologie dell’Istruzione e dell’apprendimento presso l’Università Cattolica del S. Cuore di Milano e direttore del CREMIT, in collegamento da Milano. Il secondo giorno, introdotto e presentato dal Dott. Giovanni Silvestri, direttore del SICEI c’è stato un aggiornamento dei pacchetti informatici e sul loro utilizzo per la comunicazione, la gestione e l’amministrazione nella comunità ecclesiale.

Un incontro dai tantissimi spunti di riflessione ed innovazione che ha appassionato gli oltre 250 partecipanti, tra cui anche alcuni vescovi, provenienti da 150 diocesi italiane. Durante il convegno ai partecipanti è stato consegnato al banco di registrazione, insieme al materiale didattico, il libro Pastorale Digitale 2.0 che ha avuto un grandissimo successo e scatenato l’attenzione di molti che tornavano a chiedere un’ulteriore copia per riportare in diocesi.

20160627_143902 20160627_151123 20160627_151137

Read More
4_Natasha-Govekar

Relazione di Nataša Govekar all’incontro del SICEI [Video]

I servizi informatici ed internet per la diocesi e la parrocchia: comunicazione, gestione, amministrazione 27-28 giugno 2016 Centro Congressi Via Aurelia 796 – ROMA

Obiettivi: Organizzato dal Servizio informatico e promosso dall’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali e dall’Economato/Amministrazione della Cei, l’appuntamento è occasione di aggiornamento sui servizi informatici ed internet disponibili, ma soprattutto di riflessione sul loro utilizzo per la comunicazione, la gestione, l’amministrazione e la pastorale, nelle diocesi e nelle parrocchie.

Destinatari: Responsabili o incaricati delle diocesi, in rappresentanza di: – chi si occupa della gestione tecnica della comunicazione (sito internet, eventuali social network, servizi pastorali); – chi segue la gestione e l’amministrazione diocesana, con particolare attenzione all’uso possibile di prodotti e servizi informatici

Video intervento del 27 giugno 2016

Comunicazione digitale e Pastorale I servizi internet e i social network: quali sono le principali opportunità, attenzioni, problematiche, per la comunità ecclesiale? Si riesce a suggerire un percorso concreto di formazione e di impegno? Quale il compito specifico di diocesi e parrocchie?

Testimonianze e spunti di riflessione affidati a: Nataša Govekar, Direzione Teologico-Pastorale della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede

https://www.youtube.com/watch?v=GAkZJRMvePk&feature=youtu.be

 

Read More
Viganò

Relazione di Mons. Dario Edoardo Viganò all’incontro del SICEI [Video]

I servizi informatici ed internet per la diocesi e la parrocchia: comunicazione, gestione, amministrazione 27-28 giugno 2016 Centro Congressi Via Aurelia 796 – ROMA

Obiettivi: Organizzato dal Servizio informatico e promosso dall’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali e dall’Economato/Amministrazione della Cei, l’appuntamento è occasione di aggiornamento sui servizi informatici ed internet disponibili, ma soprattutto di riflessione sul loro utilizzo per la comunicazione, la gestione, l’amministrazione e la pastorale, nelle diocesi e nelle parrocchie.

Destinatari: Responsabili o incaricati delle diocesi, in rappresentanza di: – chi si occupa della gestione tecnica della comunicazione (sito internet, eventuali social network, servizi pastorali); – chi segue la gestione e l’amministrazione diocesana, con particolare attenzione all’uso possibile di prodotti e servizi informatici

Video intervento del 27 giugno 2016

Comunicazione digitale e Pastorale I servizi internet e i social network: quali sono le principali opportunità, attenzioni, problematiche, per la comunità ecclesiale? Si riesce a suggerire un percorso concreto di formazione e di impegno? Quale il compito specifico di diocesi e parrocchie?

Testimonianze e spunti di riflessione affidati a: Mons. Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede

https://www.youtube.com/watch?v=rQApKFRIUYk&feature=youtu.be

Video di Riccardo Petricca – Responsabile di Pastorale Digitale

Read More
pastorale-Digitale-caserta

XX edizione Settimana Biblica Nazionale

Tutto pronto per le iscrizioni alla  Settimana Biblica Nazionale, patrocinata dall’ABI (Associazione Biblica Italiana), giunta ormai alla XX edizione ed organizzata dalla Diocesi di Caserta, che si svolgerà dal 04 al 08 luglio, con il nostro benamato Vescovo Mons. Giovanni D’Alise;  il tema è quello dei Patriarchi (Gn 12-50),ed  i  relatori saranno i biblisti Bruna Costacurta e Giuseppe Di Virgilio. L’evento si svolgerà presso il GOLDEN TULIP PLAZA CASERTA.
Di seguito è possibile scaricare  il fly del VENTENNALE, la locandina,  il programma, le note tecniche.

NOTE TECNICHE – 18-06-2016

XX – Settimana Biblica 2016

Fly per settimana biblica

Read More
La Sacra Famiglia di Nazaret

SACRA FAMIGLIA di Vincenzo Ruggiero Perrino – Episodio 6

SACRA FAMIGLIA

di Vincenzo Ruggiero Perrino

 

 

Episodio 6

Nazareth, anno 1 a. C.

Stamattina, poiché è un giorno di riposo di Giuseppe dal lavoro al cantiere di Sepphoris, i due sposi hanno intenzione di andare al mercato per fare qualche acquisto. Maria vorrebbe approfittare della presenza del marito, per comprare qualcosa di più ingombrante e pesante, che da sola non riuscirebbe a trasportare fino a casa.

«Purché non esageriamo né col peso né con i costi…», è stata la precisazione di Giuseppe, quando lei gli ha chiesto “Mi aiuti?”.

«Volevo prendere un baule nuovo per metterci dentro i vestiti per l’inverno».

«Inutile dire che ne hai già visto uno l’ultima volta che sei stata al mercato, dico bene?».

«Sì!», fa lei tutta contenta, che tanto già sa che Giuseppe l’accontenterà acquistando quello che vuole lei.

«Eh, lo sapevo. E scommetto pure che tua cugina ti ha convinta che “il prezzo è ottimo”».

«Sì!», dice felice, sorridendo nuovamente. E, preso il marito per un braccio, lo trascina fuori di casa, e, a passo svelto, si dirigono verso il mercato.

«Un giorno o l’altro farò un discorsetto a tua cugina, che non deve metterti strane idee in testa!», dice lui, fingendo un tono severo tanto per fare la sua parte, considerato che in realtà non riesce mai a dire di no alla sua giovane moglie.

«Vedrai, poi, se non piace anche a te quel baule. E, sbrighiamoci che tra un po’ finisce pure la lezione a scuola e Gesù esce e ci raggiunge al mercato!».

«Ah, insomma vi siete messi tutti d’accordo per non farmi riposare nemmeno oggi!».

«Andiamo, musone!», conclude lei, spingendolo dietro la schiena per incitarlo a camminare più svelto.

Giunti al mercato, Maria si precipita presso la tenda del venditore che ha il baule che lei vuole comprare. Mentre la ragazza sta ispezionando la mercanzia nei minimi dettagli, per individuarne eventuali difetti, sopraggiunge anche Giuseppe.

«Salute a te, giovane!», dice il venditore.

«Salve!», replica lui.

«Tua moglie è una vera intenditrice di bauli!», fa l’altro, alludendo all’attenzione con cui Maria sta controllando guardando il baule.

«E ti è andata bene che è venuta con me e non con sua cugina, altrimenti facevi notte qui, prima che si decidessero a prenderlo ‘sto coso!».

«Invece di dire sciocchezze, vieni qui a vederlo, no?», si intromette lei, facendo un cenno con la mano.

Giuseppe e il venditore si scambiano un’eloquente occhiata di maschile autocommiserazione, e poi lui si appropinqua alla moglie.

«Che ne dici?».

«Io direi…», sono le uniche parole che riesce a pronunciare.

«Non è bellissimo? Guarda com’è grande e capiente!», prosegue lei, senza nemmeno dargli il tempo di cominciarla la frase.

Al che, Giuseppe, capita l’antifona, si rivolge direttamente al venditore, chiedendogli:

«Quanto vuoi per questo baule?».

«Venticinque sesterzi».

«Cosa?», esclama incredulo l’altro.

«Venticinque sesterzi», ripete il mercante.

«Sì, ho capito! Il mio “cosa?” era per manifestare il mio disappunto. Non ti pare un po’ troppo?».

«Assolutamente no, altrimenti avrei chiesto di meno, non ti pare?».

«Giuse’, quanto la fai lunga! Paga e prendi il baule che usciamo, aspettiamo il ragazzo che ci raggiunge, e torniamo a casa», interviene Maria.

«Ma ti ci metti pure tu? Venticinque sesterzi per un baule sono troppi. Facciamo quindici».

Il mercante esplode in una sonora risata: «È piacevole ascoltare i tuoi scherzi, amico! Proprio perché sei simpatico posso scendere a ventidue sesterzi, non uno in meno!».

Giuseppe si volta verso Maria, che con lo sguardo gli fa capire di cogliere al volo l’affare; poi, tirato un sospiro, tira fuori dal sacchetto ventidue sesterzi e paga il venditore.

Poi, prende sulle spalle il baule: «Non solo è costato una fortuna, pesa pure!».

«Che lagnoso sei! Dai, che appena arriviamo a casa, ti preparo quel piatto che a te piace tanto!».

«E vorrei vedere! Dopo tutta questa fatica fisica ed emotiva, è il minimo che tu possa fare!».

Fuori dalla tenda, i due sposi si dirigono verso l’uscita del mercato per aspettare Gesù e tornare tutti e tre a casa. D’un tratto, Maria intravede una vecchia donna seduta su una pietra, nella loro direzione. Credendo di averla riconosciuta, le si avvicina e le chiede:

«Tu sei la sacerdotessa Anna, vero?».

«Ragazza, purtroppo i miei occhi non vedono più tanto bene come un tempo, però ti ho riconosciuta. Sei Maria!», e alzatasi in piedi, saluta la giovane con un bacio. «E tuo marito e il ragazzo dove sono?».

«Eccomi, eccomi!», dice Giuseppe, piegato sotto il peso del baule che porta sulle spalle.

«Oh, Giuseppe, come stai?», chiede Anna.

«Stanco! E per fortuna che oggi dovevo riposare. Se sapevo di dover fare questa faticata, andavo a Sepphoris!».

«Su, non lamentarti, sono sicuro che sarai ricompensato per questo sacrificio, dico bene cara?», conclude lei.

«Sì, a casa gli preparerò quel piatto che a lui piace tanto!».

«E Gesù?».

«Ci raggiungerà fra poco», risponde Maria, mentre Giuseppe mette a terra il baule, in attesa che le donne finiscano la conversazione e si riprenda il tragitto verso casa.

«Ma tu, piuttosto, non dovresti essere al tempio?».

«Maria, ma tu sai quanti anni ho adesso? Novanta! Fino a poco tempo fa, benché rimasta vedova da tanto tempo, riuscivo ancora a cavarmela da sola. Ma, ora, sono diventata troppo vecchia. Già essere venuta qui per incontrarvi mi è costata tanta fatica, figurati se dovessi andare tutti i giorni al tempio, e continuare ancora a svolgere il mio servizio. Si può servire Dio anche a novant’anni, ma bisogna pure che mi mantenga in salute per farlo, altrimenti che servizio posso offrire al mio Signore?».

«Mi pare giusto…», chiosa Maria.

Riprende l’anziana: «Del resto, mio padre Fanuele mi ripeteva sempre: “Anna, bisogna avere cura del proprio corpo, dargli il giusto riposo, perché anche il corpo è un dono di Dio. Se lo maltratti, lo spirito che è in lui ne sarà altrettanto maltrattato”. Fate tesoro di queste parole… soprattutto tu, Giuseppe: lavorare rende onore all’uomo, ma egli deve anche riposare per continuare ad avere spirito e forza per servire Dio».

Giuseppe, come ridestandosi dalla sua stanchezza e dai pensieri nei quali era immerso, si scuote e chiede: «Sei venuta qui per incontrarci?».

«Sì!».

«Come sapevi che saremmo venuti qui?».

Anna, su questa domanda, si limita a sorridere. Poi, riprende il suo discorso: «Prima che i miei giorni su questa terra finiscano, devo dirvi ancora una cosa per il futuro… Ricordate quello che disse al tempio Simeone? Ebbene, ci saranno giorni in cui avrete la sensazione che la vostra fedeltà a Dio non sia stata ricambiata… Anche io, quando rimasi vedova, sola e senza figli, mi chiesi dov’era la fedeltà di Dio nei miei confronti… A cosa erano serviti tutti i miei sacrifici, se venivo ripagata con la solitudine e il dolore?… Invece, voi scegliete di riporre fino in fondo, nonostante tutto, la vostra fiducia nel Signore, e di dimorare presso di Lui… Guardatevi dal subire passivamente il corso dei giorni, ma pregate e fate il vostro piccolo per la redenzione di tutti… Questa è la vera rivoluzione che bisogna fare, non quella che vogliono quei mentecatti degli zeloti, che sanno solo riempirsi la bocca di vuote chiacchiere e non sanno tenere in mano nemmeno una fionda!… Per questo è venuto Gesù, lo sapete da sempre… per insegnarci ad andare dietro di lui, con perseveranza… Sono stata chiara?».

Maria e Giuseppe abbassano la testa, in segno di consapevolezza. Infine, Anna esclama: «Ma, insomma, dov’è ‘sto Gesù?».

In quel momento, il baule che Giuseppe aveva poggiato a terra si apre e con un salto esce fuori il ragazzo, destando sorpresa e meraviglia nei tre.

«Ue’, e tu che ci facevi chiuso lì dentro?», chiede Maria.

«Sapevo che venivi qui a comprare ‘sto coso, e ho pensato di farvi uno scherzo, nascondendomici dentro mentre papà tentava di contrattare sul prezzo…».

«Bello scherzo davvero! A momenti mi spezzavo la schiena», dice Giuseppe con aria minacciosa. «E, comunque, da oggi stai a dieta, perché sei diventato troppo pesante!».

«Nessuno ha mai detto che portare me non sia una cosa pesante», replica lui con tono ammiccante.

«Poi, a casa facciamo i conti».

Anna scoppia in una gran risata: «Forza bella gente, s’è fatta ora di pranzo!».

«Oggi sei nostra ospite», dice Maria, con il tono di chi non accetta un rifiuto.

«Non riuscirei mai ad arrivare fino a casa vostra».

Al che, Maria guarda Giuseppe; Giuseppe, capito il senso di quello scambio di sguardi, organizza: «Ragazzo, aiuta tua madre a portare il baule. Io porterò sulle mie spalle Anna»; Gesù strizza l’occhio ad Anna; e si parte tutti verso casa, per il pranzo…

Read More
Pastorale Digitale 2.0

Elenco partecipanti Concorso RiClicca l’Infiorata

Elenco completo dei partecipanti Concorso RiClicca l’Infiorata organizzato dalla Pastorale Digitale

Chiesa/Associazione/Comunità Città
1 Chiesa San Giovanni Battista Cassino
2 Circolo Aquila Romana Arpino
3 Chiesa San Giovanni Battista ed Evangelista Casalvieri
4 Chiesa Santa Maria e San Marcello San Donato Valcomino
5 Chiesa San Giovanni Battista ed Evangelista Fontechiari
6 Associazione Il Volo dell’Angelo Picinisco
7 Basilica San Domenica Abate Sora
8 San Lorenzo Martire Isola del Liri
9 Associazione Santa Maria Salome Castelliri
10 Comunità di Pico Pico
11 Chiesa San Bartolomeo Sora
12 Associazione Forever Fontechiari
13 Chiesa San Silvestro Papa Sora
14 Centro storico di Picinisco Picinisco
15 San Ciro Sora
16 Santa Maria Goretti Frosinone
17 Chiesa San Luigi Gonzaga Buenos Aires
18 Comunità Castelliri Castelliri
19 Chiesa Madre Cassino
20 Chiesa Santa Maria la Nova Sant’Elia Fiumerapido
21 Chiesa del Divino Amore a Capitino Isola del Liri
22 Centro Pastorale San Luca Sora
23 San Michele Arcangelo Veroli
24 Basilica Concattedrale Aquino
25 Chiesa Sant’Antonio Cassino
26 Santa Maria Porta Coeli Sora
27 Gruppo Sant’Onofrio Alvito
28 Chiesa Santa Maria della Stella e San michele Arcangelo Broccostella
29 Gruppo Fontana Liri Fontana Liri
30 Chiesa Santa Maria del Carmine Rosanisco
31 Chiesa Sant’Eleuterio Arce
32 Comunità San Vittore del Lazio San Vittore
33 Chiesa San Basilio Vescovo Caira
34 Chiesa San Biagio V.M. San Biagio Saracinesco
Read More
Famiglia-naturale-468x268

SACRA FAMIGLIA – Episodio 5

SACRA FAMIGLIA

di Vincenzo Ruggiero Perrino

 

 

Episodio 5

Nazareth, anno 1 a. C.

Il pomeriggio è abbastanza caldo e i bambini sono sulle rive del lago a giocare. Sono impegnati in un gioco che hanno imparato da alcuni ragazzini greci: il trigon. Ciascuno ha preso una propria posizione fissa; hanno formato una specie di campo da gioco, con una decina di giocatori, i quali, rimanendo per lo più fermi, si passano una palla di cuoio riempita di piume, cercando di non farla cadere.

«Passala qua!», grida un ragazzino.

«Eccola, prendi!», replica un’altra.

«Ora a me!», esclama una bambina.

«Acchiappala!», dice Gesù.

Il tempo scorre piuttosto lietamente, e chi perde alla fine della partita dovrà pagare pegno. Perciò, ognuno si impegna a non far cadere la palla, quando è il suo turno di doverla afferrare al volo.

D’un tratto, in lontananza sulla riva, compare un gruppo di ragazzini.

«Chi sono?», chiede Giovanni a Gesù.

«Non lo so. Si stanno avvicinando, così glielo chiederemo», risponde l’altro.

Il gruppetto di ragazzini, all’apparenza più grandi di età di Gesù e dei suoi amici, è ormai a pochi passi.

«Ehi, voi!», fa quello che sembra essere il “capo” del gruppo, aggiungendo subito dopo: «Siete forse ragazzi romani?».

«Ti sembriamo romani?», risponde uno dei ragazzi.

«Non si sa mai. I figli degli invasori sono subdoli e cattivi come i loro padri! Meglio chiedere per esserne sicuri…».

«E voi? Siete romani o ebrei?», chiede Gesù, fissando negli occhi quel ragazzo dai modi poco gentili.

Quello, sorpreso dall’ardire di uno più piccolo, che oltretutto osa guardarlo senza paura, dice: «Noi siamo ebrei… per la precisione zeloti…».

«Sai com’è: non si sa mai, meglio chiedere per esserne sicuri!».

«Che fai, mi prendi in giro?».

«Ho semplicemente ripetuto ciò che tu hai detto riguardo a noi altri».

Interviene uno del gruppo di ragazzi zeloti: «Capo, sembra che il piccoletto sappia il fatto suo».

«Già…». Poi, chiede: «Come ti chiami?»

«Gesù, e tu?».

«Io mi chiamo Barabba».

«Così, dunque, voi siete contro i romani?», continua lui.

«Naturalmente! Loro hanno invaso la nostra terra, e noi la riconquisteremo… Anzi, se è vero ciò che dicono i profeti e i sommi sacerdoti, che un giorno verrà il Messia, il mio braccio sarà al suo servizio per liberare il popolo di Israele…».

«E chi ti dice che il Messia che annunciano le profezie vorrà servirsi del tuo braccio per liberare il popolo di Israele?».

«Beh, perché io sono in gamba. Ho già partecipato ad un paio di attentati ai danni delle guardie romane, insieme con mio padre e i suoi compagni di battaglia!».

Interviene un altro del gruppo: «Barabba è il più forte di tutti noi! Lui saprebbe aiutare il Messia a sconfiggere tutti i nemici di Israele!».

«Ma io non penso che il Messia vuole sconfiggere i nemici di Israele. Anche perché, a ben vedere, tanti nemici di Israele stanno tra gli israeliti stessi… e sono quelli che non seguono fedelmente la Parola di Dio, o che la seguono soltanto per farsi belli con gli altri!».

«E tu? Sei anche tu un nemico di Israele?».

«No, certo che no. Diciamo che io preferisco essere un amico di Dio… E, per essere amico di Dio, bisogna fare la sua volontà!».

«Ebbene, la volontà di Dio è che Israele sia libero!».

«Ma, la volontà di Dio è anche “non uccidere”, lo hai forse dimenticato?».

«E allora che facciamo? Chiediamo ai romani: “Cari romani, volete gentilmente fare i bagagli e tornarvene alle vostre case e lasciarci in santa pace?” Su, sii serio, nessuna rivoluzione si fa con i fiori!».

Gesù sorride: «Rivoluzione? Ma, per piacere! Sai come funziona una rivoluzione? C’è qualcuno che crede di saperla lunga, per aver studiato e letto qualche filosofo, che convince il popolo che è il momento di prendere le armi e cacciare i signori. Ma alla fine chi muore per cacciare i signori sono quelli del popolo, mentre quelli che volevano fare la rivoluzione si sostituiscono a quelli che sono stati cacciati. Insomma, è solo un modo per cambiare padrone… tutto qui! Gente che muore, affinché tutto torni come prima! Per favore, non parlarmi di rivoluzione! È sempre stato così, e sarà così anche tra duemila anni. E non è questione di chi la propone, la rivoluzione… l’unica vera rivoluzione è un’altra».

«Sarebbe?».

Segue un lungo silenzio. Tutti sembrano pendere dalle labbra di Gesù, per sapere qual è, secondo lui, l’unica vera rivoluzione che conta nella vita.

«Molte persone che sostengono di credere in Dio mostrano con ogni loro azione l’esatto contrario. Allo stesso modo vi sono delle persone, che, pur senza sbandierare ai quattro venti di credere in Dio, fanno delle proprie azioni altrettante opere di fede… L’unica vera rivoluzione è quella di comportarsi con coerenza nella vita. Se uno vuol essere un buon ebreo, basta che faccia le cose che legge nella Scrittura. Non c’è bisogno di sfoderare le spade, o di dichiarare guerra al mondo intero per essere un buon ebreo. E questo vale per chiunque, ebrei e pagani. Coerenza, amici miei, coerenza! Questa è il vero cambiamento che vorrebbe il Messia. Ascoltare la sua Parola e metterla in pratica con fedeltà e coerenza!».

«Io credo di essere coerente!».

«Lo credi tu, ma io ti dico che non lo sei, visto che proclami di uccidere i nemici in nome di Dio, il quale, invece, ti ha comandato di non farlo!».

Scende di nuovo il silenzio.

Poi, è Barabba a rompere quel clima di austerità, proponendo:

«Facciamo così: noi siamo una decina, e voi altrettanti. Vediamo quanti la pensano come te, e quanti la pensano come me».

«Va bene».

I due si mettono spalle alla distesa d’acqua, mentre tutti gli altri ragazzi e ragazze si posizionano di fronte a loro. Barabba prende di nuovo la parola:

«Ragazzi di Israele, secondo la vostra opinione, chi ha ragione, Gesù o Barabba?».

Tutti quei ragazzi, ad eccezione di Giovanni, cominciano a gridare a gran voce: «Barabba! Barabba!».

Quello aizza ancora di più la piccola folla: «Non vi sento! Chi ha ragione, il piccolo Gesù, che predica l’amore e la coerenza, o Barabba che vuole liberare Israele dall’oppressore?».

E quelli, ancora più forte, gridano: «Barabba! Barabba!».

Poi, rivolto a Gesù, dice: «Visto, piccolo? Anche i giovani figli di Israele sono con me! La tua teoria sul Messia è completamente sbagliata! Venite, andiamo!».

E così, tutti gli altri che prima giocavano con Gesù e Giovanni seguono Barabba e i suoi amici, lasciando da soli i due cugini sulla riva del lago.

«Non ci posso credere! Sono andati tutti dietro a quel pazzoide!».

«Di che ti meravigli?».

«Mi meraviglio perché fino a poco fa erano tutti con noi, e sono bastate quattro promesse di liberazione e sono tutti andati appresso a Barabba».

Ormai, le ombre si allungano e si è fatta ora di tornare verso casa. Perciò, i due cugini si incamminano, un po’ mogi. Tuttavia, il dialogo prosegue:

«Giovanni, guarda che l’albero che non ha radici forti, per quanto è grande, se soffia un po’ di vento, va a terra!», fa notare Gesù.

«Cosa intendi dire?».

«Intendo dire, che le persone se non amano davvero ciò che dicono di amare, finiranno per cambiare idea tutte le volte che troveranno una strada più comoda da seguire».

«Questo è molto triste».

«Nient’affatto. Ognuno è libero di scegliere la strada che preferisce. Dio ha fatto l’uomo a sua immagine, proprio perché potesse essere libero di scegliere se stare con lui, o andare dietro ad altri idoli».

«Non ci sto capendo niente».

«Non mi meraviglia nemmeno questo!».

«Perché?».

Gesù, esplode in una sonora risata: «Perché sei proprio un testone!». E, dato un colpo dietro la testa del cugino, comincia a scappare avanti.

Giovanni parte all’inseguimento: «Testone io? Se ti prendo, ti faccio vedere io!».

Mentre corre avanti, Gesù si volta e gli grida: «E, comunque, tutto ti sarà più chiaro tra una trentina di anni…».

«Corri, corri, che tanto prima o poi ti devi stancare e ti prendo…».